Oggi, 19 maggio, Londra è il palcoscenico del primo summit ufficiale tra il Regno Unito e l’Unione Europea dalla Brexit del 2020, un evento essenziale per rilanciare i rapporti tra le due parti.
Sotto la guida del primo ministro britannico Keir Starmer e con la partecipazione di alti funzionari europei come la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Europeo António Costa e l’alto rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas, le trattative mirano a forgiare un nuovo accordo su difesa, commercio, mobilità giovanile e pesca.
Secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, i negoziatori hanno già concordato tre testi chiave, tra cui un partenariato in materia di difesa e sicurezza.
Un reset necessario dopo la Brexit
La Brexit, sancita dal referendum del 23 giugno 2016, ha trasformato i rapporti tra Regno Unito e UE, portando a un aumento dei costi e della burocrazia nel commercio, con un calo del 29% delle esportazioni britanniche di pesce verso l’UE tra il 2019 e il 2023.
L’accordo commerciale negoziato nel 2020 dall’ex premier Boris Johnson ha regolato i rapporti post-Brexit, ma le barriere non tariffarie, come controlli doganali più rigorosi e documentazione complessa, hanno ostacolato il commercio, colpendo settori come i servizi professionali, gli scambi culturali e le esportazioni agricole. Con l’insediamento del governo laburista di Starmer nel luglio 2024, il Regno Unito ha puntato a un “reset” delle relazioni con l’UE, cercando di migliorare il commercio e rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza senza violare le “linee rosse” del manifesto laburista: niente rientro nel mercato unico, nell’unione doganale o ripristino della libera circolazione delle persone.
Difesa e sicurezza: un accordo strategico
Un punto focale del summit è il partenariato in materia di difesa e sicurezza, con negoziatori che, secondo fonti diplomatiche a Bruxelles, hanno già concordato un testo nelle prime ore di oggi. La necessità di una cooperazione più stretta è emersa in un contesto geopolitico segnato dalla guerra in Ucraina e dall’incertezza sull’impegno degli Stati Uniti in Europa sotto la presidenza di Donald Trump. Il Regno Unito, con il suo arsenale nucleare e una forte industria della difesa, è un partner strategico per l’UE. L’accordo consentirebbe al Regno Unito di partecipare a iniziative militari come il progetto di mobilità militare di PESCO e di accedere a un fondo di riarmo da 150 miliardi di euro, beneficiando aziende britanniche come BAE Systems e Rolls-Royce.
“Un partenariato rafforzato con l’UE è fondamentale per la nostra sicurezza e per il nostro futuro economico,” ha dichiarato Starmer ieri, sottolineando l’importanza di collaborazioni in tecnologia militare, ricerca e protezione delle infrastrutture critiche. Tuttavia, la Francia ha legato il progresso su questo fronte a concessioni su altre questioni, come la pesca, creando tensioni nelle trattative. Kaja Kallas ha cercato di rassicurare, affermando: “I diritti di pesca non devono ostacolare un accordo sulla sicurezza”.
Mobilità giovanile: un ponte culturale ed economico
Un altro tema centrale è lo Youth Experience Scheme (YES), un programma che consentirebbe ai giovani tra i 18 e i 30 anni di studiare, lavorare e viaggiare tra Regno Unito e UE per periodi limitati. La proposta, fortemente sostenuta dalla Germania, mira a ricostruire ponti culturali ed economici interrotti dalla Brexit. Tuttavia, il tema è politicamente sensibile nel Regno Unito, dove la riduzione dell’immigrazione è una priorità per il governo laburista, sotto pressione per il crescente sostegno al partito Reform UK, che ha ottenuto successi nelle recenti elezioni locali.
Starmer, inizialmente scettico, ha aperto a un compromesso, proponendo un programma con un tetto massimo di partecipanti e una durata limitata, potenzialmente con una politica di “uno dentro, uno fuori” per controllare i flussi migratori. Più di 60 parlamentari laburisti sostengono l’iniziativa, evidenziando i benefici per i giovani britannici in termini di opportunità educative e professionali. Tuttavia, i critici, come la leader conservatrice Kemi Badenoch, temono che ciò possa essere percepito come un ritorno alla libertà di movimento, alimentando accuse di “tradimento della Brexit”.
Commercio: abbattere le barriere
Il commercio tra Regno Unito e UE, che rappresenta il 41% delle esportazioni britanniche, ha subito un duro colpo post-Brexit. Le discussioni odierne si concentrano sull’allineamento delle norme sanitarie e fitosanitarie (SPS), che potrebbe eliminare i costosi controlli sui prodotti alimentari, agricoli e ittici, riducendo i tempi di attesa per i camion, che spesso superano le 16 ore. Maroš Šefčovič, commissario europeo, ha sottolineato che un accordo SPS richiederebbe un allineamento dinamico, con il Regno Unito che si impegna a seguire le normative UE e ad aggiornarsi simultaneamente. Starmer ha mostrato apertura a questa possibilità, accettando un ruolo limitato della Corte di Giustizia Europea (CJEU) nella risoluzione delle dispute, un punto controverso per i sostenitori della Brexit.
Altri temi includono il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali per professionisti come avvocati e architetti, e la semplificazione delle normative per gli artisti in tournée. È stata anche proposta l’integrazione dei sistemi di scambio delle emissioni, che potrebbe ridurre i costi energetici per le famiglie britanniche.
Pesca: un nodo simbolico
La pesca, che rappresenta solo lo 0,4% del PIL britannico, rimane un tema simbolicamente cruciale. L’attuale accordo post-Brexit, che scade a giugno 2026, garantisce alle flotte europee l’accesso alle acque britanniche. Il Regno Unito propone un’estensione di soli quattro anni, mentre l’UE, guidata da Francia e Paesi Bassi, chiede un prolungamento a lungo termine in cambio di concessioni sui controlli alimentari. I pescatori britannici, specialmente in Cornovaglia e Scozia, lamentano la concorrenza delle flotte straniere. Chris Ranford, della Cornish Fish Producers’ Organisation, ha chiesto di vietare l’accesso alle navi europee nelle acque tra le 6 e le 12 miglia nautiche dalla costa, mentre Elspeth Macdonald, della Scottish Fishermen’s Federation, ha sottolineato l’importanza di negoziazioni annuali per quote più eque.
Sfide politiche e contesto globale
Le trattative, ancora in corso, devono affrontare ostacoli politici interni ed esterni. Nel Regno Unito, Starmer è sotto pressione da Reform UK e dai conservatori, che temono che qualsiasi compromesso con l’UE possa essere visto come un tradimento della Brexit. Kemi Badenoch ha dichiarato: “Revocheremo qualsiasi accordo che comprometta la sovranità britannica”. Nel frattempo, i Liberal Democrats spingono per un’unione doganale e un accordo di mobilità più ampio.
A livello internazionale, l’incertezza sulla politica estera statunitense sotto Trump ha spinto l’UE e il Regno Unito a rafforzare la cooperazione, specialmente in materia di difesa. La guerra in Ucraina, con il Regno Unito che ha contribuito con 7,8 miliardi di sterline in aiuti militari a Kiev, ha ulteriormente evidenziato l’importanza di un partenariato strategico.


