Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha invertito la rotta sull’energia nucleare durante il Nuclear Energy Summit, organizzato a Parigi da Emmanuel Macron.
Ha definito l’allontanamento dal nucleare un “errore strategico”, sottolineando che si tratta di una fonte “affidabile, conveniente e a basse emissioni”. Questo intervento arriva in un momento critico per l’energia europea, segnato da dipendenza da importazioni fossili e crisi geopolitiche come quella in Medio Oriente.
La crisi energetica in Europa e gli esempi nazionali
Von der Leyen ha puntato il dito contro la vulnerabilità europea: “Per quanto riguarda i combustibili fossili, dipendiamo completamente da importazioni costose e volatili”, ha dichiarato, citando la crisi mediorientale come prova. La quota di nucleare nell’elettricità UE è crollata dal 33% nel 1990 al 15% oggi, una scelta che ora appare sbagliata. Ha citato la Germania, che ha chiuso le ultime centrali nel 2023 e soffre prezzi energetici alti, e la Spagna, in rotta verso l’uscita dal 2027 nonostante il suo boom sul fronte delle rinnovabili.
L’Italia, ferma dal 1987 post Chernobyl, rientra tra i paesi che potrebbero ripensarci.
Il ruolo complementare delle rinnovabili
Nonostante i progressi, le rinnovabili da sole non bastano. Von der Leyen ha riconosciuto i successi: “Abbiamo compiuto notevoli progressi nel campo delle energie rinnovabili. Il solare fotovoltaico e l’energia eolica hanno superato i combustibili fossili nel mix energetico dell’Ue”, con turbine eoliche europee leader globali. Tuttavia, insiste che “nucleare ed energie rinnovabili hanno un ruolo chiave”, per un mix stabile contro la volatilità climatica e delle importazioni.
L’annuncio del fondo da 200 milioni
Per rilanciare il nucleare, von der Leyen ha svelato una “garanzia da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti in tecnologie nucleari innovative”, finanziata dal sistema ETS (Emissions Trading System). Soldi simbolici ma strategici: “Non solo ridurremo il rischio degli investimenti in queste tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma vogliamo anche dare un segnale chiaro ad altri investitori”. L’obiettivo è reattori modulari piccoli (SMR), con sviluppo in 3-4 anni e i primi impianti entro il 2030.
“Un progetto industriale europeo condiviso”
L’UE vede nel nucleare avanzato un “progetto industriale europeo condiviso”, dalla ricerca alle licenze. “L’Europa potrebbe essere leader mondiale”, ha affermato von der Leyen, puntando su 500.000 lavoratori qualificati per scalare rapidamente “l’attuale rinascita globale dell’energia nucleare. E l’Europa vuole farne parte”.
Al momento la Commissione ha avviato consultazioni per SMR con Francia e altri paesi pro nucleare in prima linea, mentre Germania e Spagna resistono.
FAQ
Perché Ursula von der Leyen ha rilanciato il nucleare in Europa?
La presidente della Commissione Europea ha dichiarato che l’abbandono del nucleare è stato un errore strategico, perché l’Europa dipende troppo dalle importazioni di combustibili fossili. Il nucleare viene considerato una fonte stabile, a basse emissioni e complementare alle rinnovabili.
Cos’è il Nuclear Energy Summit di Parigi?
È un incontro internazionale dedicato al futuro dell’energia nucleare, organizzato nella capitale francese da Emmanuel Macron. Il summit riunisce governi, istituzioni e industria per discutere il ruolo del nucleare nella transizione energetica.
Cosa sono i reattori modulari SMR?
Gli SMR (Small Modular Reactors) sono piccoli reattori nucleari modulari progettati per essere costruiti più rapidamente e con costi inferiori rispetto alle centrali tradizionali. L’UE punta a svilupparli entro il 2030 come parte della nuova strategia energetica.
Perché l’Europa ha ridotto il nucleare negli ultimi decenni?
Dopo incidenti come quello della centrale di Disastro di Chernobyl nel 1986, molti paesi europei hanno deciso di abbandonare gradualmente il nucleare per ragioni di sicurezza e consenso politico.
Qual è la situazione del nucleare nei principali paesi europei?
Paesi come la Francia continuano a puntare fortemente sul nucleare, mentre la Germania ha chiuso le ultime centrali nel 2023. Altri paesi, tra cui l’Italia, hanno abbandonato l’energia nucleare dopo il referendum seguito al disastro di Chernobyl.
L’Italia potrebbe tornare al nucleare?
Il tema è tornato nel dibattito politico ed energetico. Alcuni progetti guardano proprio ai nuovi reattori modulari SMR, ma al momento non esiste una decisione definitiva per il ritorno dell’energia nucleare nel paese.


