Tre episodi criminali in meno di novanta giorni, un’escalation che adesso spinge lo Stato ad alzare il livello di protezione. Dopo il terzo grave atto intimidatorio subito nel giro di meno di tre mesi, all’imprenditore palermitano Tommaso Dragotto, fondatore e presidente di Sicily by Car, è stata assegnata ufficialmente la scorta.
La decisione è arrivata al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura a Palermo, dopo l’ennesimo episodio che ha colpito l’azienda simbolo del settore autonoleggio nata in Sicilia e diventata una realtà di riferimento nazionale.
L’ultimo attacco: incendio doloso nel parcheggio aziendale
L’episodio più recente risale a due giorni fa.
Un incendio di origine dolosa ha preso di mira il parcheggio della società situato in via San Lorenzo, a Palermo.
Il rogo ha provocato danni ingenti.
Il bilancio parla di undici mezzi danneggiati, nello specifico:
- nove automobili
- due furgoni
Un attacco che rappresenta il terzo episodio criminale diretto contro la società nel giro di poche settimane.
Dragotto rompe il silenzio: “La paura non può e non deve prevalere”
Dopo quanto accaduto, Tommaso Dragotto ha scelto di affidare a LinkedIn il primo messaggio pubblico dopo l’assegnazione del dispositivo di protezione.
L’imprenditore ha lanciato un messaggio netto: “La paura non può e non deve prevalere. Nessun atto delinquenziale riuscirà a piegare la determinazione di chi crede nel rispetto delle regole, nella libertà e nella dignità del lavoro”.
Parole che rappresentano una presa di posizione precisa dopo settimane di fortissima tensione.
Poche ore dopo Dragotto ha anche voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che gli hanno manifestato solidarietà: “Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alle migliaia di persone che, in queste ore difficili, mi hanno espresso vicinanza, affetto e solidarietà”.
Nel messaggio ha poi aggiunto: “Il vostro sostegno rappresenta una forza preziosa e un segnale importante di fiducia nei valori della legalità e della convivenza civile”.
Non è il primo episodio: tre attacchi in meno di tre mesi
Quello registrato nelle ultime ore non rappresenta un fatto isolato.
Si tratta infatti del terzo grave episodio intimidatorio subito da Sicily by Car nel giro di meno di novanta giorni.
Il primo episodio risale al 21 marzo.
In quell’occasione il deposito aziendale venne colpito da diversi colpi d’arma da fuoco.
Secondo quanto ricostruito furono esplosi diversi colpi di Kalashnikov contro l’ingresso della struttura.
Un secondo attentato è stato registrato invece il 27 maggio.
Questa volta nel mirino era finito il nuovo spazio espositivo inaugurato pochi giorni prima a Villagrazia di Carini.
Le conseguenze furono devastanti.
All’interno della struttura andarono distrutte circa venti automobili parcheggiate.
Una sequenza ravvicinata che ha fatto crescere fortemente la preoccupazione attorno alla vicenda.
“Si tratta di delinquenti”
Subito dopo l’ultimo incendio Dragotto aveva commentato con parole estremamente dure: “Non ho nulla da commentare su quanto successo, se non che si tratta di delinquenti”.
L’imprenditore aveva poi aggiunto un altro passaggio che evidenzia come al momento resti ancora ignota la matrice precisa degli attentati: “Non sappiamo quale sarebbe il loro obiettivo”.
Infine: “Se lo sapessi l’avrei già detto”.
Non colpita soltanto un’azienda: danno all’intera Sicilia
Nel messaggio pubblicato dopo l’assegnazione della scorta, Dragotto ha sottolineato come questi episodi non colpiscano soltanto le singole vittime dirette.
Secondo l’imprenditore, queste azioni producono conseguenze molto più ampie.
Ha infatti spiegato che tali atti criminali: “Non colpiscono soltanto le singole vittime”. Ma danneggiano anche: “I piccoli imprenditori che ogni giorno affrontano sacrifici per creare lavoro e sviluppo”.
E producono inoltre: “Un grave danno all’immagine e al futuro della Sicilia e, in particolare, di Palermo”.
Anche il mondo automotive si schiera al fianco di Sicily by Car
Nelle ultime ore è arrivata solidarietà anche da importanti figure del settore automobilistico internazionale.
Tra i primi a intervenire pubblicamente c’è stato Alfredo Altavilla, special advisor europeo di BYD.
Attraverso LinkedIn ha voluto esprimere vicinanza personale a Dragotto.
Altavilla ha scritto: “Colpire un imprenditore, la sua azienda e il lavoro di tante persone significa colpire un pezzo importante dell’economia reale, della reputazione e del futuro della Sicilia”.
Poi ha aggiunto: “Le intimidazioni non possono trovare spazio in un Paese civile”.
E ancora: “Chi crea lavoro, investe e contribuisce allo sviluppo del territorio deve poterlo fare libero da paura e condizionamenti”.
L’intera vicenda continua ad alimentare forte attenzione in Sicilia, dove il ripetersi ravvicinato di tre attacchi contro una delle realtà imprenditoriali più conosciute dell’isola apre interrogativi profondi sul rapporto tra sicurezza, impresa e sviluppo economico.


