Spotify, leader mondiale dello streaming musicale, pianifica un aumento dei prezzi degli abbonamenti in decine di paesi a partire dall’estate 2025.
Secondo il Financial Times, che cita fonti vicine alla questione, l’azienda mira a rafforzare la redditività per sostenere il rialzo delle sue quotazioni in Borsa. Gli aumenti, già avviati in paesi come Paesi Bassi e Lussemburgo, si intensificheranno nei prossimi mesi.
Aumenti di prezzo in Europa e America Latina
A partire da giugno 2025, gli abbonamenti individuali di Spotify in Europa e America Latina subiranno un incremento di circa 1 euro al mese. Questo adeguamento risponde alle pressioni dell’industria musicale, che da anni chiede alle piattaforme di streaming come Spotify, Apple Music e altre di allineare i prezzi all’inflazione. “I dirigenti dell’industria musicale hanno a lungo esercitato pressioni affinché aumentassimo i prezzi”, confermano fonti interne al settore. Negli Stati Uniti, il mercato più grande di Spotify, i prezzi resteranno invariati, dopo un aumento già applicato a luglio 2024, che ha portato il costo dell’abbonamento individuale a 11,99 dollari al mese.
Confronto con lo streaming video
Nonostante i recenti rialzi, Spotify rimane una delle opzioni più economiche nel panorama dello streaming. Negli Stati Uniti, il costo di 11,99 dollari al mese è solo leggermente superiore ai 9,99 dollari del lancio nel paese, avvenuto 14 anni fa. In confronto, piattaforme di streaming video come Netflix applicano tariffe significativamente più alte, spesso superiori ai 15 dollari mensili. Questo divario ha spinto l’industria musicale a richiedere prezzi più elevati, per riflettere il valore del catalogo musicale e sostenere gli artisti. L’aumento di 1 euro in Europa e America Latina rappresenta un passo verso questa direzione, senza tuttavia alterare l’accessibilità del servizio.
Rallentamento del settore musicale
Il settore dello streaming musicale affronta nuove sfide. Secondo l’IFPI, il gruppo commerciale globale dell’industria musicale, la crescita dei ricavi complessivi si è dimezzata nel 2024, segnando un rallentamento dopo un decennio di espansione. In questo contesto, Spotify e i suoi concorrenti esplorano strategie innovative per mantenere la crescita. Una di queste è lo “Streaming 2.0”, un modello che prevede versioni premium più costose. Le principali aziende del settore valutano opzioni come l’accesso anticipato alla musica di artisti popolari o vantaggi esclusivi, come la priorità nell’acquisto di biglietti per concerti, per gli utenti con abbonamenti di fascia alta.
Il piano super-premium di Spotify
Spotify studia un livello super-premium che potrebbe costare 6 dollari in più rispetto agli attuali 11 dollari mensili negli Stati Uniti. Questo servizio includerebbe funzionalità avanzate, come una qualità audio superiore o contenuti esclusivi. Anche competitor come Apple Music, Amazon Music e YouTube Music stanno sviluppando offerte simili, secondo fonti del Financial Times. “Stiamo valutando come offrire più valore ai nostri utenti premium”, dichiarano fonti interne a Spotify. Tuttavia, resta incerta la reazione degli utenti, abituati a pagare circa 10 dollari al mese per accedere a un catalogo musicale praticamente illimitato.
Performance finanziaria in crescita
Nell’ultimo anno, il valore delle azioni di Spotify è più che raddoppiato, passando da circa 300 dollari nell’aprile 2024 a 620 dollari alla chiusura del 25 aprile 2025, con un incremento del 2,44% a Wall Street. Questo successo riflette la crescita degli utili e del numero di abbonati, che ha rafforzato la fiducia degli investitori. La prossima trimestrale, in programma per il 29 aprile 2025, fornirà ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’azienda. Gli analisti prevedono che Spotify confermi il trend positivo, grazie alle strategie di ottimizzazione dei costi e all’espansione della base utenti.


