Il ritorno a scuola continua ad avere un peso rilevante sui bilanci familiari. Secondo Altroconsumo, nell’ultimo decennio i prezzi dei libri scolastici sono aumentati di oltre il 25%, con rincari complessivi nell’ordine del 25-30%. Un intero ciclo della scuola secondaria di primo grado costa mediamente circa 600 euro, mentre alle superiori la spesa supera 1.200 euro. Per l’anno scolastico 2026/2027, intanto, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato i parametri di spesa applicando l’inflazione programmata dell’1,5%.
Il costo cresce quando in famiglia studiano più figli
La spesa per i libri accompagna ogni settembre milioni di famiglie e aumenta rapidamente quando gli studenti sono più di uno.
Il costo complessivo di un ciclo scolastico, circa 600 euro alle medie e oltre 1.200 alle superiori, si somma alle altre uscite legate all’istruzione e arriva in una fase caratterizzata da un nuovo aumento del costo della vita.
La crescita accumulata nell’ultimo decennio ha portato il prezzo dei testi scolastici su livelli superiori di oltre un quarto rispetto a dieci anni fa.
Per ridurre la spesa, una parte crescente delle famiglie si rivolge anche al mercato dell’usato.
Nel 2026 salgono dell’1,5% i tetti, non tutti i prezzi
Per il 2026/2027 il Ministero ha preso come riferimento un tasso di inflazione programmata dell’1,5%.
L’effetto cambia però in base al grado scolastico.
Nella scuola primaria il Ministero stabilisce direttamente i prezzi di copertina e il parametro viene quindi utilizzato per aggiornarli.
Alle medie e alle superiori, invece, l’incremento dell’1,5% riguarda i tetti massimi di spesa dell’intera dotazione libraria adottabile da una classe.
Questo significa che non tutti i singoli libri aumentano automaticamente della stessa percentuale.
Al 31 agosto non risultava ancora disponibile una stima ufficiale dell’aumento medio dei prezzi di copertina per il 2026. L’anno precedente l’Associazione italiana editori aveva indicato rincari dell’1,7% alle medie e dell’1,8% alle superiori.
Le scuole possono superare il limite fino al 20%
Dal nuovo anno scolastico cambia anche il margine di deroga concesso agli istituti.
Le scuole possono superare il tetto ordinario fino al 20%, contro il precedente limite del 15%, purché la scelta sia motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di Istituto.
Restano invece le riduzioni collegate al formato dei testi adottati.
Il limite complessivo scende del 10% quando la dotazione comprende libri in versione mista, cartacea e digitale con contenuti integrativi.
La riduzione arriva al 30% quando vengono adottati libri digitali con contenuti integrativi.
Anche in questi casi la percentuale riguarda il tetto della spesa complessiva della classe e non equivale a uno sconto applicato al prezzo del singolo volume.
In dieci anni rincari tra il 25 e il 30%
Il dato annuale dice soltanto una parte della storia.
Guardando alle variazioni registrate dal 2015, i prezzi dei libri scolastici risultano cresciuti complessivamente nell’ordine del 25-30%, sia alle medie sia alle superiori.
La crescita è avvenuta in modo progressivo e si è accumulata nel tempo.
In alcuni periodi i libri sono aumentati meno dell’inflazione generale, soprattutto quando il costo della vita ha accelerato maggiormente. Questo non ha però impedito al conto finale di salire anno dopo anno.
Per le famiglie con più figli in età scolare, l’effetto si moltiplica perché l’acquisto dei testi resta una spesa necessaria.
L’Antitrust segnala un mercato molto concentrato
Il tema dei prezzi si intreccia con la struttura dell’editoria scolastica.
A gennaio 2026 l’Antitrust ha concluso un’indagine conoscitiva sul settore e ha evidenziato un’elevata concentrazione del mercato.
Mondadori, Zanichelli, Sanoma e La Scuola detengono complessivamente oltre l’80% del settore.
Una quota di mercato così concentrata riduce gli spazi di concorrenza tra operatori.
A incidere sulle possibilità di risparmio c’è anche il limite fissato per legge agli sconti sui libri scolastici, che non possono superare il 15% del prezzo di copertina.
Il vincolo tutela anche l’editoria e la distribuzione tradizionale, ma restringe la possibilità per i rivenditori di competere sul prezzo.
Il digitale è presente quasi ovunque, ma viene usato poco
Un altro elemento riguarda la diffusione delle versioni digitali.
A oltre dieci anni dalla riforma avviata nel 2012, più del 95% delle classi adotta libri nella formula cartaceo più digitale.
Il dato sull’utilizzo effettivo è però molto più basso: soltanto il 16% delle licenze digitali viene attivato.
Nella maggioranza dei casi, quindi, la parte digitale resta affiancata al testo cartaceo senza sostituirlo nell’uso quotidiano.
Una maggiore integrazione tra i due formati potrebbe facilitare anche la diffusione di testi modulari, con parti aggiornabili separatamente e contenuti accessibili tramite QR-code.
La modularità consentirebbe di conservare più facilmente le edizioni precedenti e potrebbe favorire il mercato dell’usato, evitando di sostituire l’intero libro per l’aggiornamento di una sola sezione.
Lo stesso approccio potrebbe incidere anche sul peso fisico dei volumi: in Italia, il peso dei libri scolastici risulta almeno doppio rispetto al resto d’Europa.
Gli impegni dell’Antitrust non risultano ancora completati
Gli interventi emersi dal procedimento dell’Autorità non sono ancora stati applicati integralmente.
La loro attuazione riguarda soprattutto la capacità del settore di utilizzare meglio il digitale, favorire la modularità dei testi e ampliare le possibilità di riuso.
Per le famiglie, questi elementi incidono direttamente sulla possibilità di contenere il costo complessivo dei libri nel corso degli anni scolastici.
Altroconsumo propone una detrazione fiscale del 19%
Accanto agli interventi sul mercato, Altroconsumo chiede al Governo una misura fiscale.
La proposta consiste nell’estendere anche ai libri scolastici la detrazione del 19% già prevista per altre spese legate alla scuola, tra cui gite, corsi e tasse di iscrizione.
L’associazione propone di introdurre limiti Isee e tetti di spesa adeguati, con l’obiettivo di sostenere le famiglie con maggiori difficoltà economiche e includere anche il ceto medio.
La richiesta è che la misura trovi spazio nella prossima Legge di Bilancio e che il limite della spesa detraibile sia abbastanza ampio da assorbire eventuali ulteriori aumenti.
Libri scolastici 2026/2027, i numeri da conoscere
| Voce | Dato |
|---|---|
| Costo medio ciclo medie | Circa 600 euro |
| Costo medio ciclo superiori | Oltre 1.200 euro |
| Rincari nell’ultimo decennio | Circa 25-30% |
| Aggiornamento tetti 2026/2027 | +1,5% |
| Deroga massima per le scuole | Fino al 20% |
| Riduzione tetto con libri misti | 10% |
| Riduzione tetto con libri digitali | 30% |
| Quota mercato primi 4 editori | Oltre 80% |
| Sconto massimo consentito | 15% |
| Classi con formula carta + digitale | Oltre 95% |
| Licenze digitali attivate | 16% |
| Detrazione proposta | 19% |
Immagine generata con l’AI


