UE vs Trump: 20,9 miliardi di controdazi in risposta agli USA

Controdazi
L’Unione Europea vara controdazi su 20,9 miliardi di prodotti americani, rispondendo ai dazi di Trump su acciaio e alluminio. Una partita tra ritorsione e negoziato.

L’Europa non resta a guardare. Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera a una serie di controdazi su prodotti statunitensi per un valore di 20,9 miliardi di euro, una mossa decisa in risposta alle tariffe imposte dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio europei, entrate in vigore il 12 marzo.

La decisione, approvata dagli Stati membri e accompagnata da un regolamento della Commissione Europea, segna una nuova fase nella disputa commerciale tra Bruxelles e Washington, con tariffe di ritorsione che oscillano tra il 10% e il 25% e che saranno applicate in tre tranche: 15 aprile, 16 maggio e 1° dicembre.

Una reazione graduale e strategica

Le contromisure dell’UE si articolano in quattro liste di prodotti, dettagliate in altrettanti allegati al regolamento. La prima tranche, attiva dal 15 aprile, colpirà beni per 3,9 miliardi di euro, tra cui riso, cereali, frutta, succhi di frutta, tabacco, sigari, olii, carta, tessuti, abbigliamento, calzature, ceramiche, vetro, materassi, materiali di arredo e natanti per la pesca. La seconda, dal 16 maggio, interesserà merci per 13,5 miliardi di euro, mentre l’ultima, dal 1° dicembre, aggiungerà 3,5 miliardi di euro, includendo prodotti sensibili come mandorle e semi di soia. Questo scaglionamento, spiega Bruxelles, mira a dare tempo agli agricoltori europei di trovare nuovi fornitori e a non compromettere i raccolti, mantenendo aperta la porta al dialogo con gli Usa.

Le liste: dal passato al presente

Le nuove liste di prodotti riprendono in parte le categorie già colpite dalle misure di “rebalancing” del 2018, sospese nel 2021, con un’importante eccezione: whisky e bourbon non figurano più tra i beni tassati. L’Annex I si concentra su articoli già daziati in passato, mentre l’Annex II risponde all’aumento delle tariffe Usa sull’alluminio primario, passate dal 10% del 2018 al 25% nel 2025. Gli Annex III e IV, invece, si rivolgono ai prodotti derivati di acciaio e alluminio, ampliando il raggio d’azione delle contromisure in linea con l’espansione delle politiche protezionistiche americane.

Bruxelles: “Dazi ingiustificati e dannosi”

“L’Ue ritiene che i dazi statunitensi siano ingiustificati e dannosi, in quanto causano danni economici a entrambe le parti e all’economia globale”, ha dichiarato la Commissione Europea in una nota ufficiale. La posizione di Bruxelles è chiara: le tariffe Usa, reintrodotte sotto la presidenza di Donald Trump, violano le regole del commercio internazionale e richiedono una risposta proporzionata. Tuttavia, l’UE sottolinea la sua preferenza per “soluzioni negoziate che siano equilibrate e reciprocamente vantaggiose”, lasciando intendere che i controdazi “possono essere sospesi in qualsiasi momento” se Washington accetterà un compromesso.

Trump: “Tornate negli Usa”

Dall’altra parte dell’Atlantico, Donald Trump non ha perso tempo a reagire. Il presidente Usa ha esortato le aziende a “iniziare immediatamente a delocalizzare negli Stati Uniti per evitare i dazi”, definendo questo “un ottimo momento per trasferire la vostra azienda nel nostro Paese, come stanno facendo Apple e tanti altri”. Una dichiarazione che rilancia la sua visione protezionistica, ma che si scontra con la fermezza europea, decisa a tutelare i propri interessi economici.

Un negoziato ancora possibile

La Commissione Europea ha ribadito che l’obiettivo non è una guerra commerciale, ma un riequilibrio delle relazioni. Come accennato poco su, lLe contromisure possono essere sospese in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino un risultato negoziale equo ed equilibrato”, si legge nella nota ufficiale. La scelta di differire l’applicazione di alcune tariffe, come quelle su mandorle e semi di soia, è un segnale di apertura: un invito a Washington per sedersi al tavolo delle trattative prima che la disputa si inasprisca ulteriormente.

L’impatto sui mercati e il futuro

Con l’approvazione odierna, l’iter interno della Commissione si avvia alla conclusione. Una volta pubblicato l’atto di esecuzione, i dazi entreranno ufficialmente in vigore, iniziando a pesare su settori chiave dell’export statunitense. Da Bruxelles filtra ottimismo sulla possibilità di un dialogo, ma anche la consapevolezza che la palla è ora nel campo degli Stati Uniti. Intanto, i mercati osservano con attenzione: la posta in gioco è alta, e le prossime mosse di Trump potrebbero ridefinire i contorni di questa battaglia commerciale.

Immagine: ChatGPT.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche