Oggi, venerdì 27 giugno 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la firma di un accordo commerciale con la Cina, un passo significativo verso la distensione delle tensioni che hanno segnato i rapporti economici tra le due superpotenze. Durante un briefing alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato: “Abbiamo appena firmato l’accordo con la Cina. Un ottimo accordo”. La notizia, confermata dal Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick in un’intervista a Bloomberg TV, segna il culmine di negoziati intensi iniziati a maggio a Ginevra e proseguiti a Londra a metà giugno. Secondo Lutnick, l’accordo quadro, che necessitava dell’approvazione dei massimi leader, è stato ufficialmente “firmato e siglato”.
Il Ministero del Commercio cinese ha confermato i dettagli dell’intesa, sottolineando che gli Stati Uniti “cancelleranno una serie di misure restrittive” al commercio cinese, mentre Pechino si impegna a “rivedere e approvare” le richieste di esportazione di prodotti soggetti a controlli. “Si spera che Stati Uniti e Cina si incontrino a metà strada”, ha dichiarato un portavoce del Ministero, auspicando “uno sviluppo sano, stabile e sostenibile delle relazioni economiche e commerciali”.
Il contesto: dai colloqui di Ginevra all’intesa di Londra
L’accordo segue mesi di tensioni, culminate in una guerra commerciale caratterizzata da dazi elevati e contromisure non tariffarie. A maggio, i colloqui di Ginevra avevano portato a una tregua temporanea di 90 giorni, con una riduzione dei dazi reciproci: gli Usa hanno abbassato le tariffe dal 145% al 30% su alcuni prodotti cinesi, mentre la Cina ha ridotto i suoi dal 125% al 10%, mantenendo però i controlli sulle esportazioni di terre rare, materiali strategici per settori come l’automotive, l’aerospazio e la difesa.
A Londra, a metà giugno, le due potenze hanno definito un quadro generale per risolvere le controversie, concentrandosi sull’accelerazione delle spedizioni di terre rare verso gli Stati Uniti. Questi materiali, essenziali per batterie elettriche, turbine eoliche e sistemi di difesa come missili e radar, sono stati al centro dei negoziati. La Casa Bianca aveva espresso preoccupazione per il ritmo lento delle esportazioni cinesi, mentre Pechino chiedeva una revisione dei controlli Usa sulle esportazioni di prodotti tecnologici.
Impatto sui mercati globali: l’automotive europeo festeggia
La notizia dell’accordo ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, con un’ondata di ottimismo che ha spinto al rialzo i settori più esposti al commercio internazionale. In Europa, l’indice Stoxx Europe 600 ha registrato un aumento dell’1,2%, con il comparto auto e componenti in crescita dell’1,9%. A Piazza Affari, Stellantis ha guadagnato il 2,4% e Ferrari l’1,9%, mentre a Parigi Renault è salita dell’1,59%. In Germania, BMW, Mercedes Benz, Porsche e Volkswagen hanno registrato incrementi tra l’1,5% e il 2%. Gli investitori hanno accolto con favore la distensione delle tensioni Usa-Cina, che riduce l’incertezza per le catene di approvvigionamento globali, in particolare per le terre rare, fondamentali per l’industria automobilistica.
Il settore del lusso respira
Anche il settore del lusso ha beneficiato della schiarita commerciale. A Milano, Cucinelli ha guadagnato l’1,39% e Moncler l’1,78%, mentre a Parigi Hermes è salita dell’1,6%, LVMH del 2% e Kering del 3,66%. Gli analisti di Generali Asset Management hanno sottolineato che il settore del lusso, “in costante espansione con un ritmo di crescita circa il doppio rispetto al prodotto interno lordo mondiale”, è particolarmente sensibile alle dinamiche commerciali. Le società con un forte pricing power possono trasferire eventuali costi aggiuntivi ai consumatori, preservando i margini di profitto anche in contesti di incertezza. Tuttavia, i dazi e la debolezza del dollaro hanno rappresentato una sfida per il comparto dall’inizio del 2025. L’accordo Usa-Cina potrebbe favorire una ripresa delle esportazioni verso gli Stati Uniti, uno dei mercati chiave per i brand di lusso europei.
L’Europa e i dazi Usa: una proroga in vista?
Parallelamente, l’Europa sta valutando una proposta statunitense per evitare l’imposizione di dazi del 10% sulle esportazioni verso gli Usa, con una possibile proroga della scadenza del 9 luglio. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Europa è pronta a raggiungere un accordo, ma sta preparando contromisure nel caso in cui i negoziati falliscano. “Tutte le opzioni rimangono sul tavolo”, ha affermato von der Leyen, senza entrare nei dettagli della proposta americana. Il presidente francese Emmanuel Macron ha aggiunto che, in caso di dazi al 10%, l’Europa dovrebbe rispondere con misure compensative sui prodotti americani.
L’Unione Europea aveva precedentemente minacciato ritorsioni contro beni Usa, come gli aerei Boeing, in risposta a eventuali dazi. La prospettiva di una proroga ha tuttavia rassicurato i mercati, con il settore automobilistico europeo che ha registrato guadagni significativi. Gli analisti ritengono che un accordo commerciale tra Usa ed Europa potrebbe stabilizzare ulteriormente i mercati, riducendo i rischi per settori come l’automotive e il lusso, altamente dipendenti dal commercio transatlantico.
Verso una cooperazione stabile?
L’intesa Usa-Cina rappresenta un passo avanti nella riduzione delle tensioni commerciali globali, ma le incertezze persistono. La Cina ha ribadito l’importanza di un “meccanismo di consultazione economica e commerciale” per rafforzare la cooperazione e ridurre le divergenze. Gli Stati Uniti, dal canto loro, continuano a spingere per una maggiore apertura del mercato cinese e per un accesso più rapido alle terre rare. Nel frattempo, Trump ha annunciato l’intenzione di concludere un accordo simile con l’India, con negoziati che potrebbero concludersi entro la prossima settimana.


