Biogas, mercato globale verso il raddoppio: attesi 115 miliardi di dollari entro il 2034

Biogas
Il mercato mondiale del biogas è destinato a crescere del 105% in dieci anni. Europa leader con oltre il 70% della quota globale.

Il biogas si conferma tra le tecnologie energetiche che stanno registrando la crescita più significativa a livello internazionale. Spinto dagli investimenti nella transizione energetica, dalla necessità di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e dalla crescente attenzione verso l’economia circolare, il comparto potrebbe più che raddoppiare il proprio valore economico nel giro di un decennio.

Secondo le stime elaborate da Fortune Business Insights, il mercato globale del biogas dovrebbe passare dai 56,10 miliardi di dollari previsti per il 2026 a 114,81 miliardi di dollari entro il 2034. Una crescita complessiva del 105% che conferma il ruolo sempre più centrale di questa fonte energetica nel panorama delle rinnovabili.

Europa protagonista della crescita

A guidare il settore resta l’Europa, che nel 2025 rappresenta il 71,25% del mercato mondiale con un valore stimato di 37,21 miliardi di dollari.

Il primato europeo è sostenuto da una combinazione di fattori: politiche energetiche consolidate, strumenti strategici come il piano REPowerEU e una filiera del biometano ormai strutturata e diffusa in numerosi Paesi.

La Germania mantiene la leadership mondiale grazie a oltre 10.000 impianti operativi e a un mercato valutato 7,57 miliardi di dollari. Anche il Regno Unito continua a crescere, con un valore di 3,81 miliardi di dollari sostenuto dal Green Gas Support Scheme.

La leadership europea è legata anche alla forte presenza del comparto zootecnico. Nel continente si contano circa 6,5 milioni di bovini, 9 milioni di suini e 170 milioni di capi di pollame, una disponibilità di reflui organici che rappresenta una risorsa energetica ancora ampiamente sottoutilizzata.

Gli scarti organici restano il motore del settore

Il principale fattore di crescita continua a essere il recupero dei residui organici. Nel 2025 questa categoria rappresentava il 77,01% dell’intero mercato mondiale.

Residui agricoli, letame animale, rifiuti organici urbani e scarti alimentari garantiscono infatti una disponibilità costante di materia prima per i processi di digestione anaerobica, rendendo il sistema economicamente sostenibile e integrato nei principi dell’economia circolare.

Il biogas nasce proprio dalla digestione anaerobica di materiali organici come reflui zootecnici, scarti agricoli, fanghi di depurazione e rifiuti biodegradabili. Il processo consente di recuperare materiali che altrimenti verrebbero smaltiti, trasformandoli in energia rinnovabile.

Il ruolo dell’Italia e l’esperienza di Regardia

Paolo Fabbricatore, Group CEO di Regardia

Nel panorama nazionale opera Regardia, azienda attiva nell’economia circolare e nello sviluppo di modelli industriali dedicati alla valorizzazione degli scarti organici.

L’azienda recupera ex prodotti alimentari, eccedenze produttive e sottoprodotti agroindustriali destinandoli a due filiere differenti: la mangimistica circolare e la produzione energetica attraverso la digestione anaerobica.

Il biogas ottenuto viene successivamente purificato e trasformato in biometano rinnovabile, che può essere immesso nella rete energetica. Parallelamente, il digestato prodotto dal processo viene riutilizzato in agricoltura come fertilizzante organico, contribuendo alla riduzione dell’impiego di concimi chimici.

“Il biogas rappresenta una delle risposte più concrete alla doppia sfida della decarbonizzazione e dell’indipendenza energetica” dichiara Paolo Fabbricatore, Group CEO di Regardia. “Gli allevamenti italiani producono ogni anno grandi quantità di reflui organici che, attraverso processi di digestione anaerobica, possono essere trasformati in energia e fertilizzanti organici”.

Energia elettrica e trasporti: dove cresce il biogas

Sul fronte delle applicazioni, la produzione di energia elettrica continua a rappresentare il segmento dominante, con il 55,05% della quota di mercato.

Accanto alla generazione elettrica cresce però il ruolo del biometano destinato ai trasporti. Utilizzabile come gas naturale compresso o liquefatto, viene considerato uno dei comparti più promettenti grazie alla capacità di ridurre significativamente le emissioni rispetto ai combustibili fossili tradizionali.

“Si tratta di una tecnologia già disponibile, il cui sviluppo dipenderà anche dalla sostenibilità economica degli impianti e dall’evoluzione delle politiche energetiche europee” conclude Fabbricatore.

Le prospettive per il prossimo decennio

Le previsioni indicano che il comparto continuerà a espandersi soprattutto nei Paesi europei, dove infrastrutture, normative e strategie energetiche risultano già consolidate.

La crescita futura sarà legata alla capacità delle aziende di dimostrare benefici ambientali misurabili, sostenibilità economica e integrazione con il territorio. In uno scenario energetico sempre più orientato alla riduzione delle emissioni e all’utilizzo efficiente delle risorse, il biogas punta a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo tra le principali soluzioni della transizione energetica.

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