Esattamente trent’anni fa, nel 1996, nasceva in Giappone il Tamagotchi, ideato dalla Bandai come un piccolo gioco elettronico portatile che simulava la cura di un animaletto virtuale. L’idea, semplice ma rivoluzionaria, era quella di creare un legame emotivo tra l’utente e una creatura digitale che aveva bisogno di attenzioni costanti: nutrirla, pulirla, farla giocare.
Il successo fu immediato. In pochi mesi il Tamagotchi si diffuse in tutto il mondo, diventando un fenomeno globale tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000. Milioni di pezzi venduti, code nei negozi e persino regole nelle scuole testimoniarono l’impatto culturale del gioco. Più di un semplice gadget, il Tamagotchi anticipò il rapporto quotidiano con il digitale e segnò l’inizio di una nuova forma di intrattenimento interattivo, lasciando un’impronta duratura nella cultura pop internazionale.
L’evoluzione del Tamagotchi
Adesso sta per arrivare Sweekar, un’evoluzione moderna del classico Tamagotchi, presentato dalla startup Takway al CES 2026 di Las Vegas. Questo dispositivo tascabile integra l’intelligenza artificiale per creare un compagno digitale che sviluppa una personalità unica basata sulle interazioni con il proprietario, riconoscendo la voce e memorizzando attività quotidiane grazie a modelli come ChatGPT e Gemini.
Le caratteristiche
Sweekar abbandona la forma a uovo tradizionale per uno schermo-volto interattivo che reagisce a cure, attenzioni e voce dell’utente, con vibrazioni e feedback tattili per simulare vitalità. Include gusci e outfit personalizzabili, memoria a lungo termine per ricordare nomi, preferenze e storie condivise, e la capacità di “uscire” autonomamente per poi narrare esperienze virtuali al ritorno.
Parte da un uovo che si schiude con stimoli, evolve attraverso fasi fino al livello 51 (età adulta), dove diventa immune alla “morte” a differenza dei Tamagotchi classici che richiedevano cure costanti. Questa autonomia riduce il rischio di abbandono e approfondisce il legame emotivo.
Ridefinizione dei pet virtuali
Non ancora in vendita, Sweekar arriverà su Kickstarter entro il 2026 a un prezzo tra 100 e 150 dollari, puntando a ridefinire i pet virtuali nell’era AI.
Rischi e preoccupazioni
Le principali critiche e preoccupazioni su Sweekar ruotano attorno alla privacy dei dati, all’uso dell’IA in un dispositivo per bambini e alla sostenibilità tecnica del prodotto.
Il dispositivo registra voci, interazioni e attività quotidiane tramite modelli come ChatGPT e Gemini, sollevando dubbi su dove finiscano questi dati personali; Takway assicura che restino privati sul device senza condivisione esterna, ma molti utenti e osservatori restano scettici vista l’impossibilità di verificare pienamente le pratiche.
L’IA genera stati d’animo complessi (felicità, rabbia, “sorriso sornione”) e risposte imprevedibili, potenzialmente inadatte ai più piccoli, con timori su dipendenze emotive o contenuti non controllati nonostante le rassicurazioni aziendali.
Dal punto di vista tecnico, invece, preoccupano la durata della batteria, i malfunzionamenti hardware che potrebbero cancellare “ricordi” accumulati, l’obsolescenza software e la mancanza di garanzie su aggiornamenti a lungo termine da parte della startup.
Alcuni critici temono che Sweekar favorisca attaccamenti eccessivi o aspettative irrealistiche, confondendo l’intrattenimento con un rapporto “reale”, e chiedono pertanto linee guida per un uso responsabile.
FAQ
Cos’è Sweekar?
Sweekar è un pet virtuale di nuova generazione sviluppato dalla startup Takway che utilizza l’intelligenza artificiale per interagire con l’utente, riconoscere la voce e sviluppare una personalità unica nel tempo.
In cosa Sweekar è diverso dal Tamagotchi?
A differenza del Tamagotchi classico, Sweekar ha memoria a lungo termine, non “muore” una volta raggiunta l’età adulta e utilizza modelli di IA come ChatGPT e Gemini per risposte più complesse e personalizzate.
Quando uscirà Sweekar e quanto costerà?
Sweekar non è ancora in vendita: il lancio è previsto su Kickstarter entro il 2026, con un prezzo stimato tra 100 e 150 dollari.
Sweekar è adatto ai bambini?
È pensato anche per i più giovani, ma l’uso dell’IA solleva dubbi su contenuti imprevedibili, dipendenza emotiva e gestione delle emozioni simulate, motivo per cui molti chiedono linee guida di utilizzo responsabile.
Sweekar raccoglie dati personali?
Il dispositivo registra voce e interazioni dell’utente. L’azienda afferma che i dati restano sul device e non vengono condivisi, ma la mancanza di verifiche indipendenti alimenta preoccupazioni sulla privacy.
Quali sono i principali rischi di Sweekar?
Le critiche riguardano privacy dei dati, durata della batteria, possibile perdita dei “ricordi” in caso di guasti, obsolescenza software e l’impatto emotivo di un legame troppo realistico con un compagno virtuale.


