Stellantis perde 2,3 miliardi ma stringe i denti: ecco il piano per salvare il gruppo automobilistico 

Stellantis
Stellantis sta affrontando il momento più difficile dalla sua nascita, penalizzata da uno shock multiplo di fattori straordinari, clima geopolitico sfavorevole e crisi delle sue principali aree di mercato.

Stellantis ha comunicato una perdita netta di 2,3 miliardi di euro nel primo semestre del 2025, su ricavi pari a 74,3 miliardi. Il dato rappresenta una brusca inversione rispetto all’utile di 5,6 miliardi registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, ed è stato reso noto in anticipo rispetto alla presentazione ufficiale dei bilanci, in programma il prossimo 29 luglio.

Cos’è Stellantis

Stellantis è una multinazionale automobilistica nata nel 2021 dalla fusione del gruppo italo-americano Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e del gruppo francese PSA (Peugeot Société Anonyme). La società ha sede nei Paesi Bassi, conta una presenza industriale e commerciale in oltre 130 paesi e si posiziona tra le maggiori case automobilistiche del mondo per volumi di vendita.

Progetta, produce e commercializza auto, veicoli commerciali, componenti e servizi di mobilità. 

Oltre alla produzione di autovetture, Stellantis realizza veicoli commerciali (inclusi modelli elettrici e a idrogeno), componentistica, servizi finanziari, soluzioni di mobilità condivisa e piattaforme digitali innovative. L’azienda sta investendo molto sull’elettrificazione, con numerosi modelli ibridi ed elettrici già lanciati o in arrivo e piattaforme tecnologiche avanzate per la mobilità sostenibile.

Le cause principali della perdita di fatturato 

Le principali ragioni evidenziate dalla società e dagli analisti sono:

Oneri straordinari per 3,3 miliardi di euro: derivano da svalutazioni di piattaforme, cancellazioni di programmi (es. idrogeno), ristrutturazioni aziendali e impatti normativi legati al regolamento CAFE negli USA.

Dazi USA: le tariffe introdotte dall’amministrazione Trump hanno inciso per circa 300 milioni di euro e causato interruzioni produttive e maggiori costi per il gruppo, con particolare peso nel mercato nordamericano, dove Stellantis soffre più della concorrenza.

Calo dei volumi: le consegne complessive del gruppo sono scese del 6% nel secondo trimestre, con una flessione del 23-25% in Nord America e del 7% in Europa. In negativo anche Cina, India e Asia-Pacifico, mentre il Sud America segna un +20%. Maserati registra -35% di consegne.

Costi industriali in crescita: a pesare sono anche l’aumento dei costi dei materiali, il mix geografico e i cambi valutari sfavorevoli.

Le reazioni del mercato e della società

Il titolo Stellantis ha subito forti pressioni, anche se in parte ha recuperato dopo i primi ribassi; resta però ai minimi da aprile, con una perdita complessiva del 36% da inizio anno.

La società ha sospeso la guidance finanziaria dal 30 aprile 2025 e ha dichiarato che nuovi prodotti e misure di ristrutturazione dovrebbero portare benefici nella seconda parte dell’anno.

L’attuale CEO Antonio Filosa, subentrato a fine maggio dopo l’uscita di Carlos Tavares, ha annunciato una call dedicata agli investitori con ulteriori dettagli il 29 luglio.

Impatto sulle filiali italiane

La produzione di Stellantis in Italia ha visto una flessione del 27% nel primo semestre del 2025, con ripercussioni sull’indotto e segnali di allarme dai sindacati e dagli analisti.

Il gruppo tenta il rilancio in Europa puntando su nuovi modelli, come la 500 ibrida prodotta a Mirafiori.

Stellantis sta affrontando il momento più difficile dalla sua nascita, penalizzata da uno shock multiplo di fattori straordinari, clima geopolitico sfavorevole e crisi delle sue principali aree di mercato. Il gruppo guarda con cautela alla seconda parte dell’anno, puntando sul rilancio con nuovi modelli e sulle ristrutturazioni già avviate.

Il piano di Stellantis per il rilancio 

Stellantis ha annunciato diverse iniziative volte a invertire la tendenza delle perdite e ristabilire la redditività del gruppo nella seconda metà del 2025 e oltre. Le strategie si articolano su diversi piani:

Rilancio tramite nuovi modelli e elettrificazione

Lancio di nuovi modelli strategici: Stellantis prevede l’introduzione di nuovi modelli sul mercato europeo, con particolare attenzione a quelli a basso impatto ambientale e alla fascia media. 

Focus su ibridi e range extended: oltre all’elettrico puro, l’offerta sarà rafforzata con versioni ibride e con tecnologie “range extender” per rispondere rapidamente alle dinamiche del mercato europeo, dove oltre il 60% delle vendite del gruppo riguarda questa tipologia di propulsione.

Ristrutturazione industriale e semplificazione

Semplificazione organizzativa: Stellantis ha decentralizzato parte delle responsabilità decisionali verso le regioni, per una maggiore reattività alle esigenze specifiche dei mercati locali e una struttura più agile ed efficiente.

Razionalizzazione delle linee produttive: sono stati cancellati programmi ritenuti non redditizi e si è accelerato l’ammodernamento delle piattaforme, anche con tagli e ridimensionamenti in mercati meno strategici o meno performanti.

Investimenti e Piano Italia

Investimenti in Italia: il gruppo ha annunciato un aggiornamento del Piano Italia, con nuovi investimenti nei siti produttivi nazionali e una revisione delle assegnazioni produttive, puntando su modelli ibridi ed elettrici e sulla valorizzazione di Maserati e della filiera locale.

Triplicare i volumi grazie all’ibrido: tutti i nuovi modelli saranno almeno ibridi, al fine di triplicare i volumi produttivi rispetto al solo elettrico e mantenere la competitività nei principali mercati, Italia inclusa.

Innovazione software e servizi digitali

Integrazione software: sviluppo e lancio di una business unit dedicata alla digitalizzazione dei veicoli e ai servizi connessi, per aumentare la fidelizzazione e il valore aggiunto per il cliente, sotto la guida di una divisione specifica appena istituita.

Gestione delle crisi e delle sfide internazionali

Azioni contro i dazi USA: Stellantis ha già avviato un piano di risposta per contenere l’impatto negativo dei dazi statunitensi, rivedendo la supply chain e riprogrammando alcuni flussi produttivi.

Maggiore collaborazione con i fornitori: puntare su partnership strategiche per ottimizzare costi, innovazione e velocità di sviluppo, considerato l’attuale scenario competitivo globale.

I prossimi passi 

Ulteriori dettagli sulle strategie verranno forniti dal nuovo CEO Antonio Filosa e dal CFO Doug Ostermann nella call dedicata agli investitori in programma per il 29 luglio.

La società si attende che i benefici di questi piani diventino più tangibili a partire dal secondo semestre 2025 e, soprattutto, nel corso del 2026.

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