Cartelle esattoriali, il piano del governo: via i debiti irrecuperabili, più pignoramenti per gli altri

Agenzia delle Entrate
Equitalia, in bozza la cancellazione di 408 miliardi di cartelle inesigibili. Restano invece più severe le azioni di recupero sui debiti attivi.

La Commissione tecnica sulla riscossione ha prodotto una bozza di relazione con proposte importanti riguardo al magazzino dell’ex Equitalia, che conta 1.272,9 miliardi di crediti fiscali, previdenziali e locali accumulati tra il 2000 e il 2024. 

Cosa prevede la proposta nel dettaglio 

La proposta principale prevede lo stralcio di circa 408,5 miliardi di euro di cartelle inesigibili a carico di circa 9,3 milioni di contribuenti, con una media di debito di 44mila euro a testa. Questo maxi-discarico mira a liberare il sistema da debiti irrecuperabili come quelli di contribuenti deceduti o società fallite, e a snellire la gestione del magazzino fiscale.

Parallelamente viene proposta una stretta sulle procedure di riscossione, con un’accelerazione di pignoramenti e azioni esecutive più rapide e mirate, tagliando le procedure burocratiche ridondanti. Inoltre si vuole ampliare l’accesso dell’agente della riscossione a basi dati come la fattura elettronica e l’anagrafe dei conti correnti per individuare efficacemente i patrimoni dei contribuenti e procedere al recupero dei crediti esigibili.

Cosa ha detto il ministro Giorgetti 

Tuttavia, il ministro dell’Economia Giorgetti ha puntualizzato che al momento non ci sono le condizioni per aprire l’accesso ai dati dei rapporti finanziari come i conti correnti, definendo questa proposta come ancora solo ipotetica e non condivisa pienamente dal governo. Giorgetti ha quindi frenato sull’aspetto dell’accesso ai conti correnti, mentre resta confermato lo stralcio massiccio delle cartelle irrecuperabili.

Le prossime tappe prevedono l’invio della relazione alla Conferenza Unificata per il parere di Regioni ed Enti Locali atteso nella prossima settimana, da cui potrebbero emergere ulteriori indicazioni e modifiche prima di eventuali interventi legislativi.

Come influirà questa proposta sui contribuenti con debiti ancora attivi

La proposta di stralcio di 408,5 miliardi di cartelle riguarda i debiti fiscali ritenuti inesigibili e si applicherà a circa 9,3 milioni di contribuenti, prevalentemente con debiti molto vecchi o riferiti a situazioni irrecuperabili (come crediti verso deceduti o falliti). Per questi contribuenti, quindi, significa una cancellazione totale o parziale del debito che oggi risulta difficile o impossibile da riscuotere.

Per i contribuenti con debiti ancora attivi e recuperabili, la proposta non prevede un condono automatico o annullamento, anzi. Al contrario, punta a un’accelerazione delle azioni di riscossione e di pignoramento, nonché a una più facile e rapida individuazione dei patrimoni (ad esempio tramite accesso ampliato ai database fiscali e, in futuro, potenzialmente ai conti correnti). Questo dovrebbe tradursi in una maggiore pressione fiscale sui debitori in regola o con debiti effettivamente esigibili, rendendo più difficile sottrarsi al pagamento.

In sintesi, per chi ha debiti attivi la situazione si farà più seria e stringente, con:

– Maggiori possibilità di esecuzione e pignoramenti rapidi.

– Maggiori controlli patrimoniali tramite banche dati fiscali e conti (anche se l’accesso ai conti correnti in questo momento è bloccato da Giorgetti)

– Nessun annullamento automatico o stralcio dei debiti considerati recuperabili.

Quindi la misura si distingue chiaramente tra debiti irrecuperabili (stralciati completamente) e debiti effettivi ancora da pagare, per i quali scatteranno misure di riscossione rafforzate e più efficaci, senza sconti o riduzioni automatiche.

Le opinioni delle Regioni

Le opinioni delle Regioni e degli Enti locali sulla cancellazione delle cartelle esattoriali sono piuttosto divergenti e variano a seconda delle condizioni finanziarie e delle politiche locali.

Molti Comuni e alcune Regioni hanno espresso dubbi o critiche su uno stralcio obbligatorio e generalizzato, perché questo provocherebbe ingenti perdite economiche per gli enti locali stessi, che spesso fanno affidamento proprio su queste entrate (multe, tasse locali, imposte). L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha sottolineato come un intervento obbligatorio di cancellazione totale potrebbe danneggiare i bilanci comunali pesantemente.

Per questo motivo la misura è stata resa in molte situazioni facoltativa, lasciando ai singoli Comuni e altri enti la possibilità di decidere se applicare o meno lo stralcio delle cartelle. Alcune grandi città, come Roma, Milano e Firenze, hanno scelto di non aderire allo stralcio automatico per salvaguardare le proprie entrate.

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