Mutui in ripresa dopo la crisi: i numeri che spiegano il trend

Mutui in crescita
Mutui in forte ripresa, famiglie più fiduciose e tassi in discesa: i numeri del 2025 confermano un cambio di passo.

Il mercato dei mutui in Italia sta davvero tornando a correre? I dati del terzo trimestre 2025 dicono di sì. Dopo due anni segnati da forti tensioni sui tassi e incertezze economiche, il credito immobiliare mostra segnali solidi e continui di ripresa. A certificarlo sono le analisi di Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, che fotografano un settore tornato centrale nelle scelte delle famiglie italiane.

Nel solo terzo trimestre del 2025, i finanziamenti erogati per l’acquisto dell’abitazione hanno raggiunto 12,8 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 19% rispetto allo stesso periodo del 2024. In valore assoluto, significa oltre 2 miliardi di euro in più in appena dodici mesi.

Un risultato che non arriva per caso, ma che si inserisce in un trend di crescita avviato già nel 2024 e rafforzato nel corso del 2025.

I numeri chiave del 2025: crescita a doppia cifra

Guardando al dato cumulato, il quadro appare ancora più chiaro. Al 30 settembre 2025, l’ammontare complessivo delle erogazioni di mutui ipotecari in Italia ha toccato quota 40,6 miliardi di euro, con una crescita del 32,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

In termini pratici, significa circa 10 miliardi di euro in più rispetto a un anno fa. Una variazione che conferma come il mercato abbia superato la fase più critica e stia entrando in una nuova fase di normalizzazione.

Secondo gli analisti di Kìron Partner SpA, si tratta di un segnale importante, perché mostra una ripresa strutturale e non episodica, sostenuta da più fattori convergenti.


Elaborazione Kìron Partner SpA su dati Banca d’Italia

Dal 2024 al 2025: come è iniziata la risalita

La svolta per il mercato dei mutui arriva nel secondo trimestre del 2024. Dopo mesi di rallentamento legati all’aumento dei tassi e all’incertezza macroeconomica, il settore inizia una graduale risalita.

Il punto più alto viene raggiunto nel primo trimestre del 2025, quando la crescita supera addirittura il 50% su base annua. Nei trimestri successivi, il ritmo rallenta, ma resta stabilmente in doppia cifra.

Un andamento che, secondo gli esperti, indica una ripresa solida e sostenibile, non una semplice reazione temporanea.

Perché i mutui tornano a crescere: i tre fattori decisivi

1. Riequilibrio economico e tassi in discesa

Il primo elemento alla base della crescita è il progressivo riequilibrio economico. Dopo una lunga fase di rialzi dei tassi di interesse, il contesto monetario ha iniziato a stabilizzarsi.

Il rallentamento dell’inflazione e le aspettative di politiche più accomodanti hanno favorito un riallineamento al ribasso dei tassi, rendendo i mutui più accessibili per un numero maggiore di famiglie.

Questo ha ridato slancio alla domanda, soprattutto da parte di chi aveva rimandato l’acquisto della casa negli anni precedenti.

2. Boom di surroghe e sostituzioni

Un secondo fattore chiave è l’aumento delle operazioni di surroga e sostituzione del mutuo. Nel 2025 queste operazioni sono cresciute del 15,5% e rappresentano il 9,5% del totale dei mutui erogati.

Il dato riflette un comportamento sempre più consapevole dei mutuatari, che scelgono di:

  • passare dal tasso variabile al tasso fisso;
  • ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati;
  • sfruttare condizioni più vantaggiose rispetto al passato.

Una strategia di protezione che ha contribuito ad alimentare i volumi complessivi del settore.


Elaborazione Kìron Partner SpA su dati Banca d’Italia

3. Ripresa dei mutui per acquisto immobiliare

Il terzo elemento, forse il più significativo, riguarda il ritorno all’acquisto della casa. Le operazioni legate all’acquisto immobiliare sono cresciute del 19% rispetto al periodo precedente.

Questo dato segna la fine della fase di contrazione osservata nei mesi passati e indica un ritrovato interesse per l’investimento abitativo, sia come prima casa sia come scelta di lungo periodo.

Secondo Kìron Partner SpA, l’aumento testimonia una maggiore fiducia delle famiglie e una migliore accessibilità del credito, favorita anche da politiche bancarie più flessibili.

Chiusura 2025: attesi 54 miliardi di euro di erogazioni

Nonostante un contesto internazionale ancora segnato da instabilità geopolitiche ed economiche, le prospettive per la chiusura del 2025 restano positive.

Nei primi nove mesi dell’anno sono già stati erogati 40,6 miliardi di euro. Le stime indicano una possibile chiusura dell’anno con un volume complessivo di circa 54 miliardi di euro.

Un risultato che sarebbe trainato da:

  • una domanda in forte ripresa;
  • tassi di interesse più favorevoli;
  • maggiore propensione delle famiglie a investire nell’abitazione.

Cosa aspettarsi dal 2026: uno scenario più stabile

Il 2026 si apre con aspettative più rassicuranti rispetto al recente passato. Dopo due anni caratterizzati da rapidi rialzi e successivi tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, il nuovo anno viene descritto come un periodo di transizione verso un equilibrio più sostenibile del mercato del credito immobiliare.

Secondo le analisi, lo scenario favorevole poggia su quattro pilastri:

  • maggiore stabilità dei tassi BCE;
  • inflazione apparentemente sotto controllo;
  • rafforzamento delle garanzie statali tramite CONSAP;
  • tenuta della domanda di credito registrata negli ultimi mesi.

Tutti elementi che potrebbero continuare a sostenere il mercato dei mutui alla famiglia anche nel medio periodo.

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