Ieri, 4 agosto, il Consiglio dei Ministri, su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR Tommaso Foti, ha approvato con procedura d’urgenza un disegno di legge che segna una svolta per l’economia delle regioni Marche e Umbria.
Le due regioni, riconosciute dall’ordinamento europeo come territori “in transizione”, sono state ufficialmente incluse nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno, un’area istituita il 1° gennaio 2024 per stimolare lo sviluppo economico attraverso agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative.
Questo provvedimento, annunciato dalla premier Meloni ad Ancona, mira a ridurre i divari territoriali, rafforzare le filiere produttive locali e favorire la transizione energetica, in linea con gli obiettivi del PNRR e delle politiche di coesione europee.
Cosa significa essere nella ZES Unica
La ZES Unica, inizialmente riservata alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna), è un’area territoriale che offre vantaggi significativi alle imprese, sia già operative sia di nuovo insediamento.
Tra i benefici principali troviamo il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, semplificazioni burocratiche attraverso procedimenti unici e autorizzazioni rapide, e incentivi per favorire l’occupazione e l’innovazione. L’inclusione di Marche e Umbria estende queste opportunità a due regioni con un forte tessuto industriale, come i settori del mobile, della meccanica e delle calzature nelle Marche, offrendo una chance per rilanciare l’economia locale e attrarre nuovi investimenti.
Il credito d’imposta: un incentivo concreto
Un elemento centrale del provvedimento è l’estensione del credito d’imposta per gli investimenti realizzati nelle Marche e in Umbria dal 10 gennaio al 15 novembre 2025. Questo incentivo, disciplinato dall’articolo 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, e confermato dalla Legge di Bilancio 2025, si applica all’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature e all’acquisto o ampliamento di beni immobili strumentali destinati a strutture produttive.
Il credito, utilizzabile esclusivamente in compensazione, è subordinato al rispetto delle normative UE sugli aiuti di Stato e varia dal 15% al 50% delle spese ammissibili, a seconda della regione (ad esempio, 40% per Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; 30% per Basilicata, Molise e Sardegna). Per il 2025, il limite di spesa per il credito d’imposta è fissato a 2,2 miliardi di euro, con un investimento minimo di 200.000 euro per progetto e un massimo di 100 milioni di euro. Le imprese interessate dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, dal 31 marzo al 30 maggio 2025, l’ammontare delle spese sostenute e previste fino al 15 novembre 2025.
Semplificazioni amministrative per velocizzare gli investimenti
Oltre agli incentivi fiscali, il disegno di legge introduce semplificazioni procedurali per facilitare l’accesso alle agevolazioni e accelerare i progetti economici. Per le attività industriali, produttive e logistiche nelle Marche e Umbria che non richiedono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o titoli abilitativi, si applicherà il procedimento unico e l’autorizzazione unica, strumenti già in uso nella ZES Unica per ridurre i tempi burocratici.
La Struttura di Missione ZES, operativa presso la Presidenza del Consiglio e coordinata dal Ministro Foti, avrà un ruolo chiave nel supportare l’attuazione di queste misure, mentre la Cabina di Regia ZES, integrata dai presidenti delle due regioni, garantirà il coordinamento e il monitoraggio delle attività.
Piano strategico ZES: focus sulla transizione energetica
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del disegno di legge, il Piano strategico della ZES Unica sarà aggiornato per includere le specificità di Marche e Umbria. Questo piano, con una durata triennale, definisce la politica di sviluppo in coerenza con il PNRR e i fondi strutturali europei, ponendo un forte accento sulla sostenibilità ambientale.
Tra gli obiettivi principali vi è l’individuazione dei settori da promuovere e rafforzare, con particolare attenzione alla riconversione industriale orientata alla transizione energetica. Gli investimenti prioritari includeranno progetti di digitalizzazione, automazione industriale e transizione ecologica, integrati in piani produttivi più ampi. Il piano sarà adattato alle peculiarità di ciascuna regione, garantendo un approccio differenziato che valorizzi le filiere locali, come il settore manifatturiero nelle Marche e quello logistico in Umbria.


