A pochi giorni dalla scadenza del 4 marzo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato che i dazi speciali previsti su Messico e Canada sono ormai in fase avanzata.
Durante una conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron, Trump ha dichiarato che i dazi verranno applicati “puntualmente” e che tutto sta procedendo “molto rapidamente”. Con un’affermazione decisa, Trump ha sottolineato: “Se qualcuno ci fa pagare, noi gliela facciamo pagare. È molto semplice”. Il presidente degli Stati Uniti ritiene che tali misure saranno “molto positive per il nostro paese”, dichiarando che l’America diventerà “estremamente liquida e ricca” grazie a queste politiche.
Tuttavia, il futuro dei dazi da 25% che colpiranno Canada e Messico è ancora in fase di definizione. Secondo fonti interne al governo, il Dipartimento del Commercio statunitense sta attualmente calcolando il tasso che verrà imposto su altri Paesi, includendo anche barriere commerciali per le importazioni, che potrebbero avere un forte impatto su vari settori industriali.
Macron mette in guardia: “Non possiamo fare guerre commerciali su due fronti”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha esortato gli Stati Uniti a riflettere con attenzione sulla possibilità di intraprendere una guerra commerciale simultanea contro la Cina e l’Europa. Durante un’intervista alla Fox News, Macron ha dichiarato: “Non si può avere una guerra commerciale con Cina ed Europa allo stesso tempo”.
Messico e Canada: la reazione delle autorità locali
Le dichiarazioni di Donald Trump sui dazi hanno suscitato reazioni preoccupate, specialmente in Messico. La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha invitato alla calma, suggerendo che non bisogna trarre conclusioni affrettate dalle parole isolate del presidente degli Stati Uniti. “Dobbiamo valutare tutto ciò che dice il presidente Trump”, ha affermato Sheinbaum, aggiungendo che l’accordo commerciale dovrà essere concluso entro questa settimana.
Il Messico, pur preoccupato dalle nuove tariffe, continua a lavorare con gli Stati Uniti per evitare l’imposizione di misure dannose per la propria economia, che potrebbe subire un forte impatto dalle politiche protezionistiche adottate da Washington.
L’impatto delle tariffe sulle criptovalute
L’incertezza creata dalle politiche economiche di Trump si riflette anche sul mercato delle criptovalute, che nelle ultime settimane ha subito un netto calo. Il Bitcoin, uno degli asset più discussi, è sceso sotto i 90.000 punti, toccando i suoi minimi da tre mesi. La discesa del Bitcoin (-7,6%), ma anche delle altre criptovalute come Ethereum (-9,8%), Solana (-9,7%) e Dogecoin (-9,3%), è dovuta all’incertezza macroeconomica generata dalla politica dei dazi e dalle turbolenze globali.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il settore delle criptovalute è stato fortemente influenzato dal crescente timore di una politica commerciale instabile, con gli investitori che reagiscono negativamente a qualsiasi notizia riguardante le tariffe e le decisioni politiche di Trump.
Le preoccupazioni europee: l’appello di Lollobrigida
Nel contesto delle politiche di protezione commerciale, il ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza di difendere le produzioni europee. Durante il Sana di Bologna, Lollobrigida ha affermato che l’Europa non deve farsi male da sola, e che è necessario proteggere le sue produzioni agricole, ambientali e industriali da potenziali danni derivanti dalle politiche dei dazi. Il ministro ha aggiunto che “senza l’agricoltura, l’ambiente sarebbe devastato”, riferendosi al ruolo cruciale dell’agricoltura sostenibile e dei terrazzamenti che caratterizzano le colline e montagne dell’Europa.
Il ministro ha anche espresso preoccupazione per il possibile impatto dei dazi imposti dalla Cina sull’economia europea. In particolare, l’Europa potrebbe vedere un afflusso massiccio di prodotti cinesi, a meno che non vengano adottate misure di salvaguardia adeguate. Se le politiche non saranno gestite con attenzione, l’industria europea potrebbe trovarsi in una posizione di svantaggio, costringendo le imprese locali a competere con prodotti stranieri a basso costo.
Confindustria Lombardia: l’impatto sui settori industriali
Il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha esaminato l’impatto che le politiche dei dazi potrebbero avere sulle imprese italiane, in particolare sul settore manifatturiero. Pasini ha esortato le autorità europee a prendere misure per proteggere il mercato europeo dalla concorrenza dei prodotti cinesi. “Se non proteggiamo l’Europa, rischiamo di essere invasi dai loro prodotti”, ha dichiarato Pasini, sottolineando che il rischio di una saturazione del mercato europeo da parte dei prodotti cinesi potrebbe danneggiare l’industria locale.
Secondo Pasini, l’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti potrebbe avere anche ripercussioni indirette sulle esportazioni italiane, con possibili effetti a catena sulla manifattura e sull’economia generale.


