Dove colpiscono i truffatori: POS, e-commerce e ATM sotto la lente di Bankitalia

Carte di credito
Frodi in calo nel 2025 grazie a biometria e AI, ma l’espansione dei pagamenti contactless e digital wallet amplia la superficie d’attacco.

Il rapporto della Banca d’Italia, pubblicato recentemente e redatto da quattro esperti dell’istituto (tra cui economisti specializzati in pagamenti digitali), analizza l’evoluzione delle frodi legate alle carte di credito e debito in Italia dal 2015 al 2024.

Emerge un paradosso: i pagamenti con carta restano tra i più sicuri in assoluto, con tassi di frode bassissimi (solo 13 operazioni fraudolente ogni 100.000 transazioni nel 2024, simili ai livelli del 2015), ma la loro diffusione esplosiva ha triplicato il numero assoluto di truffe, passando da circa 500.000 a quasi 1,5 milioni di casi annui. L’ammontare rubato è raddoppiato, da 60 a circa 120 milioni di euro.

Il boom dei pagamenti digitali dal Covid in poi 

Questi dati riflettono il boom dei pagamenti digitali post Covid: l’Italia, storicamente affezionata al contante, ha visto un’accelerazione grazie a incentivi come i bonus POS e l’obbligo per gli esercenti di accettare carte dal 2022. Nel 2024, il volume totale dei pagamenti con carta ha superato i 500 miliardi di euro, con un tasso di frode per euro speso pari a 18 centesimi ogni 100.000 euro, stabile, ma su una base molto più ampia.

I principali tipi di frodi e i canali più colpiti

Le frodi si concentrano su pochi canali principali, con importi variabili:

– Pagamenti online (e-commerce): rappresentano la quota maggioritaria (oltre il 60%), favorite dalla crescita di piattaforme come Amazon e marketplace italiani. Qui i truffatori usano phishing, skimming digitale o furto di credenziali.

– Transazioni POS (nei negozi fisici): Seconda voce (circa 30-35%), spesso legate a clonazione chip o distrazione del consumatore.

– Prelievi ATM: solo il 3-5% dei casi, ma con importi medi elevatissimi (fino a 500-1.000 euro per frode), dovuti a skimmer fisici o shoulder surfing.

La pervasività del “denaro di plastica” – inclusi nuovi device come smartphone (Apple Pay, Google Wallet), smartwatch e braccialetti – ha amplificato i rischi, anche se la tecnologia contactless ha ridotto le frodi fisiche rispetto al contante (meno rapine agli esercenti).

Le carte più a rischio e la vulnerabilità delle banche

Le carte di debito sono le più colpite (rischio 2-3 volte superiore alle carte di credito), perché legate direttamente al conto corrente e spesso usate per piccoli acquisti quotidiani. Le carte di credito, con limiti di spesa e rimborsi più rapidi (grazie al chargeback), mostrano tassi inferiori.

Un aspetto da segnalare: le banche maggiori (come Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNL) registrano indicatori di rischio più alti. Gli autori del rapporto Bankitalia ipotizzano che il vasto bacino clienti (milioni di utenti) faciliti attacchi scalabili, come test di credenziali rubate su larga scala.
Banche più piccole, con clientela frammentata, sembrano meno esposte.

Dal rapporto, emerge che nel primo semestre 2025 le frodi sono calate del 5-7% grazie a innovazioni come l’autenticazione biometrica forte (2FA con impronte o facial recognition, obbligatoria dal 2021 via PSD2) e l’AI per il monitoraggio in tempo reale. 

Bankitalia raccomanda ai consumatori di monitorare app bancarie, attivare notifiche push e usare virtual card per e-commerce. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha potenziato il fondo antifrode, rimborsando oltre il 95% delle somme sottratte.

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