Stellantis ha recentemente ribadito il suo impegno per lo stabilimento di Termoli, in Molise, dopo lo stop annunciato da ACC (Automotive Cells Company) al progetto della gigafactory per batterie. Questa mossa di ACC, joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies, ha bloccato i piani per una fabbrica da 3,3 miliardi di euro in Italia e un analogo progetto in Germania, scatenando preoccupazioni su occupazione e transizione elettrica.
Cosa ha detto ufficialmente Stellantis
Nella nota diffusa dall’azienda, si legge testualmente: “Pronti a garantire il futuro dello stabilimento a Termoli”. E ancora: “Come concordato un anno fa al Mimit, puntiamo a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti dell’Acc sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis”.
Stellantis sottolinea le sue scelte autonome: “Indipendentemente dalla strategia di investimento di Acc, Stellantis ha preso decisioni forti volte a proteggere i dipendenti in un contesto difficile per l’industria automobilistica in Europa. A Termoli, Stellantis ha annunciato il 30 gennaio che l’arrivo della linea di produzione del cambio e-Dct è stato confermato entro la fine del 2026. Inoltre, è previsto un investimento sui motori GSE conformi alla normativa Euro 7, garantendone la piena utilizzabilità anche dopo il 2030 sia nella gamma di prodotti attuali che in quella futura”.
Il futuro di Termoli
Lo stabilimento di Termoli, che oggi produce motori benzina e diesel (tra cui per Dodge e Jeep), impiega circa 3.000 lavoratori diretti e indiretti. Senza la gigafactory, rischiava la riconversione incerta, ma Stellantis ha anticipato le alternative:
– Linea e-DCT: cambio a doppia frizione elettrificato per veicoli ibridi, in arrivo entro fine 2026, che creerà circa 200-300 posti.
– Motori GSE Euro 7: investimenti per adattarli alle norme anti-inquinamento post-2035, estendendo la vita oltre il 2030 per esportazioni e gamma ibrida.
Stellantis ha confermato 100 milioni di euro di investimenti immediati. Le parti sociali spingono per un piano industriale pluriennale, mentre il governo Meloni valuta sgravi fiscali per il “Made in Italy automotive”.
Le critiche
Le critiche a Stellantis sullo stabilimento di Termoli provengono principalmente dai sindacati, che contestano la sufficienza delle misure annunciate dall’azienda dopo lo stop della gigafactory da parte di ACC.
I sindacati accusano Stellantis di non garantire una prospettiva strutturale ai 1.780 lavoratori diretti dello stabilimento.
Ferdinando Uliano, segretario generale FIM-CISL, ha dichiarato che “l’investimento sulla gigafactory era, di fatto, un progetto fallito” e che “le iniziative legate alla produzione del nuovo cambio elettrico e del motore GSE sono certamente importanti, ma non sono sufficienti a garantire una prospettiva industriale e occupazionale ai 1.780 lavoratori del sito molisano”.
La UILM, tramite Gianluca Ficco e Francesco Guida, sottolinea che “l’unico modo per salvaguardare lo stabilimento di Termoli diventa, quindi, l’arrivo immediato di produzioni meccaniche” e che “la mancata realizzazione della gigafactory deve essere compensata da scelte industriali chiare e coerenti: Termoli deve ricevere nuovi prodotti, in grado di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive di lungo periodo”.
Fiom-Cgil, con Samuele Lodi e Ciro D’Alessio, avverte che “il futuro di Termoli è legato alle decisioni di Stellantis”, ponendo una “pietra tombale” sul progetto e legando ogni prospettiva alle scelte autonome del gruppo.
Regione Molise e Mimit spingono per ulteriori garanzie, i sindacati chiedono tavoli urgenti per un piano pluriennale, criticando Stellantis per annunci “tiepidi” su nuovi carichi di lavoro.
FAQ
Perché ACC ha fermato il progetto della gigafactory a Termoli?
ACC ha annunciato lo stop al progetto per ragioni legate alla revisione delle proprie strategie industriali e finanziarie. Il blocco riguarda sia l’impianto previsto in Italia sia quello in Germania.
Cosa farà Stellantis a Termoli ora che la gigafactory non nascerà?
Stellantis ha confermato due linee strategiche: l’arrivo del cambio elettrificato e-DCT entro il 2026 e nuovi investimenti sui motori GSE conformi alle norme Euro 7. Sono previsti anche 100 milioni di euro di investimenti immediati.
Quanti posti di lavoro sono a rischio dopo lo stop della gigafactory?
Secondo i sindacati, restano incerte le prospettive per i 1.780 lavoratori diretti dello stabilimento. Stellantis garantisce continuità occupazionale e nuovi carichi di lavoro, ma le parti sociali chiedono un piano industriale più solido.
Il cambio e-DCT quante assunzioni porterà a Termoli?
Si stimano circa 200–300 posti legati alla produzione del cambio a doppia frizione elettrificato, previsto entro la fine del 2026.
Qual è la posizione del governo sul futuro dello stabilimento?
Il governo Meloni sta valutando incentivi e sgravi fiscali per sostenere il Made in Italy nel settore automotive. Mimit e Regione Molise chiedono a Stellantis maggiori garanzie e un piano pluriennale.


