Trump cambia rotta: 90 giorni di pausa sui dazi, ma non per la Cina

I dazi di Trump.
Il presidente Usa annuncia una pausa di 90 giorni sui dazi per oltre 75 Paesi, ridotti al 10%, mentre la Cina affronta tariffe al 125%. Wall Street esulta, ma Pechino promette battaglia.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una svolta inattesa nella politica commerciale americana: una sospensione di 90 giorni dei dazi aggiuntivi imposti a oltre 75 Paesi, esclusa la Cina, con una tariffa base fissata al 10%.

La misura, entrata in vigore con effetto immediato oggi, giovedì 10 aprile, è stata comunicata tramite un post su Truth Social, la piattaforma di proprietà del presidente. Trump ha motivato la scelta con il dialogo avviato da decine di nazioni, che hanno scelto di negoziare piuttosto che retaliarsi.

“Considerando che oltre 75 Paesi hanno convocato rappresentanti degli Stati Uniti, inclusi i Dipartimenti del Commercio, del Tesoro e dell’Ustr, per negoziare una soluzione alle questioni in discussione relative a commercio, barriere commerciali, tariffe doganali, manipolazione valutaria e tariffe non monetarie, e che questi Paesi, su mio forte suggerimento, non hanno in alcun modo attuato ritorsioni contro gli Stati Uniti, ho autorizzato una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca sostanzialmente ridotta del 10% durante questo periodo, anch’essa con effetto immediato”, ha scritto Trump.

A fianco del presidente, durante la stesura del messaggio, c’erano il segretario al Tesoro Scott Bessent e il segretario al Commercio Howard Lutnick, che hanno definito l’annuncio un momento fondamentale per il commercio globale. Lutnick ha dichiarato sui social: “Scott Bessent e io ci siamo seduti con il presidente mentre scriveva uno dei post più straordinari della sua presidenza. Il mondo è pronto a collaborare con il presidente Trump per sistemare il commercio globale e la Cina ha scelto la direzione opposta”.

Cina esclusa: dazi al 125% e tensioni in aumento

Mentre la maggior parte dei partner commerciali beneficia della pausa, la Cina affronta un inasprimento senza precedenti: i dazi sui suoi prodotti sono stati portati al 125%. Trump ha giustificato la decisione con “la mancanza di rispetto che la Cina ha mostrato nei confronti dei mercati mondiali”. Tuttavia, il presidente ha lasciato uno spiraglio per il dialogo, definendo il leader cinese Xi Jinping “un uomo intelligente” con cui spera di trovare un accordo. “Xi sa benissimo cosa deve fare, ci faremo una telefonata e sarà tutto risolto”, ha aggiunto durante un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca.

La risposta di Pechino non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha definito i dazi americani “una palese sfida ai principi universali” e “uno scontro con il mondo intero”. “Gli Stati Uniti hanno trasformato i dazi in un’arma per esercitare estrema pressione e ottenere un guadagno egoistico. Questo viola seriamente i diritti e gli interessi legittimi di tutti i Paesi, viola gravemente le regole del Wto, danneggia il sistema commerciale multilaterale basato su regole e compromette la stabilità dell’ordine economico globale”, ha dichiarato Lin, secondo quanto riportato dal Global Times. La Cina, ha aggiunto, “non desidera combattere, ma non ha paura di farlo”, suggerendo una possibile escalation.

Controdazi
Leggi anche: UE vs Trump: 20,9 miliardi di controdazi in risposta agli USA

Un’idea nata “con il cuore” e i mercati in festa

La decisione è stata concepita in modo rapido e informale, come ha spiegato Trump stesso. “Ci ho pensato. Ne ho discusso con Scott (Bessent), con Howard (Lutnick) e con altre persone molto professionali. E credo che probabilmente sia nata questa mattina, abbastanza presto. L’abbiamo appena redatto”, ha raccontato nello Studio Ovale. “È stato scritto con il cuore, senza avere accesso agli avvocati”. Il presidente ha ammesso che la mossa è arrivata anche per calmare i nervi dei mercati: “La gente stava diventando un po’ nervosa rispetto al mercato azionario. Stiamo assistendo a una transizione verso la grandezza”.

La reazione di Wall Street è stata immediata e travolgente. Il Dow Jones ha chiuso con un balzo del 7,87% a 40.607 punti, l’S&P 500 ha guadagnato il 9,35% a 5.448 punti e il Nasdaq è volato del 12,16% a 17.124 punti, registrando la miglior performance giornaliera dal 2008. Gli investitori hanno, quindi, accolto con entusiasmo la riduzione delle tensioni commerciali con gran parte del mondo, pur restando in attesa di capire come evolverà lo scontro con la Cina.

La strategia dietro la pausa: negoziati e pressione

La sospensione dei dazi rientra in una tattica negoziale più ampia, come sottolineato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “A molti di voi nei media manca chiaramente l’arte del negoziato. È chiaro che non avete capito cosa sta facendo il presidente Trump”, ha detto, citando implicitamente il libro del presidente Trump: The Art of the Deal. Leavitt ha aggiunto: “Il mondo intero sta chiamando gli Stati Uniti d’America, non la Cina, perché hanno bisogno dei nostri mercati, dei nostri consumatori e hanno bisogno di questo presidente nello Studio Ovale per parlare con loro”.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito la mossa “di grande coraggio”. “Ci è voluto un grande coraggio per mantenere la rotta fino a questo momento”, ha detto ai giornalisti, precisando che i dazi al 10% si applicheranno anche a Canada e Messico, ma non alla Cina. “A tutti i Paesi del mondo che vogliono venire e negoziare, siamo disposti ad ascoltarvi”, ha aggiunto. Secondo il New York Times, Bessent ha rivelato che i dazi americani hanno spinto alcuni alleati della Cina a cercare accordi con Washington per evitarne gli effetti. “Le nazioni che non rispondono saranno ricompensate”, ha sottolineato.

Le conseguenze globali: il Wto lancia l’allarme

La direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), Ngozi Okonjo-Iweala, ha espresso preoccupazione per l’impatto della guerra commerciale tra Usa e Cina. “Le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina rappresentano un rischio significativo di una netta contrazione del commercio bilaterale. Le nostre proiezioni preliminari indicano che il commercio di merci tra queste due economie potrebbe ridursi fino all’80%”, ha dichiarato ieri, mercoeldì 9 aprile. Okonjo-Iweala ha aggiunto che la divisione dell’economia globale in due blocchi potrebbe portare a una riduzione del Pil globale a lungo termine di quasi il 7%, un segnale d’allarme per la stabilità economica mondiale.

Immagine: ChatGPT.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche