Pace fiscale 2026, cambia la rottamazione quinquies: rate più leggere e debiti fino al 2035

Pace fiscale 2026: rottamazione quinquies più leggera con tasso al 3% e rate fino al 2035. Requisiti, scadenze e debiti inclusi.

La rottamazione quinquies, parte della pace fiscale nella Manovra 2026, è stata alleggerita grazie a un emendamento riformulato dal governo su proposta della Lega, riducendo il tasso di interesse sulle rate dal 4% al 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026. 

16 milioni di italiani interessati dal provvedimento 

Questa misura rende più accessibile il pagamento dilazionato per i contribuenti con carichi affidati alla riscossione, stimati in circa 16 milioni di interessati (esclusi chi ha già aderito alla rottamazione quater). Include anche debiti verso enti locali come multe, Imu e Tari.

Cosa prevede 

Prevede un piano fino a 54 rate bimestrali su 9 anni, con rate minime da 100 euro; le prime due coprono il 10% ciascuna del debito, mentre le successive distribuiscono il residuo. Gli interessi al 3% si applicano dal 2026, con tolleranza di 5 giorni per scadenza, oltre la quale decade il beneficio. Le scadenze partono dal 31 luglio 2026, proseguendo bimestralmente fino al 2035.

Copre debiti da mancato pagamento di imposte su dichiarazioni annuali, controlli o contributi INPS (non da accertamento), affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, estendendo di un anno e mezzo rispetto alla quater (dal 1° luglio 2022). Esclusi coloro che non hanno mai presentato dichiarazioni dei redditi.

Cartelle ammesse alla rottamazione quinquies

Vi rientrano i carichi derivanti da omesso versamento di imposte risultanti da dichiarazioni annuali o controlli automatici/formali (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972), inclusi contributi INPS non da accertamento, comunicazioni di irregolarità e avvisi bonari. Ammessi anche debiti verso enti locali come multe, Imu e Tari, purché riscossi dall’Agenzia. Coperti i decaduti da precedenti rottamazioni (inclusa quater), se rispettano i criteri di natura del debito.

Sono invece esclusi gli atti da controlli sostanziali o accertamenti (es. verifiche documentali approfondite), aiuti di Stato da restituire, condanne Corte dei Conti, sanzioni penali e multe stradali non gestite dall’Agenzia. 

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche