Simon Hunt rilancia Campari: lo Spritz come alternativa alla birra negli States

Campari Aperol Spritz
Simon Hunt, CEO di Campari, spinge l’Aperol Spritz negli Stati Uniti con eventi, bar pop-up e versioni pronte, puntando a conquistare consumatori “che aspirano a essere italiani” e rilanciare il fatturato dopo il calo azionario del 40%.

Simon Hunt, nuovo CEO Campari dal gennaio 2025, sta spingendo l’Aperol Spritz come alternativa alla birra negli USA per rilanciare le vendite del gruppo, le cui azioni sono calate del 40% negli ultimi due anni. L’obiettivo è renderlo un’icona in Texas come a Milano o Berlino, sfruttando una domanda globale per il prodotto che rappresenta circa un quarto del fatturato di Campari.

Campari alla ricerca di consumatori “che aspirano a essere italiani”

L’espansione parte da 11 grandi città che coprono il 65% del consumo attuale di Aperol negli Stati Uniti, tra cui New York, Los Angeles, Miami, Chicago, Austin, Denver, San Francisco, Boston, Jersey City, Phoenix e Las Vegas. Gli stati chiave sono California, New York, Texas e Florida, dove l’azienda cerca consumatori “che aspirano a essere italiani”, identificandoli stato per stato e città per città. Secondo l’analista Barclays Laurence Whyatt, estendersi alle successive 10 città potrebbe far crescere le vendite del 12% in cinque anni.

Come si sta muovendo Campari in Usa

Campari aumenta la visibilità con eventi pubblici: bartender che servono Spritz nei siti turistici di New York, piazze brandizzate al Coachella e bar all’US Open di tennis. Novità includono versioni pre-miscelate, come una alla spina servita in nove secondi, per competere con la birra premium e conquistare l’1,5% del suo mercato globale. Hunt ha rivelato questa visione nel podcast Bloomberg “Quello Che i Soldi Non Dicono”, notando che metà degli americani non conosce ancora l’Aperol Spritz.

Una sfida non poco impegnativa: ecco perché 

Campari affronta diverse difficoltà nell’espandere l’Aperol Spritz nel mercato della birra USA, dominato proprio dalla birra che assorbe il 38% delle preferenze alcoliche in un settore da 116,8 miliardi di dollari, mentre lo Spritz resta poco noto a metà degli americani. La quota di mercato di Campari negli USA ha subito un calo nel 2024 e nei primi nove mesi del 2025 (-4%), aggravato dai dazi USA-Cina sulle importazioni di birra e da un contesto di consumi alcolici in flessione.

La birra premium rappresenta il 15% del mercato globale che Campari mira a intaccare (l’1,5% per raddoppiare le vendite di Aperol), ma concorrenti come Rémy Cointreau stanno invadendo il segmento Spritz con prodotti simili. La birra resta la bevanda più popolare e radicata culturalmente negli States.

Infine, la bassa awareness del brand in Usa richiede investimenti massicci in marketing ed eventi.

Il calo azionario subito da Campari e la necessità di cedere 30 marchi per razionalizzare complicano il rilancio.

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