Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha difeso con determinazione l’introduzione dei dazi generalizzati che stanno scuotendo l’economia globale. In un intervento pubblico Trump ha ammesso che le misure potrebbero comportare un costo iniziale per gli americani, ma ha espresso fiducia nei benefici futuri. “Vinceremo. Tenete duro, perché non sarà facile, ma il risultato finale sarà storico”, ha dichiarato, promettendo una “rivoluzione economica” con il ritorno di “lavori e aziende come mai visti prima”.
Il piano si articola su più fronti: un dazio base del 10% su beni importati da tutto il mondo, attivo da venerdì, e uno dl 25% sui veicoli stranieri, in vigore da giovedì. Il colpo più significativo è stato sferrato alla Cina, con una tariffa del 34% sui suoi prodotti, una decisione che ha scatenato la reazione immediata di Pechino, che ha imposto dazi equivalenti sulle importazioni dagli USA. Su Truth Social, Trump ha ribadito la sua linea: “Siamo stati il palo della fustigazione, sciocchi e indifesi, ma è finita”.
Jaguar Land Rover ferma l’esportazioni: l’industria in allarme
L’impatto dei dazi si è fatto sentire rapidamente nel settore automobilistico. Il produttore britannico di lusso Jaguar Land Rover (JLR) ha annunciato la sospensione temporanea delle esportazioni verso gli Stati Uniti per tutto il mese di aprile. La misura, resa pubblica sabato, è una diretta conseguenza delle nuove condizioni commerciali imposte dai dazi. “Mentre lavoriamo per affrontare i nuovi termini commerciali con i nostri partner commerciali, stiamo adottando alcune misure a breve termine, tra cui una pausa nelle spedizioni ad aprile”, ha dichiarato un portavoce di JLR in una nota ufficiale.
Con circa 400.000 vetture vendute ogni anno, di cui un quarto destinate al mercato statunitense, JLR si trova a un bivio. L’azienda, che impiega 38.000 persone nel Regno Unito, sta collaborando con i suoi partner per adattarsi, ma la sospensione evidenzia le difficoltà immediate per le imprese esportatrici. “Stiamo valutando piani a medio e lungo termine per affrontare questa situazione”, ha aggiunto il portavoce, senza escludere ulteriori ripercussioni sulla produzione.
Mercati nel caos: FTSE 100 e Dow Jones in picchiata
L’onda d’urto dei dazi ha travolto i mercati finanziari. Venerdì, il FTSE 100 di Londra ha registrato un crollo del 4,95%, perdendo 419,75 punti e chiudendo a 8.054,98, il peggior risultato giornaliero dal marzo 2020. Negli Stati Uniti, il Dow Jones ha subito un calo del 5,5%.
La reazione dei mercati è stata immediata: la paura di una guerra commerciale globale ha spinto gli investitori a vendere, colpendo soprattutto settori come l’automotive e la finanza. A Londra, quasi tutte le azioni del FTSE 100 hanno chiuso in rosso, mentre analisti prevedono ulteriori turbolenze nei prossimi giorni, con i mercati americani pronti a riaprire lunedì sotto pressione.
Keir Starmer cerca soluzioni: la diplomazia britannica in campo
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha risposto alla crisi con un’intensa attività diplomatica. Venerdì ha dialogato con i premier di Australia (Anthony Albanese) e Italia (Giorgia Meloni), trovando un consenso unanime: “Un’escalation in una guerra commerciale sarebbe estremamente dannosa”. Le conversazioni sono proseguite nel weekend con altri leader, tra cui Emmanuel Macron, per coordinare una risposta internazionale. “La risposta del Regno Unito sarà guidata dall’interesse nazionale”, ha dichiarato un portavoce di Downing Street, sottolineando un approccio cauto e strategico.
In un articolo sul Sunday Telegraph, Starmer ha promesso politiche industriali per proteggere le imprese britanniche. Il governo sta esplorando opzioni come un accordo commerciale con gli USA per attenuare l’impatto dei dazi, ma la rigidità di Trump rende il negoziato complesso.
La Cina contrattacca e il mondo protesta: tensioni in crescita
La Cina ha risposto con forza, imponendo un 34% di tariffe sulle importazioni statunitensi e accusando Trump di usare i dazi come arma economica. Immagini dei mercati americani in caduta sono state diffuse sui social dal ministero degli Esteri cinese, accompagnate da toni di sfida. Trump ha replicato su Truth Social: “Noi vinceremo. Resistiamo”, intensificando il confronto.
Nel frattempo, le politiche americane hanno acceso proteste globali. Sabato, manifestazioni anti-Trump si sono tenute a Londra, Parigi e Nuova Delhi, con effigi del presidente bruciate in piazza. A Washington, gruppi come Greenpeace hanno denunciato le misure, mentre cresce il malcontento tra i consumatori americani preoccupati per i rincari.
Immagine: Grok.


