Truffe WhatsApp in aumento, la Polizia Postale lancia l’allarme sui finti messaggi di emergenza: come difendersi 

La Polizia Postale avverte: aumentano le truffe su WhatsApp con richieste di denaro da account hackerati. Ecco come riconoscerle e difendersi.

La Polizia Postale in questi giorni ha lanciato l’allarme circa il moltiplicarsi, dall’inizio dell’anno, di truffe online su WhatsApp relative a richieste di denaro da account hackerati.

Come funziona la truffa più diffusa 

I malviventi prendono il controllo di un profilo WhatsApp tramite codici di verifica rubati o phishing, quindi inviano messaggi ai contatti della vittima fingendo emergenze come incidenti, telefoni rotti o bisogni urgenti di soldi, spesso con link a IBAN falsi.

Questa tecnica è particolarmente subdola perché sfrutta la fiducia nei confronti di amici o parenti, abbassando le difese delle vittime che procedono a bonifici o pagamenti rapidi. 

Come difendersi 

Verificare sempre l’autenticità del messaggio contattando la persona tramite chiamata o altro canale indipendente da WhatsApp. 

Attivare la verifica in due passaggi nell’app, bloccare e segnalare messaggi sospetti, evitando di condividere codici SMS o dati personali. 

In caso di sospetto di truffa, informare subito il contatto compromesso e segnalare alla Polizia Postale.

Come riconoscere link e IBAN fraudolenti

Per riconoscere link di pagamento e IBAN fraudolenti su WhatsApp, osserva con attenzione il mittente, il contesto del messaggio e i dettagli tecnici del link o del codice, evitando sempre clic impulsivi, specialmente in situazioni di urgenza simulate. 

I link sospetti utilizzano spesso domini alterati con caratteri speciali, come “whatsappp.com” invece di “whatsapp.com”, oppure accorciatori come bit.ly che nascondono la vera destinazione; WhatsApp li contrassegna con un avviso popup se rileva combinazioni insolite di caratteri. 

Non fidarti di siti che richiedono OTP, CVV o credenziali bancarie: verifica sempre digitando manualmente l’URL ufficiale di banche o servizi noti, tenendo presente che un semplice HTTPS non garantisce legittimità. 

Occhio anche a errori grammaticali del testo, messaggi tipo “paga ora o perdi tutto” o richieste da “amici” in emergenza, tutti tratti tipici del phishing. 

Un IBAN fraudolento può apparire valido, ma spesso appartiene a conti di prestanome: inizia con “IT” seguito da 25 caratteri, e puoi validarlo con tool gratuiti come quelli della Banca d’Italia per controllare beneficiario e origine, soprattutto da ottobre 2025 con la verifica SEPA resa obbligatoria. Contatta sempre la tua banca tramite app ufficiale o telefono per conferme prima di qualsiasi bonifico. 

Per sicurezza extra, opta per pagamenti alternativi tracciabili come Satispay o carte, rifiutando bonifici diretti richiesti via WhatsApp. 

Cosa fare subito

Non cliccare mai i link né condividere dati personali: blocca subito il contatto, segnalalo direttamente su WhatsApp e verifica chiamando il presunto mittente su un canale indipendente. 

Segnala l’episodio alla Polizia Postale compilando il form sul loro sito, contribuendo così a tracciare i truffatori.

FAQ

Come funziona la truffa WhatsApp più diffusa?

I truffatori prendono il controllo di un account WhatsApp e scrivono ai contatti fingendo emergenze, chiedendo soldi tramite bonifici o link di pagamento falsi.

Perché queste truffe sono così pericolose?

Perché sfruttano la fiducia: il messaggio sembra arrivare da un amico o un familiare, spingendo le vittime a pagare rapidamente senza verificare.

Come posso capire se un messaggio WhatsApp è una truffa?

Diffida di richieste urgenti di denaro, errori grammaticali, link sospetti o IBAN inviati via chat. In caso di dubbio, verifica sempre chiamando la persona su un altro canale.

Come riconoscere link fraudolenti su WhatsApp?

I link truffa spesso usano domini simili a quelli ufficiali, caratteri strani o accorciatori come bit.ly. Non cliccare mai impulsivamente, soprattutto in messaggi che creano panico o urgenza.

Un IBAN può essere falso anche se sembra valido?

Sì. Un IBAN può risultare formalmente corretto ma appartenere a un conto di prestanome. È sempre consigliabile verificarlo con tool ufficiali o contattare la banca prima di un bonifico.

Come proteggere il mio account WhatsApp?

Attiva la verifica in due passaggi, non condividere mai codici SMS o OTP e segnala subito messaggi sospetti direttamente nell’app.

Cosa fare se ricevo una richiesta di soldi sospetta?

Non inviare denaro, blocca e segnala il contatto su WhatsApp, verifica l’identità del mittente con una chiamata e informa la persona che potrebbe avere l’account compromesso.

Dove segnalare una truffa WhatsApp?

È possibile segnalare l’episodio alla Polizia Postale tramite il modulo online sul loro sito, contribuendo a contrastare il fenomeno.

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