Il cedolino di settembre 2026 non è soltanto il documento che certifica quanto arriva sul conto. È il canale attraverso cui l’INPS chiude tre partite fiscali distinte, ciascuna con una propria scadenza e un proprio meccanismo di recupero. L’Istituto lo ha comunicato il 27 agosto: le pensioni saranno accreditate martedì 1° settembre, primo giorno bancabile, secondo il calendario ordinario.

Il conguaglio 730: cinque milioni di posizioni movimentate

La prima partita riguarda i pensionati che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

Le operazioni non partono ora: sono cominciate con il rateo di agosto, e i numeri diffusi dall’Istituto danno la misura dell’operazione. Circa 4 milioni e 500mila pensionati hanno ricevuto conguagli IRPEF a credito. Circa 500mila hanno invece subito trattenute, perché l’imposta versata era inferiore al dovuto.

Il rapporto è di nove a uno tra rimborsi e recuperi, ma il flusso finanziario complessivo interessa cinque milioni di posizioni in due mensilità.

Sul cedolino di settembre le operazioni proseguono sulla base dei modelli trasmessi dall’Agenzia delle Entrate: chi risulta a credito e non ha ancora ricevuto il rimborso può trovarne l’accredito ora, chi ha un debito d’imposta vedrà applicate le trattenute.

Il vincolo di novembre che comprime le rate

C’è un dettaglio operativo che l’INPS segnala e che merita attenzione perché incide sulla liquidità mensile di chi ha scelto la rateizzazione.

Le trattenute devono concludersi entro novembre, qualunque sia il piano concordato. Per le dichiarazioni trasmesse all’Istituto dopo giugno, il tempo residuo può non bastare a coprire il numero di rate inizialmente scelto: in quel caso l’importo si redistribuisce su un numero minore di mensilità, con un prelievo unitario più alto.

È una compressione automatica, che non dipende da una scelta del contribuente ma dal calendario di trasmissione della dichiarazione.

L’Istituto segnala inoltre di aver rivisto le descrizioni delle singole voci del cedolino, distinguendo in modo più esplicito gli importi accreditati a titolo di rimborso da quelli trattenuti per debiti d’imposta. Dati della dichiarazione ed esito dei conguagli sono consultabili nel servizio online Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino, disponibile sul portale e sull’app INPS Mobile.

La trattenuta del 5%: la pensione come leva di compliance

La seconda partita è quella con l’impatto potenziale più rilevante, e funziona su un principio diverso dal conguaglio.

Riguarda i pensionati che percepiscono prestazioni il cui diritto o importo dipende dalla situazione reddituale e che non hanno comunicato all’INPS i redditi relativi al 2022. Si tratta, in particolare, di soggetti non tenuti a presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate: per loro la comunicazione all’Istituto è l’unico canale con cui il dato reddituale entra nel sistema.

La misura applicata è una trattenuta pari al 5% dell’importo della pensione corrisposto a luglio 2026.

Il prelievo non è una sanzione definitiva ma un meccanismo di sollecito. I destinatari, già raggiunti da una comunicazione specifica, devono trasmettere i dati mancanti entro il 15 settembre 2026, presentando una domanda di ricostituzione reddituale.

Se il termine passa senza risposta, l’esito cambia natura: le prestazioni collegate al reddito riferite al 2022 sono revocate in via definitiva. Per le pensioni ai superstiti si applica invece la riduzione massima prevista dalla legge. In entrambi i casi l’INPS procede al calcolo e al recupero delle somme già corrisposte e non dovute.

Restano escluse dall’operazione le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.

Il terzo fronte: quattordicesima e importo aggiuntivo

La terza partita è la prosecuzione di trattenute già avviate ad agosto sulle pensioni della Gestione privata integrata.

Riguarda il recupero della quattordicesima e dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro, riconosciuti in via provvisoria e risultati non spettanti dopo la verifica dei redditi del 2021.

I due recuperi hanno tempi diversi: la quattordicesima è ripartita su 24 rate mensili, l’importo aggiuntivo su 12 rate. I pensionati interessati hanno già ricevuto per raccomandata il provvedimento di revoca e le modalità di recupero.

Cosa dice questo cedolino

Messe insieme, le tre operazioni raccontano un uso del cedolino che va oltre la funzione di pagamento.

Il conguaglio 730 chiude il ciclo dichiarativo. Il recupero di quattordicesima e importo aggiuntivo corregge erogazioni provvisorie fatte su redditi poi verificati. La trattenuta del 5% è invece uno strumento di enforcement: non recupera un debito accertato, ma esercita pressione su un adempimento mancato, con la revoca definitiva come conseguenza dell’inerzia.

Il cedolino è consultabile attraverso il servizio online dell’INPS, che consente di verificare l’importo mensile erogato e le ragioni delle eventuali variazioni.