Un veicolo presentato come “indistruttibile” può davvero finire sotto richiamo decine di migliaia di volte? La risposta, numeri alla mano, è sì.
Nel 2025 Tesla ha richiamato più di 115.000 Cybertruck, segnando l’anno con il maggior numero di interventi correttivi dalla nascita del modello. A dirlo non sono indiscrezioni o stime non verificate, ma documenti ufficiali depositati presso le autorità federali statunitensi.
I dati emergono da una nuova ricerca pubblicata il 12 gennaio 2026 da Finbold, basata esclusivamente sui filing regolatori inviati da Tesla alla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’ente federale che supervisiona la sicurezza stradale negli Stati Uniti.
Il quadro che ne esce è netto: il 2025 è stato l’anno più critico per il Cybertruck sul fronte dei richiami ufficiali, con numeri più che raddoppiati rispetto al 2024.
Le 3 campagne di richiamo
Oltre 115 mila veicoli coinvolti, tre campagne di richiamo distinte, problemi hardware e software: sono questi i punti chiave che emergono dall’analisi.
Il Cybertruck, simbolo della svolta radicale di Tesla nel mondo dei pick-up elettrici, continua a far parlare di sé non solo per il design futuristico, ma anche per le difficoltà di conformità normativa.
Il dato colpisce soprattutto perché arriva in una fase ancora iniziale della vita commerciale del modello.
E pone interrogativi rilevanti sulla rapidità di sviluppo, sui controlli di qualità e sul rapporto tra innovazione e sicurezza.
I numeri del 2025: una media di 318 Cybertruck richiamati al giorno
Secondo i calcoli di Finbold, nel corso del 2025 Tesla ha incluso 115.912 Cybertruck in azioni di richiamo ufficiali. Tradotto in termini temporali, significa:
- circa 318 veicoli al giorno
- quasi 10.000 Cybertruck al mese
Un volume che supera di oltre il doppio l’impatto stimato dei richiami del 2024, quando il modello era ancora in una fase di distribuzione più limitata.
L’analisi aggrega tre campagne di richiamo separate, tutte comunicate formalmente da Tesla alle autorità statunitensi. Ogni campagna riguarda una problematica diversa, ma tutte hanno comportato l’obbligo di intervento correttivo o aggiornamento.
I tre richiami: dai problemi hardware al software fuori norma
Il richiamo più ampio del 2025 ha riguardato un componente della carrozzeria esterna in acciaio inox, noto come cant rail. Secondo le segnalazioni, il pezzo potrebbe staccarsi durante la guida, con evidenti rischi per la sicurezza stradale.
A questo si è aggiunto un secondo richiamo legato al software del veicolo. In questo caso, il problema era l’eccessiva luminosità delle luci di parcheggio anteriori, che superavano i limiti consentiti dalla normativa federale americana.
Il terzo intervento ha coinvolto un accessorio opzionale, la barra luminosa off-road, anch’essa non conforme ai requisiti regolatori in determinate condizioni di utilizzo.
Tre problemi diversi, dunque, ma accomunati da un elemento chiave: la necessità di un intervento ufficiale per rientrare nei parametri di sicurezza e conformità richiesti dalla legge.
“Una narrazione molto diversa da quella del Cybertruck indistruttibile”
Nel report di Finbold non mancano commenti diretti degli autori. Diana Paluteder, co-autrice della ricerca, sottolinea:
“I documenti regolatori della stessa Tesla raccontano una storia molto diversa rispetto alla narrazione del Cybertruck come veicolo robusto e indistruttibile”.
E aggiunge:
“Quando si combinano tre campagne di richiamo distinte, si arriva a oltre 115.000 veicoli segnalati per problemi di sicurezza o conformità in un solo anno”.
Parole che non mettono in discussione l’innovazione tecnologica del progetto, ma che evidenziano un divario tra immagine pubblica e realtà regolatoria.
Cosa significa davvero “richiamo”: il chiarimento degli esperti
Un punto centrale dell’analisi riguarda il significato stesso dei numeri. Jordan Major, co-autore dello studio Finbold, precisa:
“Le popolazioni di veicoli indicate nei richiami NHTSA rappresentano il numero massimo di mezzi potenzialmente coinvolti, non guasti confermati su ogni singolo veicolo”.
Ma subito dopo aggiunge un elemento chiave per interpretare correttamente il dato:
“Anche con questa precisazione, avere più di 115.000 Cybertruck coinvolti in campagne di richiamo in un solo anno evidenzia quanto spesso il modello sia stato riportato all’interno dei requisiti di conformità regolatoria”.
In altre parole, non tutti i veicoli presentano necessariamente un difetto, ma tutti devono essere controllati o aggiornati per legge.
Le fonti: solo documenti ufficiali depositati alla NHTSA
Un aspetto che rafforza la solidità della ricerca è la metodologia utilizzata. Lo studio di Finbold si basa esclusivamente su fonti primarie, ovvero sui rapporti di richiamo Part 573 della NHTSA presentati da Tesla nel 2025.
Questi documenti includono informazioni dettagliate su:
- numero di veicoli coinvolti
- periodi di produzione
- descrizione del difetto
- rimedi previsti
Si tratta di comunicazioni obbligatorie per legge, che ogni costruttore deve presentare alle autorità statunitensi quando avvia un richiamo. Un sistema pensato per garantire trasparenza e tutela dei consumatori.
Un caso emblematico per l’industria dell’auto elettrica
Il caso Cybertruck va oltre il singolo modello. Tocca un tema più ampio che riguarda l’intera industria dell’auto elettrica, sempre più spinta verso:
- cicli di sviluppo rapidi
- forte integrazione software
- aggiornamenti continui post-vendita
In questo contesto, i richiami non sono più solo interventi meccanici tradizionali, ma includono aggiornamenti digitali, modifiche software e adattamenti normativi. Una trasformazione che rende il concetto di “richiamo” più frequente, ma anche più complesso da interpretare.
Lo sapevi che…?
- Negli Stati Uniti, ogni costruttore è obbligato a segnalare alla NHTSA anche i potenziali difetti, non solo quelli già manifesti.
- Un richiamo può essere risolto anche con un semplice aggiornamento software da remoto.
- I dati NHTSA sono pubblici e consultabili dai cittadini.
FAQ – Le domande più cercate
I richiami significano che il Cybertruck non è sicuro?
No, un richiamo indica la necessità di un controllo o di una correzione, non necessariamente un pericolo immediato.
Tutti i 115.000 veicoli avevano un difetto?
No. È il numero massimo di veicoli potenzialmente coinvolti, come chiarito dagli esperti.
Tesla è l’unica casa automobilistica con molti richiami?
No. Tutti i grandi costruttori affrontano richiami, soprattutto con veicoli tecnologicamente avanzati.


