Dalla busta paga di aprile 2026 i lavoratori dipendenti inizieranno a vedere gli effetti concreti delle nuove flat tax introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e chiarite dalla circolare n. 2/2026 dell’Agenzia delle Entrate, firmata dal direttore Vincenzo Carbone. Le novità riguardano due ambiti distinti: gli aumenti contrattuali e le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni.

Il perimetro applicativo è definito in modo preciso. Non si tratta di una riduzione generalizzata dell’IRPEF, ma di imposte sostitutive con aliquote del 5% e del 15% su specifiche voci della busta paga.

Flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali: chi ne beneficia

La prima misura prevede una tassa piatta del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei CCNL sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Possono accedervi i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito annuo fino a 33.000 euro.

L’agevolazione si applica esclusivamente agli aumenti corrisposti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, nel rispetto del principio di cassa allargato. Anche se l’incremento contrattuale viene distribuito su più anni, l’agevolazione riguarda gli importi effettivamente erogati nel 2026.

Voci incluse nella tassazione al 5%

Rientrano nel beneficio:

  • le dodici mensilità ordinarie;
  • tredicesima e quattordicesima;
  • assenze retribuite (malattia, maternità, paternità, infortunio);
  • aumenti che assorbono il superminimo individuale.

Voci escluse

Restano fuori:

  • arretrati una tantum erogati nel 2026;
  • indennità di vacanza contrattuale;
  • scatti di anzianità;
  • maggiorazioni per lavoro notturno o festivo;
  • compensi per prestazioni aggiuntive all’ordinaria attività.

Non vengono citati i contratti territoriali e aziendali: l’agevolazione riguarda esclusivamente i rinnovi nazionali.

Esempio pratico: quanto si risparmia

Un lavoratore con reddito annuo di 30.000 euro che riceve un aumento contrattuale di 2.500 euro raggiunge un reddito complessivo di 32.500 euro.

Con la nuova flat tax:

  • 23% fino a 28.000 euro (6.440 euro);
  • 33% sulla quota tra 28.000 e 30.000 euro (660 euro);
  • 5% sui 2.500 euro di aumento (125 euro).

Con tassazione ordinaria:

  • 23% fino a 28.000 euro (6.440 euro);
  • 33% sulla quota da 28.000 a 32.500 euro (1.485 euro).

Risultato: 700 euro di risparmio fiscale e 2.375 euro netti dell’aumento contrattuale.

Il beneficio varia in base all’entità dell’incremento retributivo.

Flat tax al 15% su notturni, festivi e turni

La seconda misura introduce un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità per:

  • lavoro notturno;
  • lavoro festivo;
  • lavoro nei giorni di riposo settimanale;
  • lavoro a turni;
  • premi di risultato;
  • reperibilità.

Possono accedervi i dipendenti del settore privato con reddito fino a 40.000 euro.

Il limite massimo annuale agevolabile è di 1.500 euro. Oltre questa soglia si applica la tassazione ordinaria.

Sono esclusi:

  • straordinari ordinari non festivi o non notturni;
  • istituti retributivi indiretti a carico del datore in caso di assenza;
  • TFR;
  • tredicesima e quattordicesima in questa specifica fattispecie;
  • somme derivanti da accordi territoriali o aziendali.

Applicazione automatica e dichiarazione dei redditi

Le due agevolazioni vengono applicate automaticamente dai sostituti d’imposta, cioè dai datori di lavoro, ai dipendenti in possesso dei requisiti.

Chi non ha un sostituto d’imposta potrà recuperare il beneficio in sede di dichiarazione dei redditi.

Tabella riassuntiva

MisuraAliquotaSoglia redditoLimite importoPeriodo
Aumenti CCNL5%fino a 33.000 €nessun tetto specifico sugli aumenti 20261° gennaio – 31 dicembre 2026
Notturni, festivi, turni15%fino a 40.000 €1.500 € annui2026

Cosa cambia davvero nel 2026

Le nuove flat tax non riducono l’IRPEF ordinaria sulle retribuzioni abituali. Intervengono esclusivamente sugli incrementi contrattuali 2026 e su specifiche maggiorazioni.

Non riguardano arretrati, straordinari ordinari né voci accessorie fuori dal perimetro stabilito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate.

L’effetto sarà visibile già nelle buste paga di aprile, con un impatto netto maggiore per chi ha ricevuto rinnovi contrattuali significativi negli ultimi due anni.

Fisco più leggero sugli aumenti: chi paga il 5% e chi il 15%

FAQ

La flat tax al 5% vale per tutti gli aumenti?
No, solo per quelli derivanti da rinnovi CCNL firmati tra 2024 e 2026.

Gli arretrati sono inclusi?
No, gli arretrati una tantum restano esclusi.

La flat tax al 15% vale per gli straordinari?
Solo per notturni, festivi, turni e specifiche indennità. Gli straordinari ordinari restano esclusi.

Serve fare domanda?
No, l’applicazione è automatica in busta paga per chi ha un sostituto d’imposta.