Settembre 2025 sarà un mese molto intenso per i contribuenti italiani, con ben 165 scadenze fiscali da rispettare. Le scadenze riguarderanno principalmente adempimenti su dichiarazioni dei redditi, IRAP, ravvedimenti su IVA e IMU, liquidazioni IVA mensili, modello 730, Esterometro, versamenti di ritenute, accise, Tobin Tax, Intrastat, e comunicazioni IVA. A metà mese si segnala la scadenza per la presentazione del modello 730 e dell’Esterometro, mentre la parte finale del mese sarà ricca di versamenti fiscali e invii telematici.
Quando si paga
Il calendario fiscale di settembre 2025 include scadenze distribuite in modo ordinato dal 1°, 16°, 25° e 30° del mese, e riguarda sia imprese che professionisti, con indicazione precisa dei codici tributo e modalità di versamento. Questo mese è particolarmente impegnativo per organizzare i pagamenti e rispettare tutte le scadenze fiscali italiane.
Come organizzare le scadenze fiscali
Questa complessità rende necessario per i contribuenti pianificare con attenzione i propri adempimenti fiscali per evitare sanzioni e ritardi.
Per organizzare efficacemente le 165 scadenze fiscali di settembre 2025 e evitare errori o doppioni, è importante seguire alcune strategie chiave:
Pianificazione e calendario dettagliato
– Creare un calendario fiscale personalizzato con tutte le scadenze elencate per data precisa, includendo l’adempimento specifico, l’ente destinatario e il tipo di pagamento o comunicazione.
– Usare strumenti digitali come calendari elettronici (Google Calendar, Outlook) con promemoria e notifiche ripetute per anticipare le scadenze.
Segmentazione degli adempimenti
– Suddividere i 165 impegni in categorie omogenee: ad esempio, scadenze su IVA, tasse sui redditi, contributi, comunicazioni telematiche, ecc.
– Assegnare priorità in base alla data di scadenza e all’impatto economico o legale (urgenti, importanti, monitorare con attenzione).
Uso di software gestionali fiscali
– Affidarsi a software di gestione fiscale professionali che integrino scadenze, calcoli, versamenti e invii telematici, così da ridurre errori umani.
– Questi programmi spesso propongono alert, controllo doppi adempimenti e report per monitorare lo stato complessivo.
Coordinamento con il commercialista o consulente
– Mantenere stretti contatti con il proprio commercialista per verifiche incrociate e aggiornamenti su eventuali novità normative che possano modificare scadenze o modalità.
– Far gestire direttamente a loro la supervisione o l’adempimento di scadenze complesse.
Creazione di check-list e report
– Stilare check-list giornaliere o settimanali durante il mese di settembre e aggiornare continuamente lo status delle scadenze.
– Fare report periodici di controllo per verificare cosa è stato completato e cosa resta da fare, evitando duplicazioni.
Seguendo queste strategie, si riduce significativamente il rischio di errori o di pagamenti doppi e si mantiene una gestione ordinata e trasparente di tutte le scadenze fiscali.
Quali sanzioni si rischiano
Saltare una scadenza fiscale a settembre può comportare diverse sanzioni dipendenti dal tipo di obbligo fiscale e dal ritardo accumulato. Le principali sanzioni previste includono:
– Sanzione per omesso o ritardato versamento: si applica anche dopo un solo giorno di ritardo e consiste in una multa che parte da una percentuale sull’importo dovuto, con sanzioni che possono salire fino al 25%. Sono inoltre previsti interessi legali sul debito fiscale non pagato.
– Sanzioni per dichiarazioni tardive o omesse: se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione può essere molto ridotta (ad esempio, 25 euro), ma oltre questo termine la dichiarazione è considerata omessa con sanzioni più pesanti, che possono arrivare anche al 240% delle imposte non versate in caso di omissioni pluriennali gravi.
– Nuove agevolazioni per partite IVA: dal settembre precedente, alcune sanzioni sono state ridotte, ad esempio la multa per mancati pagamenti è passata dal 30% al 25% dell’importo dovuto.
– Ritardi nei pagamenti con modello F24: il mancato pagamento genera una sanzione di base al 3% del dovuto, che aumenta con il passare del tempo, oltre agli interessi di mora.
In generale, il mancato rispetto delle scadenze fiscali può anche portare a procedure di riscossione forzata, perdita di detrazioni, maggiori controlli fiscali e possibili ripercussioni sulla reputazione fiscale del contribuente. È comunque possibile ridurre le sanzioni con il cosiddetto “ravvedimento operoso”, pagando entro certi termini aggiuntivi ma prima di eventuali contestazioni ufficiali.Per evitare sanzioni più severe, è importante agire tempestivamente e, in caso di difficoltà, valutare la richiesta di proroghe o accordi con l’Agenzia delle Entrate.


