Le cripto-attività, o criptovalute, delle quali si sta parlando moltissimo, sono forme di denaro digitale basate sulla tecnologia blockchain, un sistema che registra e verifica tutte le transazioni in modo sicuro e trasparente, senza bisogno di banche o intermediari. La più conosciuta è Bitcoin, ma ne esistono migliaia, come Ethereum o Solana. Queste valute possono essere usate per acquistare beni e servizi, oppure come investimento, poiché il loro valore può cambiare rapidamente nel tempo. In sintesi, le cripto-attività rappresentano un nuovo modo di gestire e scambiare valore nell’era digitale. Tuttavia, non sono esenti da rischi, ecco perché.
L’allarme europeo: rischi elevati e tutele legali limitate
Le Autorità europee di vigilanza finanziaria, ovvero Esma (mercati finanziari), Eba (banche) ed Eiopa (assicurazioni e fondi pensione), insieme a Consob, hanno lanciato un allarme ieri, 6 ottobre, rivolgendosi ai risparmiatori di tutti i Paesi UE, sottolineando che l’acquisto di cripto-attività, come criptovalute o stablecoin, espone a rischi elevati e che le tutele legali disponibili sono molto limitate rispetto agli investimenti tradizionali.
La campagna d’informazione sulle criticità
Per aumentare la consapevolezza, è stata avviata una campagna d’informazione articolata in una Avvertenza ufficiale, una scheda informativa, un podcast e un video. Lo scopo è promuovere scelte d’investimento informate e prevenire truffe finanziarie e perdite di denaro.
Le Autorità riconoscono il contributo positivo dell’innovazione finanziaria, compresa la tecnologia delle cripto-attività, nel migliorare efficienza e competitività dei mercati, ma evidenziano anche che l’interesse crescente degli investitori non esperti, spesso spinto da campagne aggressive sui social media, richiede un atteggiamento di cautela. Non tutte le cripto-attività ricadono sotto la nuova regolamentazione europea MiCa, vigente da dicembre 2024, e per quelle che non sono regolamentate le informazioni fornite ai risparmiatori sono spesso scarse e insufficienti.
Cosa occorre chiedersi prima di acquistare cripto-attività
L’Avvertenza congiunta, rilanciata da Consob in qualità di membro Esma, invita gli investitori a porsi tre domande fondamentali prima di acquistare cripto-attività:
1. Sono consapevole dei rischi a cui mi espongo? È opportuno correre questi rischi considerando la mia situazione finanziaria?
2. Gli operatori con cui sono in contatto sono autorizzati a fornire servizi di cripto-attività nell’UE?
3. I dispositivi elettronici con cui acquisto, memorizzo o trasferisco le cripto-attività sono sicuri?
Le Autorità sottolineano che le protezioni per i risparmiatori in caso di perdite in cripto-attività non sono paragonabili a quelle dei prodotti finanziari tradizionali, poiché non esistono sistemi di indennizzo o di tutela analoghi. Perciò, è fondamentale informarsi adeguatamente e adottare misure di prudenza e sicurezza per evitare truffe e perdite finanziarie.
Come evitare rischi e truffe nelle cripto-attività
Ecco un breve decalogo di consigli utili.
- Verificare che il fornitore di servizi sia autorizzato in Europa.
- Informarsi sui rischi specifici delle varie cripto-attività (volatilità, liquidità, sicurezza tecnologica).
- Usare dispositivi sicuri per acquisti e conservazione.
- Diffidare da offerte troppo allettanti, promozioni aggressive sui social e richieste di investimenti impulsivi.
- Non investire somme che non ci si può permettere di perdere.
Perché le cripto-attività non sono adatte a tutti
Le cripto-attività comportano un rischio elevato per la loro volatilità e per la scarsa tutela legale disponibile. L’investimento richiede una buona comprensione dei rischi e delle caratteristiche del mercato, che spesso manca al pubblico non esperto. Inoltre, la mancanza di sistemi di indennizzo in caso di truffa o insolvenza rende queste attività più rischiose rispetto agli asset tradizionali.
Chi deve fare più attenzione: i risparmiatori non esperti o con scarse conoscenze finanziarie; chi viene influenzato da campagne promozionali aggressive; chi usa dispositivi non adeguatamente protetti; chi non verifica l’autorizzazione degli operatori con cui interagisce.


