Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un attesissimo accordo commerciale con il Giappone, definendolo “forse il più grande mai realizzato”. L’intesa, siglata ieri, 22 luglio, prevede dazi del 15% sulle esportazioni giapponesi verso gli Stati Uniti e un impegno di Tokyo a investire 550 miliardi di dollari nell’economia americana, con il 90% dei profitti destinati agli USA.
“Questo accordo creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro. Non c’è mai stato nulla di simile”, ha dichiarato Trump su Truth Social, sottolineando l’apertura del mercato giapponese a prodotti americani come automobili, camion, riso e altri beni agricoli.
L’annuncio, arrivato dopo mesi di negoziati tesi, ha avuto un impatto immediato sui mercati. A Tokyo, l’indice Nikkei 225 è salito di quasi il 3%, con le azioni delle case automobilistiche come Toyota (+10%), Nissan (+6,5%) e Honda (+8,15%) che hanno registrato guadagni significativi, grazie alla riduzione dei dazi sulle auto dal 25% al 15%.
Il ruolo chiave di Ryosei Akazawa
Al centro delle trattative c’è stato Ryosei Akazawa, ministro giapponese per la rivitalizzazione economica e chief negotiator di Tokyo. Giunto a Washington per l’ottavo round di colloqui, Akazawa ha incontrato figure di spicco dell’amministrazione Trump, tra cui il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Segretario al Commercio Howard Lutnick. Dopo l’annuncio, Akazawa ha postato su X un messaggio laconico ma eloquente: “#MissionAccomplished”, accompagnato da una foto in cui indica un’immagine di Trump e del primo ministro giapponese Shigeru Ishiba alla Casa Bianca.
Akazawa ha sottolineato che il Giappone è il primo Paese a ottenere una riduzione dei dazi su automobili e componenti senza restrizioni di volume, un risultato che Ishiba ha definito “il più basso tra i Paesi con un surplus commerciale con gli Stati Uniti”. Tuttavia, i dazi su acciaio e alluminio, attualmente al 50%, non sono stati inclusi nell’accordo e rimangono invariati.
La reazione cauta di Shigeru Ishiba
Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, sotto pressione dopo la perdita della maggioranza nella camera alta del parlamento giapponese, ha accolto l’annuncio con prudenza. “Ho ricevuto un rapporto preliminare da Akazawa, ma devo esaminare attentamente i dettagli prima di commentare”, ha dichiarato a Tokyo mercoledì mattina. Ishiba ha ribadito che l’accordo è stato negoziato per “proteggere gli interessi nazionali” del Giappone, ma non ha escluso che il risultato possa influire sul suo futuro politico, già in bilico dopo le recenti elezioni.
L’intesa arriva in un momento delicato per Ishiba, con il suo Partito Liberale Democratico (LDP) indebolito da scandali e da una crisi economica interna, aggravata dall’aumento dei prezzi del riso e dal costo della vita. La riduzione dei dazi sulle auto rappresenta un sollievo per l’industria automobilistica giapponese, che aveva definito le tariffe del 25% una “crisi nazionale”.
Un accordo vantaggioso per entrambi?
L’accordo si inserisce nella strategia di Trump di ridurre i deficit commerciali attraverso tariffe reciproche. In cambio della riduzione dei dazi dal 25% al 15% (incluso il preesistente 2,5% sulle auto), il Giappone si è impegnato ad aprire il proprio mercato a prodotti americani, in particolare automobili e riso, un punto sensibile per gli elettori giapponesi in vista delle elezioni della camera alta del 20 luglio. Inoltre, Trump ha rivelato che Tokyo e Washington sono vicine a un progetto congiunto per un gasdotto in Alaska, un’iniziativa che potrebbe rafforzare ulteriormente i legami economici.
Secondo William Chou, deputy director del Japan Chair presso l’Hudson Institute, il tasso tariffario del 15% è “una notizia relativamente positiva” per il Giappone, soprattutto considerando la minaccia di tariffe più alte. Tuttavia, alcuni analisti, come Mary Lovely del Peterson Institute, sottolineano che l’apertura del mercato giapponese al riso californiano potrebbe beneficiare i consumatori nipponici, ma non necessariamente incrementare le vendite di auto americane.
L’Europa sotto i riflettori
Nel frattempo, Trump ha annunciato che i rappresentanti dell’Unione Europea incontreranno i funzionari americani mercoledì 23 luglio per negoziare un accordo che eviti l’imposizione di dazi più alti, previsti per il 1° agosto. L’UE aveva ottenuto una pausa tariffaria di 90 giorni a maggio, ma il tempo stringe. Il Commissario al Commercio dell’UE, Maroš Šefčovič, si prepara a incontrare il Rappresentante al Commercio USA Jamieson Greer a Parigi il prossimo mese, con l’obiettivo di scongiurare un’escalation.


