L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha multato Ryanair per 1,34 milioni di euro con il provvedimento n. 31647, pubblicato il 18 agosto 2025. L’accusa principale riguarda l’omissione da parte di Ryanair di trasmettere documenti rilevanti durante un’istruttoria relativa al rapporto tra prenotazioni voli Ryanair e agenzie di viaggio, sia tradizionali che online.
La contestazione a Ryanair
In particolare, l’AGCM ha contestato a Ryanair di non aver fornito un presunto business plan per l’Italia, necessario per comprendere le strategie commerciali sul mercato. Ciò è stato considerato una violazione degli obblighi di collaborazione da parte della compagnia, e per questo è stata comminata la multa pari allo 0,01% del fatturato mondiale di Ryanair.
L’istruttoria ha indagato sul fatto che Ryanair avrebbe ostacolato le agenzie di viaggio, favorendo la vendita diretta di biglietti tramite il proprio sito e app. Secondo l’AGCM, questo comportamento ha potenzialmente limitato la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, riducendo la libertà dei passeggeri di scegliere e confrontare prezzi.
La risposta della compagnia di volo
Ryanair ha respinto le accuse, definendo la multa “priva di fondamento” e ha annunciato il ricorso in appello presso il TAR del Lazio. La compagnia ha affermato che i documenti contestati non erano un business plan, ma report interni già noti all’autorità, e che l’accusa rappresenta un errore interpretativo. Inoltre, Ryanair ha sottolineato che il proprio modello di vendita diretta è stato riconosciuto dalla Corte d’Appello di Milano nel 2024 come vantaggioso per i consumatori. Ryanair ha anche indicato che collabora con agenzie di viaggio autorizzate e agenzie online, mantenendo trasparenza nei prezzi.
Le conseguenze legali
Ryanair ha annunciato che farà ricorso contro la multa presso il TAR del Lazio o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, pertanto la decisione potrebbe essere annullata o modificata nel corso delle procedure legali.
In caso di conferma della sanzione, Ryanair dovrà pagare la multa, ma soprattutto la vicenda potrebbe rafforzare il controllo normativo e sanzionatorio nei confronti di pratiche commerciali considerate scorrette, aprendo la strada a ulteriori inchieste e sanzioni se venissero riscontrate altre violazioni.

Le conseguenze commerciali
La multa stessa, pari allo 0,01% del fatturato mondiale, è relativamente contenuta dal punto di vista economico, ma ha un valore simbolico importante che potrebbe influenzare l’immagine della compagnia in Italia e nel mercato europeo.
La vicenda solleva questioni di trasparenza nei confronti dei consumatori e di parità di condizioni per le agenzie di viaggio: se Ryanair fosse obbligata a garantire un accesso più equo alle tariffe anche attraverso agenzie, potrebbe ridursi il predominio delle vendite dirette tramite il loro sito e app. Ciò potrebbe portare a una maggiore concorrenza sui canali di distribuzione, potenzialmente minando la strategia attuale di Ryanair focalizzata sulla vendita diretta, con impatti sui ricavi e margini derivanti da commissioni o politiche di prezzo.
La situazione potrebbe anche avere un effetto indiretto su partner commerciali come agenzie di viaggio, hotel e noleggio auto, che dipendono dalla trasparenza e accessibilità dei prezzi dei voli per offrire pacchetti competitivi.
Ryanair, però, difende il proprio modello di vendita come vantaggioso per i consumatori, facendo leva su decisioni giuridiche precedenti favorevoli, quindi l’impatto commerciale dipenderà molto dal risultato finale del contenzioso.


