La pasta italiana, simbolo universale della cucina mediterranea, è da decenni uno dei prodotti più amati e riconosciuti nel mondo. Negli Stati Uniti, in particolare, rappresenta un’icona di gusto e tradizione: dagli spaghetti alla carbonara alle lasagne, la “pasta made in Italy” è sinonimo di qualità e autenticità. Tuttavia, questo legame potrebbe incrinarsi. Le nuove minacce di dazi elevati annunciate da Donald Trump rischiano infatti di far lievitare i prezzi e ridurre l’importazione di pasta italiana negli USA, assestando un duro colpo all’export agroalimentare italiano.
Lollobrigida negli Usa per tutelare i prodotti italiani
Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida è attualmente negli Stati Uniti per dialogare con l’ambasciatore Marco Peronaci e le autorità Usa sulle azioni a tutela dell’export italiano, in particolare sui dossier relativi a pasta, vino, pecorino romano e olio extravergine.
L’origine delle tensioni e l’accusa di dumping
Le accuse dell’amministrazione Usa, tramite una indagine del Dipartimento del Commercio, riguardano due aziende italiane di pasta, indicate come responsabili di dumping nel periodo da luglio 2023 a giugno 2024.
Il dumping è la pratica di vendere prodotti a prezzi inferiori al loro valore normale per ottenere vantaggi competitivi. L’indagine preliminare ha stabilito un margine di dumping ponderato medio del 91,74%. Se definitiva, questo porterà a un aumento dei dazi attualmente al 15% fino al 107% (15% + 91,74%) a partire dal 1° gennaio 2026.
Se gli Usa confermeranno i dazi anti-dumping: cosa accadrà
- Le tariffe applicate alla pasta italiana esportata negli Usa aumenteranno drasticamente.
- Ci sarà un forte impatto negativo sull’export italiano di pasta verso il mercato americano, potenzialmente riducendo le vendite.
- Le aziende italiane coinvolte e altre del settore si troverebbero a dover affrontare costi molto più alti per accedere al mercato Usa.
- Potrebbe scattare un meccanismo di iper-protezionismo commerciale Usa con effetti negativi anche su altri prodotti italiani.
Le rassicurazioni del ministro: c’è preoccupazione
Il ministro Lollobrigida, tuttavia, rassicura. Ha infatti dichiarato: “Negli Stati Uniti con l’ambasciatore Marco Peronaci facciamo il punto sulle azioni a tutela del nostro export. Seguiamo con attenzione i dossier legati alla presunta azione anti-dumping che farebbe scattare un meccanismo iper-protezionista verso i nostri produttori di pasta del quale non vediamo né la necessità né alcuna giustificazione”.
E ancora: “Il Governo e i nostri diplomatici sono in contatto costante con gli uffici governativi statunitensi per affrontare questo ed altri dossier – vino, pecorino romano, olio extravergine – utili a garantire rapporti commerciali floridi e sempre più proficui”.
Lollobrigida, in definitiva, ha sottolineato che il governo italiano è impegnato in modo deciso per difendere le imprese italiane e il valore del made in Italy e non ha nascosto la sua preoccupazione per la misura anti-dumping degli Usa, che rappresenterebbe un colpo mortale per il Made in Italy poiché i dazi triplicherebbero il costo della pasta italiana negli Usa, favorendo imitazioni e la delocalizzazione produttiva.


