Dal tabacco tradizionale allo svapo: tutti i rincari previsti fino al 2028

Sigarette

Il fumo è da tempo riconosciuto come una delle abitudini più dannose per la salute. Lo sappiamo tutti: le campagne di prevenzione, gli avvisi sui pacchetti di sigarette, i dati scientifici e le testimonianze dirette non lasciano spazio a dubbi. Eppure, nonostante questa consapevolezza diffusa, milioni di persone continuano a fumare ogni giorno.

Fumare non è solo una scelta razionale, ma un comportamento profondamente legato alla dipendenza dalla nicotina, alle abitudini quotidiane e, spesso, a fattori emotivi e sociali. Per molti fumare significa gestire lo stress, ritagliarsi una pausa o sentirsi parte di un gruppo.

Da gennaio aumentano le accise sui prodotti del tabacco 

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuovi aumenti delle accise sui prodotti del tabacco in Italia, come previsto dalla Manovra economica, con rincari progressivi fino al 2028. Questo provocherà un incremento medio dei prezzi dei pacchetti di sigarette di circa 15 centesimi nel 2026, salendo a 25 centesimi cumulativi nel 2027 e oltre 40 centesimi entro il 2028 rispetto ai prezzi attuali tra 5,30 e 5,50 euro.

Dettagli sui rincari

Un pacchetto da 5,30 euro passerà a circa 5,45 euro nel 2026, 5,55-5,57 euro nel 2027 e fino a 5,70 euro nel 2028, secondo le stime della Relazione tecnica alla Manovra. Gli aumenti non colpiscono solo le sigarette tradizionali, ma anche e-cig, tabacco riscaldato, device ibridi e liquidi da svapo: per questi ultimi, +10% con nicotina e +5% senza nel prezzo finale.

L’impatto su altri prodotti utilizzati dai fumatori

Per prodotti a tabacco riscaldato e ibridi, gli incrementi sono di 8-10 centesimi nel 2026, 10-12 nel 2027 e 12-15 nel 2028. Il trinciato e il tabacco da arrotolare subiranno rincari simili, diluiti su tre anni.

Gli obiettivi del provvedimento

La misura mira a incrementare le entrate statali e a scoraggiare il fumo per motivi di salute pubblica, colpendo un settore in espansione tra i giovani come lo svapo. I fumatori regolari potrebbero spendere decine di euro in più annualmente, scegliendo di ridurre il consumo o, perché no, di smettere di fumare. 

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