Gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato una sospensione di 90 giorni di parte dei loro dazi doganali punitivi, segnando un passo significativo verso la distensione nella guerra commerciale che ha scosso i mercati globali.
La notizia, comunicata attraverso una nota congiunta emessa a Ginevra, stabilisce che la tregua entrerà in vigore “entro il 14 maggio”. Secondo il ministero del Commercio cinese, Pechino revisionerà i “dazi addizionali” imposti sulle importazioni di beni americani, un gesto che riflette l’impegno a ridurre le tensioni.
I negoziati di Ginevra: un dialogo costruttivo
I colloqui, tenutisi a porte chiuse nella residenza del rappresentante svizzero presso le Nazioni Unite, hanno visto la partecipazione di alti funzionari di entrambe le nazioni. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha descritto i negoziati come un momento di “progressi sostanziali”. In una breve dichiarazione alla stampa, ha sottolineato l’atmosfera costruttiva delle discussioni. Sul fronte cinese, il vice primo ministro He Lifeng ha definito gli incontri “franchi, approfonditi e sostanziali”, evidenziando “progressi importanti”. Le due parti hanno concordato di istituire un “meccanismo di consultazione” per affrontare le questioni commerciali, che, secondo il viceministro del Commercio cinese Li Chenggang, faciliterà “scambi regolari e irregolari” tra Washington e Pechino.
La reazione dei mercati: ottimismo cauto
L’annuncio ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, con le borse globali che hanno accolto la notizia con un misto di sollievo e prudenza. A Hong Kong, l’indice Hang Seng è balzato del 3,34%, guadagnando 762,94 punti e chiudendo a 23.630,68.
In Europa, le borse hanno aperto in forte rialzo: il Cac 40 di Parigi è salito dell’1,30% a 7.844,20 punti, il Dax 30 di Francoforte ha guadagnato l’1,35% a 23.807,05 punti, mentre l’Ftse 100 di Londra è avanzato dello 0,78% a 8.621,05 punti. A Milano, l’indice Ftse Mib ha registrato un incremento dell’1,9%, riflettendo l’ottimismo degli investitori per i progressi nei colloqui commerciali. In Asia, le borse di Shanghai (+0,4%), Seul (+0,5%) e Singapore (+0,7%) hanno mostrato guadagni moderati, mentre Tokyo ha chiuso in leggero ribasso (-0,1%).
Le radici della guerra commerciale
La tregua arriva in un contesto di crescenti tensioni commerciali, innescate dall’imposizione di dazi punitivi da parte dell’ex presidente statunitense Donald Trump. All’inizio di aprile, Washington ha introdotto un dazio del 145% sulle merci cinesi, a cui Pechino ha risposto con dazi del 125% sui prodotti americani. Questa escalation ha alimentato timori di inflazione negli Stati Uniti e di un rallentamento economico globale, con ripercussioni significative sui mercati finanziari. La Casa Bianca ha accolto con favore l’accordo, definendolo un “nuovo accordo commerciale” con la Cina, pur senza rivelare dettagli specifici. L’incontro di Ginevra rappresenta il primo faccia a faccia tra alti funzionari dei due paesi dall’inizio di questa nuova fase della guerra commerciale.
Un meccanismo per il futuro
Uno degli esiti più concreti dei negoziati è l’istituzione di un meccanismo di consultazione commerciale, che migliorare la comunicazione tra le due nazioni. “Questo meccanismo consentirà scambi regolari su questioni commerciali, affrontando le divergenze in modo strutturato”, ha dichiarato Li Chenggang. L’iniziativa è stata accolta con favore dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), Ngozi Okonjo-Iweala, che ha incontrato He Lifeng al termine dei colloqui. “Questi progressi sono importanti non solo per Stati Uniti e Cina, ma anche per il resto del mondo, in particolare per le economie più vulnerabili”, ha affermato Okonjo-Iweala.
Prospettive e incognite
Nonostante l’ottimismo, gli analisti invitano alla cautela. “È molto incoraggiante, ma il diavolo è nei dettagli”, ha dichiarato Wendy Cutler, vicepresidente dell’Asia Society Policy Institute (ASPI), in un’intervista all’AFP. I negoziati, durati oltre 15 ore, sono stati descritti come intensi e complessi, segno della difficoltà di trovare un terreno comune. Gli investitori, pur sollevati, rimangono prudenti, consapevoli che la tregua di 90 giorni è temporanea e che ulteriori dettagli saranno fondamentali per valutare la solidità dell’accordo.


