Crisi Tiscali, a rischio anche l’informazione online

Tiscali
Tiscali annuncia 180 licenziamenti e la cessione del ramo B2C: a rischio anche Tiscali Notizie. Sindacati e Regione Sardegna in allarme.

Tiscali, la storica compagnia di telecomunicazioni fondata a Cagliari da Renato Soru negli anni Novanta e oggi con sedi a Bari, Taranto e Roma, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 180 dipendenti su un totale di 729. Questa misura drastica mira a risolvere la crisi aziendale, con un impatto pesante soprattutto in Sardegna. A rischio c’è anche la testata giornalistica Tiscali Notizie, pilastro dell’informazione online isolana.

L’accordo con Canarbino e le deliberazioni del CdA

Il 1° marzo 2026, il Consiglio di Amministrazione di Tessellis – società controllante di Tiscali Italia – ha accettato un’offerta vincolante da Canarbino S.p.A. per l’affitto del ramo d’azienda B2C di Tiscali, propedeutico a una futura cessione. “Il Consiglio di Amministrazione di Tessellis, riunitosi in data 1 marzo 2026, ha deliberato di accettare l’offerta vincolante pervenuta in data 1 marzo 2026 da Canarbino S.p.A. in favore di Tessellis e Tiscali Italia S.p.A. avente ad oggetto un’operazione unitaria di affitto del ramo d’azienda B2C di Tiscali (il “Ramo d’Azienda”) funzionale alla futura cessione dello stesso a Canarbino”, si legge nel comunicato ufficiale. Questa mossa dovrebbe ristrutturare l’azienda, ma al prezzo di tagli occupazionali significativi: 81 esuberi a Cagliari (inclusi 12 giornalisti) e 74 in Puglia.

L’allarme dei sindacati

Tonino Ortega, segretario della Uilcom, esprime profonda inquietudine per le sorti dell’azienda. “Siamo fortemente preoccupati per il futuro di un’azienda che ha un peso importante sul piano occupazione e professionale in Sardegna”, dichiara. I sindacati stanno seguendo da vicino la vertenza, con il Comitato di redazione e l’Associazione regionale della stampa che hanno già incontrato la proprietà, confermando i rischi per Tiscali Notizie.

La risposta della Regione Sardegna

L’assessora al Lavoro della Regione Sardegna, Desirè Manca, ha attivato un coordinamento tra Sardegna, Puglia e Lazio per tutelare i lavoratori coinvolti. “Si tratta di una vertenza di livello nazionale, che per l’impatto occupazionale e territoriale richiede una risposta coordinata. Per la Sardegna sarebbe un dramma occupazionale e non possiamo restare fermi; anche se non siamo stati ancora contattati dai sindacati che seguono la vertenza, alla luce delle notizie pubblicate a mezzo stampa e dei numeri, abbiamo ritenuto necessario attivarci per costruire un percorso unitario e condiviso tra tutte le Regioni coinvolte, promuovendo direttamente il confronto con gli altri territori a tutela dei lavoratori e delle famiglie. La procedura di licenziamento collettivo prevede 180 esuberi complessivi, di cui 81 nella sola area di Cagliari — inclusi 12 giornalisti — e 74 nella Regione Puglia”, sottolinea Manca. 

L’assessorato si dice disponibile al dialogo con sindacati e lavoratori, in attesa di richieste formali.

La presa di posizione dell’Ordine dei Giornalisti sardo

Il Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna esprime “forte preoccupazione” per la possibile soppressione di Tiscali Notizie. “Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti ha esaminato, sulla base dei comunicati ufficiali e delle notizie di stampa, la situazione della testata Tiscali Notizie. Stando a quanto emerso dai recenti incontri che il Comitato di redazione e l’Associazione regionale della stampa hanno avuto con l’attuale proprietà di Tiscali Italia la testata rischia di essere soppressa”, recita la nota. Una chiusura che rappresenterebbe “un colpo al pluralismo dell’informazione”, minando una testata storica per il panorama regionale e nazionale.

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