Tesla: profitti in picchiata, Musk promette più impegno

Tesla
Elon Musk annuncia un maggiore impegno in Tesla a partire da maggio, mentre l’azienda affronta un crollo dei profitti del 71% nel primo trimestre e proteste contro la sua leadership.

Tesla ha comunicato un drastico calo dei profitti nel primo trimestre del 2025. I dati, pubblicati ieri, martedì 22 aprile, evidenziano una diminuzione del 71% degli utili, scesi a 409 milioni di dollari, pari a 12 centesimi per azione. Questo risultato si colloca ben al di sotto delle aspettative degli analisti. Anche i ricavi hanno subito una flessione del 9%, attestandosi a 19,3 miliardi di dollari, inferiori alle previsioni di Wall Street. Nonostante il crollo, le azioni Tesla hanno registrato un incremento superiore al 3% nelle contrattazioni after-hours, sebbene il titolo abbia perso oltre il 40% del valore nell’ultimo anno.

Proteste e polemiche contro Musk

La leadership di Elon Musk si trova al centro di controversie che influenzano le vendite. Le proteste si sono intensificate a causa del suo ruolo nel Department of Government Efficiency (DOGE), un gruppo federale incaricato di tagliare posti di lavoro pubblici, che ha polarizzato l’opinione pubblica statunitense. Inoltre, il sostegno pubblico di Musk a politici di estrema destra in Europa ha allontanato potenziali acquirenti in un mercato chiave. “Questo è un grande passo nella giusta direzione”, ha dichiarato Dan Ives di Wedbush Securities, commentando l’impegno di Musk a dedicare più tempo a Tesla a partire da maggio. “Gli investitori volevano vederlo ricominciare a concentrarsi su Tesla”.

Competizione e sfide globali

Tesla affronta una competizione senza precedenti. Il produttore cinese BYD ha introdotto un sistema di ricarica ultrarapido in grado di alimentare completamente un veicolo in pochi minuti, mentre i rivali europei lanciano modelli con tecnologie avanzate che attirano i consumatori. In Europa, l’immagine di Musk ha subito un duro colpo, complicando le vendite. A ciò si aggiungono le difficoltà legate ai dazi dell’amministrazione Trump, che colpiscono i materiali importati per i veicoli Tesla e il business dell’energia dell’azienda. “Sebbene l’attuale panorama tariffario avrà un impatto relativamente maggiore sul nostro settore energetico rispetto a quello automobilistico”, ha dichiarato Tesla, “stiamo adottando misure per stabilizzare il business a medio e lungo termine”.

Impatti in Cina e strategie future

In Cina, Tesla ha sospeso gli ordini per i modelli Model S e Model X dai clienti locali, una decisione che riflette le tensioni commerciali e le ritorsioni cinesi. Tuttavia, l’azienda continua a produrre i modelli Model Y e Model 3 nella sua fabbrica di Shanghai per il mercato asiatico. Sul fronte strategico, Tesla punta a introdurre una versione più economica del suo SUV più venduto, il Model Y, entro la fine dell’anno. Inoltre, a partire da giugno, l’azienda avvierà un servizio di robotaxi a pagamento ad Austin, in Texas, un progetto molto importante per diversificare le entrate.

Performance finanziaria e margini

Nonostante le difficoltà, Tesla ha generato un flusso di cassa operativo di 2,2 miliardi di dollari, rispetto ai 242 milioni dell’anno precedente, un dato positivo secondo Seth Goldstein, analista di Morningstar. “Non sono risultati particolarmente sorprendenti, dato che le consegne sono diminuite”, ha affermato Goldstein. “È stato positivo vedere un flusso di cassa positivo”. Tuttavia, i margini lordi, un indicatore chiave della redditività, sono scesi al 16,3% dal 17,4% dell’anno precedente. Un contributo significativo ai risultati trimestrali è arrivato dalla vendita di crediti normativi ad altri costruttori automobilistici, che ha generato 595 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 442 milioni dell’anno scorso.

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