Trump allenta il blocco sull’intelligenza artificiale di Anthropic ma mantiene alta la pressione sul settore

Donald Trump e Anthropic
Gli Stati Uniti revocano parzialmente le restrizioni su Anthropic permettendo l’accesso al modello Mythos 5 a oltre 100 aziende e agenzie governative.

La politica americana sull’intelligenza artificiale entra in una nuova fase e conferma quanto la competizione tecnologica globale sia ormai diventata uno dei dossier più sensibili per Washington.

L’amministrazione guidata da Donald Trump ha deciso di revocare parzialmente il divieto di esportazione imposto nelle scorse settimane ad alcuni modelli avanzati sviluppati dalla società Anthropic.

La decisione apre ora l’accesso a una parte selezionata della tecnologia a più di cento soggetti tra imprese private e agenzie governative autorizzate.

La misura rappresenta un primo segnale di allentamento dopo lo scontro emerso nelle ultime settimane tra il governo federale e una delle aziende più importanti del settore dell’intelligenza artificiale avanzata.

Via libera al modello Mythos 5, ma Fable 5 resta bloccato

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il governo americano ha deciso di consentire nuovamente l’export del modello avanzato chiamato Mythos 5.

La decisione è stata formalizzata il 26 giugno attraverso una comunicazione inviata dal segretario al Commercio Howard Lutnick al responsabile delle infrastrutture di calcolo di Anthropic, Tom Brown.

La lettera, successivamente ottenuta dal quotidiano politico americano Politico, certifica il cambio di orientamento parziale da parte di Washington.

Non tutte le restrizioni vengono, però, eliminate.

Rimane, infatti, pienamente in vigore il blocco relativo a Fable 5, altro modello di intelligenza artificiale di ultima generazione sviluppato dalla società e inserito nelle restrizioni annunciate il 12 giugno.

Su questo punto l’amministrazione americana non ha fornito alcuna indicazione temporale su un eventuale futuro allentamento.

La collaborazione tra Anthropic e governo americano cambia lo scenario

Nella lettera ufficiale inviata a Anthropic, Howard Lutnick spiega che il cambio di decisione nasce direttamente dalla collaborazione avviata tra l’azienda e il governo statunitense nelle settimane successive al provvedimento restrittivo iniziale.

Secondo quanto riportato nel documento, dalla data del 12 giugno la società avrebbe lavorato a stretto contatto con Washington per affrontare i rischi collegati alla diffusione internazionale dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati.

Il segretario al Commercio scrive che questa cooperazione ha prodotto “progressi significativi”.

È proprio questa evoluzione che avrebbe convinto l’amministrazione a concedere una revoca parziale del blocco precedentemente imposto.

La Casa Bianca mantiene una linea molto più dura sulle tecnologie sensibili

Il caso Anthropic non rappresenta però un cambio radicale della strategia americana. Al contrario.

L’amministrazione Trump continua a mantenere un approccio estremamente rigido verso tutte quelle tecnologie considerate strategiche sul piano geopolitico.

La priorità di Washington resta il controllo sulla diffusione internazionale dei modelli più avanzati di intelligenza artificiale, soprattutto quelli potenzialmente utilizzabili in ambiti sensibili legati a sicurezza, difesa e infrastrutture critiche.

La revoca parziale concessa ad Anthropic appare quindi più come un’eccezione regolata che come un vero cambio di paradigma.

Anche OpenAI rallenta il lancio dei nuovi sistemi avanzati

Parallelamente emergono altri segnali che confermano il nuovo clima regolatorio imposto dalla Casa Bianca.

Secondo quanto riferito sempre da Politico, pressioni provenienti direttamente dall’amministrazione americana avrebbero spinto anche OpenAI a limitare in questa settimana il rilascio del proprio sistema di intelligenza artificiale più avanzato.

Anche in questo caso il messaggio appare molto chiaro: Washington vuole esercitare un controllo sempre più diretto sul ritmo di diffusione delle tecnologie di nuova generazione considerate particolarmente sensibili.

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