Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un aumento significativo dei dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, portandoli dal 25% al 50% a partire dal prossimo 4 giugno.
L’annuncio, fatto durante un comizio presso lo stabilimento di U.S. Steel a West Mifflin, in Pennsylvania, è stato accompagnato dalla celebrazione di una nuova “partnership” tra l’iconica azienda americana e la giapponese Nippon Steel Corp.
In un post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha dichiarato: “È per me un grande onore aumentare i dazi su acciaio e alluminio dal 25% al 50%, a partire da mercoledì 4 giugno. Le nostre industrie siderurgiche e dell’alluminio si stanno riprendendo come mai prima. Questa sarà un’altra grande notizia per i nostri meravigliosi lavoratori dell’acciaio e dell’alluminio. Rendiamo l’America di nuovo grande!”.
Protezionismo per rilanciare l’industria nazionale
L’aumento dei dazi si inserisce nella strategia protezionistica di Trump, che ha sottolineato come le tariffe abbiano già contribuito a revitalizzare l’industria siderurgica americana. Durante il suo discorso, il presidente ha rivendicato il ruolo dei dazi imposti durante il suo primo mandato, affermando che “U.S. Steel non esisterebbe se non avessi imposto dazi anche sulle importazioni di metalli”. Secondo Trump, questa nuova misura renderà l’industria americana ancora più competitiva, impedendo ai concorrenti stranieri di “superare la barriera” tariffaria. “Al 25% potevano in qualche modo aggirarla. Al 50% non ci riusciranno più”, ha dichiarato, rivolgendosi ai lavoratori presenti.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la produzione interna e ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, che Trump sostiene di aver dimezzato durante la sua amministrazione. Nel 2024, il deficit commerciale statunitense ha raggiunto i 1.200 miliardi di dollari, con importazioni significativamente superiori alle esportazioni, specialmente da paesi come Cina (295 miliardi) e Unione Europea (230 miliardi). Le nuove tariffe mirano a scoraggiare le importazioni, favorendo le aziende locali e proteggendo i posti di lavoro americani.
La partnership con Nippon Steel: un accordo controverso
Durante il comizio, Trump ha celebrato una nuova “partnership” tra U.S. Steel e Nippon Steel, definendola un “accordo epocale” che garantirà investimenti significativi e la creazione di almeno 70.000 posti di lavoro. Tuttavia, i dettagli dell’intesa rimangono vaghi. Inizialmente, Nippon Steel aveva proposto di acquisire U.S. Steel per 14,9 miliardi di dollari, ma l’offerta era stata bloccata dall’ex presidente Joe Biden a gennaio 2025 per motivi di sicurezza nazionale. Trump, che in passato si era opposto alla cessione del controllo dell’azienda americana, ha ora cambiato posizione, descrivendo l’accordo come una “partnership” che manterrà U.S. Steel sotto il controllo statunitense.
Secondo quanto dichiarato, Nippon Steel investirà 14 miliardi di dollari nei prossimi 14 mesi, con impegni per mantenere operative tutte le fonderie di U.S. Steel per almeno un decennio e per evitare licenziamenti o delocalizzazioni. Inoltre, ogni lavoratore di U.S. Steel riceverà un bonus di 5.000 dollari. La sede dell’azienda rimarrà a Pittsburgh, e un amministratore delegato americano guiderà la società, con la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione proveniente dagli Stati Uniti.
Impatto economico e tensioni internazionali
L’aumento dei dazi al 50% avrà un impatto significativo sul commercio globale. Gli Stati Uniti importano circa il 23% del loro acciaio, principalmente da Canada, Brasile, Messico e Corea del Sud. Il Canada, in particolare, rappresenta quasi l’80% delle importazioni di alluminio primario. La decisione potrebbe inasprire le relazioni con i partner commerciali, in particolare con il Canada, che ha definito i dazi “totalmente ingiustificati”.
Analisti economici prevedono che le nuove tariffe potrebbero aumentare i costi per le industrie che dipendono da acciaio e alluminio, come l’automotive e la manifattura, con potenziali ricadute sui prezzi per i consumatori. Uno studio del 2018 ha evidenziato che i dazi su acciaio e alluminio imposti da Trump durante il suo primo mandato hanno portato a una perdita di circa 75.000 posti di lavoro nei settori che utilizzano questi materiali, nonostante un temporaneo aumento di 5.000 occupati nell’industria siderurgica.


