Un post con nove percentuali ha superato le 840mila visualizzazioni in poche ore. Lo ha pubblicato Jon Erlichman, fondatore di Ticker Take. Elenca la crescita attesa dei ricavi nei prossimi cinque anni per nove società tecnologiche, sulla base delle stime medie degli analisti. In testa c’è SpaceX con un più 2.090 per cento. Poche ore dopo è arrivata la risposta di Elon Musk, che considera quelle stime troppo basse per due delle società in classifica. Entrambe sono sue.
Le nove percentuali che circolano sui mercati
La graduatoria pubblicata da Erlichman mette in fila società quotate e una appena approdata al Nasdaq. Le percentuali indicano la crescita attesa del fatturato, non del titolo.
| Società | Crescita attesa dei ricavi a 5 anni |
|---|---|
| SpaceX | +2.090% |
| Nvidia | +288% |
| Samsung | +244% |
| Alphabet | +140% |
| Microsoft | +136% |
| Meta | +133% |
| Tesla | +119% |
| Amazon | +81% |
| Apple | +54% |
Nota redazionale: i valori riproducono il post del 20 agosto 2026, che indica come base le stime medie degli analisti senza specificare l’anno di partenza né il provider dei dati. Le stime di consenso vengono riviste a ogni trimestrale.
Il divario tra il primo e l’ultimo posto è enorme. SpaceX viaggia su un ordine di grandezza diverso da tutti gli altri. Apple chiude la lista con una crescita attesa che in cinque anni non arriva a due terzi del fatturato attuale.
Cosa significa davvero un più 2.090 per cento
La percentuale da sola dice poco. Tradotta in dollari dice molto di più.
SpaceX ha chiuso il 2025 con ricavi per 18,67 miliardi di dollari. Una crescita del 2.090 per cento porterebbe il fatturato intorno ai 409 miliardi di dollari. Sarebbe un fatturato superiore a quello di quasi tutte le società quotate al mondo oggi.
Il numero non nasce dal nulla. Goldman Sachs ha stimato ricavi SpaceX oltre i 470 miliardi di dollari nel 2030. Morgan Stanley si è fermata intorno ai 330 miliardi. FactSet colloca il fatturato 2029 vicino ai 207 miliardi. La media degli analisti citata da Erlichman si posiziona dentro questa forbice, più vicina alla stima di Goldman che a quella di FactSet.
La risposta di Musk e il conflitto di interessi
Musk ha replicato al post di Erlichman. Le sue parole originali in inglese sono queste: “I know this sounds crazy right now, but I think both SpaceX and Tesla will exceed these estimates”. Ovvero: “So che ora questo suona folle, ma penso che sia SpaceX che Tesla supereranno queste stime”.
Qui l’investitore deve fermarsi su un dettaglio. Musk è amministratore delegato di entrambe le società di cui sostiene che le stime siano troppo prudenti. SpaceX è quotata al Nasdaq dal 12 giugno 2026 con il ticker SPCX. Non è un commentatore esterno che esprime una previsione: è il vertice di un emittente quotato che si esprime pubblicamente sulle prospettive di fatturato della propria società.
Non è la prima volta che Musk si muove su questo terreno. Le sue dichiarazioni su X hanno già dato origine in passato a frizioni con le autorità di vigilanza statunitensi su informazioni ritenute rilevanti per il mercato.
Il precedente: target interni contro consenso degli analisti
La distanza tra le previsioni di Musk e quelle degli analisti non è una novità di questi giorni.
Nella prima trimestrale da società quotata, il 4 agosto, Musk ha dichiarato che le proiezioni interne per raggiungere mille miliardi di dollari di ricavi sono state anticipate dal 2031 al 2030. Ha aggiunto che esiste una probabilità non nulla che il traguardo arrivi nel 2029.
Il consenso degli analisti si colloca su valori inferiori alla metà. La differenza tra le due letture non è una sfumatura: sono due scenari industriali diversi.
I numeri su cui poggia la stima più alta
I conti del secondo trimestre 2026 spiegano da dove nasce l’entusiasmo e da dove nasce la cautela.
I ricavi sono saliti a 7,8 miliardi di dollari, in crescita del 92 per cento su base annua, oltre il consenso fermo a 6,8 miliardi. La perdita netta si è attestata a 541 milioni, dopo i 4,3 miliardi bruciati nel primo trimestre.
Il titolo ha reagito male. Le azioni hanno perso oltre l’8 per cento nelle contrattazioni serali, per via degli investimenti sulla divisione intelligenza artificiale. Dal debutto a 150 dollari il titolo ha ceduto circa il 16 per cento.
Cosa guardare nei prossimi trimestri
Per capire quale delle due letture regge servono pochi indicatori.
Il primo è il ritmo di crescita di Starlink, che resta la fonte principale di ricavi e l’unica in utile. Il secondo è la spesa per la divisione AI, che finora ha assorbito più cassa di quanta ne generi. Il terzo è il passaggio dal fatturato annualizzato al fatturato effettivo: sono due misure diverse e Musk stesso ha tenuto a distinguerle in sede di trimestrale.
Il quarto indicatore riguarda le altre otto società della lista. Le loro percentuali derivano dal consenso e vengono riviste ogni trimestre. Una classifica di questo tipo fotografa le aspettative di un momento preciso, non un percorso garantito.
Il limite di ogni classifica di consenso
Il post di Erlichman non indica l’anno base del calcolo né la fonte specifica delle stime. In post analoghi pubblicati nei mesi scorsi il commentatore ha citato le medie degli analisti raccolte da Bloomberg.
Per l’investitore la distinzione conta. Le stime di consenso sono una media di previsioni individuali che possono divergere in modo notevole tra loro, come mostra proprio il caso SpaceX, dove tra la valutazione di Goldman Sachs e quella di FactSet ballano centinaia di miliardi di dollari.
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Le stime di consenso citate sono previsioni soggette a revisione e non garantiscono risultati futuri.


