Apple sta affrontando una crisi silenziosa. L’atteso aggiornamento di Siri con le funzionalità di Apple Intelligence, promesso per aprile 2025 con iOS 18.4, subisce un rinvio al 2026, forse 2027. Problemi di qualità, tensioni interne e critiche dai fan segnano un momento difficile per il colosso di Cupertino, che rischia di perdere terreno nella corsa all’intelligenza artificiale.
Un annuncio che scuote Cupertino
Apple ha sganciato la bomba la scorsa settimana: le nuove funzionalità di Siri, integrate con ChatGPT per renderla più smart e personale, non arriveranno prima del 2026, con un possibile slittamento al 2027. L’azienda aveva inizialmente puntato su aprile 2025, in concomitanza con il rilascio di iOS 18.4, ma i piani sono saltati. Il motivo? “Gli aggiornamenti richiedono più tempo del previsto”, recita una dichiarazione ufficiale. Fonti interne, riportate da Bloomberg, rivelano che il sistema funziona solo all’80% delle volte, un livello ritenuto insufficiente per il debutto pubblico.
Tensioni interne: il mea culpa di Robby Walker
Robby Walker, direttore della divisione Siri, non ha nascosto il disagio durante un recente meeting interno con il team. “È una situazione brutta”, ha ammesso, secondo una registrazione trapelata. Walker ha riconosciuto lo sconforto dei dipendenti: “Molti di voi si sentono arrabbiati e imbarazzati quando amici e familiari chiedono cosa sia successo. Non è un bel momento”. Ha lodato il lavoro “incredibilmente impressionante” del team, ma ha chiarito che le funzionalità non sono pronte. “Puntiamo a iOS 19 quest’anno, ma questo non significa che le rilasceremo allora”, ha aggiunto, lasciando aperte tutte le possibilità.
Fan furiosi: accuse di false promesse
La reazione dei fan non si è fatta attendere. Sui social e nei forum, gli utenti accusano Apple di “promesse non mantenute” e “pubblicità ingannevole”. “Ci avevano detto che Siri sarebbe diventata rivoluzionaria nel 2025, e ora ci ritroviamo con mediocrità e scuse”, scrive un utente su X. Molti temono che questo ritardo lasci Apple indietro rispetto a rivali come Google e Samsung, che già integrano l’intelligenza artificiale nei loro dispositivi. La delusione è palpabile: il marchio, sinonimo di innovazione, sembra arrancare in un settore cruciale.
Marketing vs realtà: un corto circuito interno
Il meeting ha messo a nudo frizioni tra la divisione Siri e il team di marketing. Lo scorso anno, Apple ha lanciato campagne pubblicitarie promettendo un assistente capace di comprendere il contesto personale e agire in base al contenuto sullo schermo. “Quelle funzionalità non erano nemmeno vicine al completamento”, ha confessato Walker. La pressione sul team è cresciuta dopo le anteprime al WWDC 2024, alimentando aspettative irrealistiche. Ora, Apple corre ai ripari: un spot per l’iPhone 16 è stato ritirato e il sito ufficiale aggiunge disclaimer che rimandano le novità a una data “da definire”.
Qualità al di sotto degli standard Apple
Il rinvio non è solo una questione di tempi. Mark Gurman di Bloomberg svela che i problemi di qualità pesano: le nuove funzioni falliscono fino a un terzo delle volte. “Non possiamo permetterci di lanciare un prodotto che non funziona perfettamente”, ha sottolineato Walker. “I nostri competitor potrebbero aver rilasciato sistemi in queste condizioni o peggiori, ma noi no”. L’obiettivo resta alto: offrire un’esperienza utente impeccabile, anche a costo di aspettare anni.
Un’azienda divisa tra priorità
Walker ha lasciato intendere che il ritardo di Siri dipende anche da altre urgenze. “Abbiamo impegni con altri progetti in Apple”, ha detto. “Comprendiamo che alcuni di questi hanno scadenze più pressanti rispetto alle funzionalità rinviate”. Quali siano questi progetti resta un mistero, ma il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale non è l’unica stella polare di Cupertino.
Siri oltre le aspettative: cosa manca davvero
“Gli utenti non si aspettano solo queste novità, ma anche una Siri più completa”, ha dichiarato Walker. Il redesign estetico, con animazioni più accattivanti, è già realtà, ma non basta. Le funzionalità promesse — dalla comprensione profonda del contesto alla gestione avanzata delle richieste — devono elevare l’assistente a un livello mai visto. Apple punta a colmare il gap con competitor come Alexa e Google Assistant, ma il tempo gioca contro. Ogni mese di ritardo accresce il rischio di perdere fiducia e quote di mercato.
Un futuro incerto per Apple Intelligence
Il destino di Apple Intelligence resta nebuloso. L’azienda non precisa quando le novità vedranno la luce, e il meeting interno non offre certezze. “Le rilasceremo non appena saranno pronte”, ha promesso Walker. Intanto, il silenzio ufficiale alimenta speculazioni. Per un’azienda che ha costruito la sua fortuna su lanci impeccabili, questo passo falso rappresenta una sfida inedita. Riuscirà Apple a riscattarsi e a trasformare Siri nel simbolo della sua rinascita nell’AI?
Fonte: The Verge.


