La Commissione Europea ha intensificato il controllo sulle piattaforme di e-commerce internazionali, inviando una richiesta formale di informazioni a Shein, gigante cinese di moda online, nell’ambito delle nuove normative previste dal Digital Services Act (DSA).
Questo sviluppo, che ha scosso l’ambiente digitale europeo, arriva a pochi giorni dall’introduzione di nuove misure da parte dell’Unione Europea per regolare le importazioni di prodotti a basso valore venduti tramite rivenditori online, un settore che vede oltre il 90% dei prodotti provenienti dalla Cina.
L’obiettivo della Commissione è semplice ma cruciale: garantire che i consumatori dell’Unione Europea possano fare acquisti online in totale sicurezza e tranquillità, senza incorrere in rischi legati a contenuti illegali, prodotti non sicuri, o pratiche commerciali ingannevoli.
Shein sotto la lente: le richieste della Commissione Europea
La richiesta inviata a Shein da Bruxelles riguarda principalmente misure di trasparenza, protezione dei consumatori e sicurezza dei dati. La Commissione ha chiesto alla piattaforma cinese di fornire documenti e dettagli su vari aspetti critici:
- I rischi legati ai contenuti illegali presenti sulla piattaforma, inclusi prodotti contraffatti o dannosi per la salute;
- La trasparenza dei sistemi di raccomandazione, utilizzati da Shein per suggerire i prodotti agli utenti;
- L’accesso ai dati da parte di ricercatori qualificati, al fine di garantire che la piattaforma operi in modo conforme alle normative europee.
Inoltre, la Commissione ha chiesto informazioni specifiche sulle misure adottate per mitigare i rischi per la protezione dei consumatori, la salute pubblica e il benessere degli utenti. Non mancano richieste relative alla protezione dei dati personali degli utenti, un tema sempre più centrale nella discussione digitale globale.
Le scadenze e le conseguenze per Shein
Shein dovrà rispondere entro il 27 febbraio 2025 a tutte le richieste della Commissione Europea. In base alle risposte ricevute, l’esecutivo europeo deciderà se avviare un procedimento formale per violazione del DSA, con possibili conseguenze gravi: multe fino al 6% del fatturato annuo globale della piattaforma.
La risposta di Shein
Shein ha prontamente risposto alla Commissione, confermando di aver ricevuto la richiesta di informazioni e dichiarando di essere al lavoro per rispondere tempestivamente e in maniera trasparente. In un comunicato ufficiale, un portavoce della piattaforma ha ribadito che l’azienda condivide l’obiettivo della Commissione di garantire un ambiente di acquisto sicuro e regolato per i consumatori europei.
“Siamo impegnati a garantire la sicurezza dei nostri prodotti e a rispettare pienamente tutte le normative in vigore”, ha dichiarato il portavoce. La piattaforma, che nel 2024 ha condotto oltre due milioni di test sulla sicurezza dei prodotti, ha anche annunciato l’intenzione di investire oltre 15 milioni di dollari per rafforzare i protocolli di test e la conformità alle normative di sicurezza.
Le misure precedenti
Questa richiesta di informazioni non è la prima volta che l’Unione Europea interroga SHEIN sulla conformità alle normative. Già il 28 giugno 2024, l’esecutivo europeo aveva inviato una precedente richiesta riguardante l’adozione di misure specifiche per conformarsi agli obblighi del DSA. Tra le richieste avanzate vi erano la necessità di meccanismi di segnalazione e azione per i prodotti illegali, l’uso di dark patterns (tecniche ingannevoli per orientare il comportamento degli utenti), la protezione dei minori, e la tracciabilità dei venditori.
Oltre all’indagine sui rischi per i consumatori, un’altra inchiesta parallela è in corso da parte della Rete di cooperazione per la protezione dei consumatori (CPC), coordinata dalle autorità nazionali competenti, per verificare il rispetto delle normative europee sulla protezione dei consumatori.
Le proposte della Commissione
Parallelamente alla richiesta a Shein, l’Unione Europea sta introducendo nuove normative per regolare le importazioni di prodotti a basso valore provenienti dall’estero, un mercato che sta crescendo rapidamente grazie alle piattaforme digitali. Una delle principali modifiche riguarda l’abbandono dell’esenzione dai dazi per i prodotti sotto i 150 euro, una misura che, se approvata, avrà un impatto significativo sulle vendite transfrontaliere da piattaforme come Shein.
L’obiettivo è combattere il fenomeno della “concorrenza sleale”, evitando che i prodotti importati dalla Cina, spesso a basso costo e senza controlli di sicurezza adeguati, possano mettere in difficoltà le imprese europee e danneggiare la sicurezza dei consumatori.


