Crisi Iran-Hormuz: il carburante per aerei raddoppia e i voli diventano più cari

La crisi in Iran e le tensioni sullo Stretto di Hormuz fanno impennare il prezzo del carburante per aerei. Compagnie aeree verso rincari dei biglietti e rotte modificate.

Il conflitto in Iran, con la chiusura di spazi aerei nel Golfo e tensioni sullo Stretto di Hormuz (che gestisce il 20% del petrolio globale), ha provocato un’impennata dei prezzi del greggio. 

Lunedì, il carburante per aerei ha toccato i 173,91 dollari al barile secondo l’indice Platts, quasi il doppio di gennaio e superiore al petrolio greggio. Questo rincaro, che copre circa un quarto dei costi operativi delle compagnie aeree, si ripercuote sui biglietti, con effetti a cascata su passeggeri e merci.

Reazioni delle principali compagnie aeree 

Cathay Pacific raddoppia il supplemento carburante sulla maggior parte delle rotte. Aerolíneas Argentinas introduce un sovrapprezzo temporaneo da 10 a 50 dollari a tratta per voli nazionali e internazionali. Qantas e Air India alzano le tariffe; Air New Zealand fa lo stesso. 

Hong Kong Airlines aumenta i supplementi fino al 35,2%, soprattutto verso Maldive, Bangladesh e Nepal. SAS avverte di possibili rincari, mentre Vietnam Airlines chiede l’abolizione della tassa ambientale sul carburante.

Modifiche alle rotte

La chiusura dello spazio aereo nel Golfo forza deviazioni: Qantas valuta cambiamenti sulle tratte Europa-Asia/Australia, con voli pieni al 90% (contro il 75% medio). Cathay Pacific aggiunge voli extra per Londra e Zurigo a marzo. Compagnie del Golfo come Emirates, Qatar Airways ed Etihad, che gestiscono un terzo dei passeggeri Europa-Asia e oltre la metà verso Australia/Nuova Zelanda, subiscono impatti maggiori. Lufthansa ha il 32% della rete a lungo raggio esposta a Asia/Medio Oriente, IAG solo il 17%.

Non tutte le compagnie reagiscono allo stesso modo: IAG (British Airways, Iberia) non alza prezzi grazie a carburante già coperto per breve/medio termine. Il cargo soffre: Qatar Airways ed Emirates, tra i top per volume merci, potrebbero spingere spedizionieri verso hub alternativi se Doha e Dubai restano chiuse. Come nel 2022 con l’Ucraina: un +28% sui biglietti seguì il rialzo petrolifero, come riporta il New York Times.

La durata della situazione attuale dipende da quanto durerà la crisi dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

E in Italia?

ITA Airways ha già in vigore un fuel surcharge (supplemento carburante) rivisto dal 1° febbraio 2026, ad esempio 32.700 yen (circa 200 euro) per tratta su voli Giappone-Italia, includendo oneri di sicurezza,e lo adatta mensilmente in base ai prezzi del cherosene. Non emergono annunci specifici di nuovi rincari ad oggi legati all’Iran, ma la compagnia subisce deviazioni per chiusure aeree nel Golfo, aumentando i consumi. 

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche