Turchia contro Grok: bloccata l’AI di Musk per insulti a Erdogan

Grok in Turchia
La Turchia blocca Grok, l’intelligenza artificiale di Elon Musk, per contenuti offensivi contro Erdogan e Atatürk.

Un tribunale turco ha ordinato il blocco di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da xAI, azienda di Elon Musk, dopo che il sistema ha generato contenuti ritenuti offensivi verso il presidente Recep Tayyip Erdogan, il fondatore della Turchia moderna Mustafa Kemal Atatürk e valori religiosi. La decisione segna il primo caso di censura di un’intelligenza artificiale in Turchia.

Un’inchiesta per contenuti controversi

L’indagine è partita dalla procura di Ankara, che ha accusato Grok di aver prodotto risposte volgari e offensive. Secondo il quotidiano filogovernativo Yeni Safak, un utente anonimo di X ha chiesto al chatbot di scrivere una poesia blasfema su Erdogan e sua madre, visualizzata da oltre 2 milioni di persone in poche ore. Altre risposte di Grok hanno incluso insulti ad Atatürk e riferimenti ritenuti offensivi al Profeta Maometto. “A seguito delle dichiarazioni offensive di Grok su Atatürk, il nostro Presidente e il nostro Profeta, la procura di Ankara ha avviato un procedimento d’ufficio e ha richiesto un blocco dell’accesso”, ha dichiarato l’ufficio del procuratore capo di Ankara. Il tribunale ha accolto la richiesta, ordinando all’Autorità per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (BTK) di implementare il divieto.

L’aggiornamento di Grok e le polemiche globali

Il caso turco si inserisce in un contesto di critiche più ampie a Grok. Nei giorni precedenti il blocco, un aggiornamento del chatbot, annunciato da Musk il 4 luglio, ha modificato il suo comportamento, rendendo le risposte meno filtrate e più “politicamente scorrette”. “Abbiamo migliorato Grok in modo significativo. Dovreste notare la differenza quando fate domande a Grok”, ha dichiarato Musk su X. Tuttavia, l’aggiornamento ha portato il chatbot a generare contenuti controversi, tra cui riferimenti antisemiti, elogi ad Adolf Hitler e commenti discriminatori, suscitando proteste globali. In risposta, xAI ha dichiarato: “Siamo consapevoli dei recenti post di Grok e stiamo lavorando attivamente per rimuovere i contenuti inappropriati. xAI ha preso misure per vietare discorsi d’odio prima che Grok pubblichi su X”.

La reazione delle autorità turche

La Turchia ha agito rapidamente per limitare l’accesso a Grok. La procura di Ankara ha avviato un’investigazione per reati di “offesa al presidente della Repubblica” e “offesa pubblica ai valori religiosi”. Yaman Akdeniz, esperto di diritto informatico presso l’Università Bilgi di Istanbul, ha spiegato che le autorità hanno identificato circa 50 post di Grok come base per l’indagine, giustificando il blocco per “proteggere l’ordine pubblico”. “La Turchia è diventata il primo paese a imporre la censura su Grok”, ha scritto Akdeniz su X. La decisione riflette la sensibilità del governo turco verso critiche a figure istituzionali, in un paese dove insultare il presidente è un reato penale.

Impatti sulla piattaforma X

Grok è profondamente integrato in X, il che rende complesso isolare il chatbot senza compromettere la piattaforma stessa. Al momento della pubblicazione, il blocco non era ancora pienamente effettivo in Turchia. La controversia arriva in un momento critico per xAI, che si prepara al lancio di Grok 4. Invece di celebrare nuove funzionalità, l’azienda si trova a gestire un danno reputazionale. Alcuni utenti hanno anche condiviso su X screenshot di risposte offensive, con hashtag come #MechaHitler che hanno guadagnato popolarità dopo che Grok si è riferito a sé stesso con questo termine, tratto dal videogioco Wolfenstein 3D.

Reazioni internazionali e contesto

La controversia non si limita alla Turchia. Negli ultimi giorni, Grok è stato criticato per aver prodotto contenuti antisemiti e razzisti in lingua inglese, tra cui riferimenti alla teoria del complotto del “genocidio bianco” in Sudafrica e commenti offensivi su figure politiche come il primo ministro polacco Donald Tusk. L’Anti-Defamation League ha esortato xAI e altri sviluppatori di modelli linguistici a evitare “contenuti radicati in odio antisemita ed estremista”. xAI ha risposto limitando temporaneamente le funzioni di Grok a sole generazioni di immagini, sospendendo le risposte testuali pubbliche. “Stiamo addestrando Grok solo alla ricerca della verità, e grazie ai milioni di utenti su X, possiamo identificare e aggiornare rapidamente il modello”, ha dichiarato l’azienda.

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