Il mercato crypto cambia volto: boom delle stablecoin

La quota di mercato delle stablecoin supera per la prima volta il 10%: un segnale strutturale che cambia gli equilibri dell’intero ecosistema crypto.

Cosa succede quando gli investitori iniziano a considerare la stabilità più importante della speculazione?

Nel mondo delle criptovalute, la risposta arriva dai numeri. All’inizio del 2026, per la prima volta nella storia, le stablecoin hanno superato la soglia simbolica del 10% della capitalizzazione complessiva del mercato crypto.

Un dato che non è solo statistico, ma che racconta un cambiamento profondo nel modo in cui il capitale si muove all’interno dell’ecosistema digitale. In un settore tradizionalmente dominato da Bitcoin e dalle principali altcoin, le stablecoin stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, diventando un pilastro della liquidità globale.

Secondo i dati diffusi da TechGaged.com, la quota di mercato delle stablecoin ha raggiunto il 10,19%, il livello più alto mai registrato. Un traguardo che arriva a soli tre mesi dal superamento, per la prima volta, della soglia dei 300 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva.

Per anni, la quota delle stablecoin si era mossa in una fascia relativamente stabile, oscillando tra il 7% e il 9,8%, anche durante le fasi di forte crescita del mercato. Quel tetto, però, è stato infranto nei primi giorni del 2026.

Il dato fotografa un ecosistema in evoluzione, dove la funzione delle stablecoin va ben oltre quella di semplice “parcheggio” temporaneo del capitale.

Una crescita rapida: quota di mercato quasi raddoppiata in pochi mesi

Fin dagli albori del mercato crypto, le stablecoin sono state utilizzate come rifugio contro la volatilità. In momenti di forte oscillazione dei prezzi, permettevano ai trader di restare all’interno dell’ecosistema senza esporsi ai rischi tipici di Bitcoin o delle altcoin.

Con il tempo, però, il loro ruolo si è ampliato.
Le stablecoin sono diventate uno strumento chiave per:

  • il trading ad alta frequenza;
  • la gestione della liquidità;
  • i pagamenti on-chain;
  • le applicazioni di finanza decentralizzata.

Nonostante questa centralità crescente, fino a poco tempo fa la loro quota di mercato non sembrava riflettere pienamente questa evoluzione. La ragione era semplice: mentre le stablecoin crescevano, cresceva anche l’intero mercato crypto, trainato soprattutto da Bitcoin e dalle principali altcoin.

Questo equilibrio ha iniziato a rompersi a partire dalla metà del 2025.

Il punto di svolta: la crisi di mercato e il cambio di strategia degli investitori

Secondo i dati di CoinGecko, nel primo trimestre del 2025, durante una fase di forte ribasso dei prezzi delle criptovalute, la quota di mercato delle stablecoin è balzata dal 5,35% a oltre l’8%.

In una fase successiva, con il ritorno dell’ottimismo e la corsa verso asset più rischiosi, la percentuale era temporaneamente scesa al 6,32%, segno che molti investitori stavano cercando rendimenti più elevati.

Ma nella seconda metà del 2025 il trend ha cambiato direzione in modo deciso.

Più cautela, regole più chiare e nuovi capitali

A sostenere la nuova crescita delle stablecoin è stata una combinazione di fattori economici e regolatori:

  • un clima di maggiore prudenza nel mercato crypto;
  • una diffusa propensione al “risk-off” da parte degli investitori;
  • una maggiore chiarezza normativa, in particolare negli Stati Uniti;
  • l’introduzione di nuove regole sulle riserve delle stablecoin.

Questi elementi hanno aumentato la fiducia degli operatori e attratto nuovi capitali nel settore, anche mentre i prezzi delle criptovalute tradizionali scendevano.

Nonostante un forte calo della capitalizzazione complessiva del mercato crypto nel quarto trimestre del 2025, le stablecoin sono riuscite a mantenersi sopra i 300 miliardi di dollari per tre mesi consecutivi.

I numeri del record: dicembre e gennaio da manuale

 Il quarto trimestre del 2025 è stato determinante.
Tra ottobre e dicembre, la capitalizzazione totale del mercato crypto è diminuita di quasi 400 miliardi di dollari. Parallelamente, l’afflusso di nuovi capitali nelle stablecoin è proseguito senza rallentamenti.

A fine novembre, con una capitalizzazione combinata di 312 miliardi di dollari, in crescita del 5,7% in un solo mese, le stablecoin hanno raggiunto una quota di mercato del 9,24%.

A fine dicembre, la percentuale è salita al 9,64%, il valore più alto degli ultimi quattro anni.

Ma il vero record è arrivato all’inizio di gennaio.

Il 10 gennaio, con una capitalizzazione delle stablecoin pari a 316 miliardi di dollari e un mercato crypto complessivo di 3,1 trilioni di dollari, la quota ha toccato il 10,19%.

Un traguardo storico per l’ecosistema crypto

È vero: nel mondo delle criptovalute i numeri possono cambiare in poche ore. Al momento della stesura, la quota delle stablecoin è già tornata intorno al 9,8%.

Ma il superamento della soglia del 10% resta un traguardo storico.

L’ultima volta che le stablecoin avevano sfiorato livelli simili risaliva all’ottobre 2023, quando la quota era poco sopra il 10%. Oggi, però, il contesto è completamente diverso: più capitali, più utilizzi, più integrazione con il sistema finanziario digitale.

Come ha spiegato Jastra Kranjec, Research Analyst di TechGaged.com:

“Superare la soglia del 10% della quota di mercato è più di un traguardo simbolico per le stablecoin. Riflette un cambiamento strutturale nel modo in cui il capitale si muove all’interno dell’ecosistema crypto. Le stablecoin non sono più solo un asset di parcheggio temporaneo durante la volatilità: stanno diventando sempre più il livello centrale di liquidità che sostiene trading, pagamenti e attività finanziarie on-chain, soprattutto nei periodi di elevata avversione al rischio”.

Tether, USDC ed Ethena: chi guida la crescita

L’afflusso di capitali diventa ancora più evidente analizzando i principali protagonisti del settore, sulla base dei dati di CoinMarketCap.

Tether resta il leader indiscusso.
Da solo, oggi rappresenta il 5,76% dell’intera capitalizzazione del mercato crypto, in crescita rispetto al 3,97% di gennaio dell’anno precedente.

Segue USDC, la seconda stablecoin per dimensioni, che ha aumentato la propria quota dall’1,55% al 2,31% in un solo anno.

Ma il caso più sorprendente è quello di Ethena Labs.

USDe: la stablecoin che cresce 19 volte in un anno

Pur restando molto più piccola rispetto a Tether e USDC, la stablecoin sintetica USDe, ancorata al dollaro, ha registrato una crescita senza precedenti.

In appena dodici mesi, la sua quota di mercato è aumentata di 19 volte, arrivando a rappresentare circa lo 0,2% dell’intero mercato crypto.

Un dato che segnala come il settore non stia crescendo solo in dimensioni, ma anche in diversificazione dei modelli e delle soluzioni.

Perché questo record conta davvero

Il superamento del 10% non è solo una soglia psicologica.
Indica che le stablecoin stanno diventando l’infrastruttura portante dell’economia crypto, soprattutto nei momenti di incertezza.

In un mercato sempre più regolamentato, interconnesso e sensibile al rischio, la stabilità non è più un compromesso, ma un valore centrale.

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