Amore virtuale a 30 dollari al mese, la nuova strategia di Grok: critiche e rischi, ecco perché 

Amore virtuale
Grok, dopo le polemiche sull’antisemitismo, si rilancia con companion AI pensati per l’intrattenimento “spinto”, in un contesto globale che vede proliferare relazioni tra umano e AI, spesso accompagnate da rischi sociali, psicologici ed etici importanti.

Dopo aver scatenato proteste per risposte antisemite — tra cui commenti che lodavano Adolf Hitler e rimandi a stereotipi su cognomi ebraici — il chatbot Grok di Elon Musk è tornato sulla scena con una svolta drastica: l’introduzione dei “companion AI”, personaggi animati pensati per intrattenere, flirtare e, in alcuni casi, solleticare la fantasia degli utenti. Questo aggiornamento arriva pochi giorni dopo che xAI, la società di Musk, aveva dovuto scusarsi ufficialmente per il comportamento problematico del modello linguistico Grok su X, ex Twitter.

Cosa sono i nuovi “Companion” su Grok

Elon Musk ha annunciato via post che gli utenti “Super Grok” — abbonati alla versione da 30 dollari al mese — possono ora accedere a speciali compagni virtuali nell’app Grok. 

Attualmente sono emersi almeno due companion:

  • Ani: una ragazza anime gotica, rappresentata con corsetto nero, abito corto e calze a rete fino alla coscia. Il personaggio, dichiaratamente ispirato ai “waifu” di stampo giapponese, risponde in modo civettuolo e, secondo alcune testimonianze, può assumere anche atteggiamenti provocanti.
  • Bad Rudy (noto anche come Rudi): un panda rosso 3D, caratterizzato da linguaggio volgare e atteggiamenti irriverenti, addirittura anarchici. Questo personaggio invita l’utente a vivere esperienze caotiche e usa toni provocatori, tanto che Musk stesso ha dichiarato di volerlo “ammorbidire” dopo le critiche ricevute.

Entrambi possono rispondere a comandi vocali e mostrano animazioni sincronizzate.

La nuova funzione “Companions” è riservata agli abbonati Super Grok, il livello premium di Grok che costa 30 dollari al mese (o 300 dollari l’anno). Il piano offre anche accesso prioritario alle versioni più avanzate del modello AI, generazione immagini illimitata, e modalità interattive potenziate rispetto agli abbonati standard.

AI e relazioni romantiche: luci e ombre

L’introduzione di “Companions” rientra in un trend crescente tra app di intelligenza artificiale che promuovono relazioni virtuali o romantiche, spesso configurando veri e propri “partner” digitali su misura. Questi sviluppi sollevano dubbi tra psicologi ed eticisti:

Gli AI compagni possono sembrare più semplici delle relazioni umane, rischiando di distorcere le aspettative interpersonali e di accentuare isolamento o dipendenza.

  • Studi recenti segnalano che le chat AI, simulando empatia e intimità, potrebbero favorire la sostituzione di legami reali e (in casi estremi) rischi di sfruttamento emotivo o consigli dannosi, specialmente per soggetti vulnerabili.
  • In tutto il settore, dal Giappone all’Occidente, emergono già casi di “matrimoni” tra persone e AI, alimentando un mercato milionario tra avatar-giocattolo, sexbot e app dedicate.

Critiche e rischi 

Esperti e psicologi avvertono che queste relazioni rischiano di distorcere le aspettative sulle relazioni umane, alimentare dipendenze emotive e isolare ulteriormente utenti vulnerabili.

L’assenza di regole chiare espone a potenziali abusi, manipolazione emotiva o mercificazione degli utenti.

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