La Madonna del Soccorso e il corallo di Sciacca unico al mondo: quando la tradizione diventa identità collettiva

A Sciacca fede, mare e tradizione si intrecciano da secoli: la devozione per la Madonna del Soccorso e il celebre corallo locale raccontano l’identità profonda della comunità saccense.

Le tradizioni popolari custodiscono l’anima di una comunità. Nel mondo attuale, che corre veloce, rituali, gesti e racconti di un tempo passato diventano punti fermi: ricordano chi siamo, da dove veniamo e quali valori ci contraddistinguono.

Mantenere vive le tradizioni permette di dare radici robuste al presente. Sono il filo che unisce le generazioni, rafforza l’identità collettiva e consente a ogni comunità di riconoscersi e ritrovarsi.

Nei giorni scorsi Sciacca, località affacciata sul mare, in provincia di Agrigento, ha rinnovato, per la quattrocentesima volta, il solenne voto di ringraziamento a Maria Santissima del Soccorso, patrona della città, i cui festeggiamenti si sono conclusi il 2 febbraio.

La processione con migliaia di fedeli

Una processione molto partecipata e suggestiva ha attraversato il centro storico, richiamando migliaia di fedeli provenienti da Sciacca, dai comuni limitrofi e numerosi emigrati rientrati dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, per prendere parte a uno degli appuntamenti più significativi della comunità saccense.

Oltre cento pescatori a piedi calzi, come da tradizione, hanno sfilato per le vie cittadine portando a spalla la statua in marmo bianco di Carrara di Maria Santissima del Soccorso, opera degli scultori Giuliano Mancino e Bartolomeo Birrittaro, giunta a Sciacca via mare nel 1503. 

Un gesto che si rinnova da secoli e che affonda le sue radici nel voto del 2 febbraio 1626, quando la città, duramente colpita dalla peste, si affidò alla protezione della Vergine chiedendo la liberazione dalla terribile malattia.

Il press day alla scoperta dei simboli identitari di Sciacca: il corallo

Il 2 febbraio Sciacca ha anche ospitato un interessante press day, in occasione del quale sono arrivati in città numerosi giornalisti siciliani di diverse testate che hanno avuto modo di scoprire i simboli identitari della comunità, a partire dal corallo.

Sciacca, infatti, è storicamente legata al commercio del corallo grazie ai “Banchi di Sciacca”, ricchi giacimenti sub-fossili scoperti al largo delle sue coste nell’Ottocento.

Il corallo di Sciacca, unico al mondo, originato da processi vulcanici legati all’emersione dell’Isola Ferdinandea, ha colore arancio-rosa ed è ecosostenibile al 100% perché non viene staccato dai banchi manualmente, bensì pescato quando si stacca naturalmente, ed è quindi già morto.

E l’Isola Ferdinandea?

Considerata da alcuni, a torto, una suggestione, l’Isola Ferdinandea esiste davvero: è un isolotto vulcanico emerso nel Canale di Sicilia nel luglio 1831, a circa 30 miglia da Sciacca.

L’emersione fu preceduta da forti scosse sismiche verificatesi nel mese di giugno dello stesso anno (avvertite fino a Palermo).

Dalle testimonianze dell’epoca sappiamo che l’isola emerse con “acque bollenti” e colonne di fumo; raggiunse 65 m di altezza, 300 m di diametro e 1 km di circonferenza. Generò non poche tensioni internazionali: fu subito rivendicata come Isola Ferdinandea da Ferdinando II di Borbone, Julia dai francesi e Graham dagli inglesi.

La disputa durò pochi mesi: l’isola sprofondò completamente l’8 dicembre 1831, ritornando invisibile. Oggi si trova a 9 metri sotto il livello del mare: è pertanto un cono sommerso attivo.

L’isola nacque da un’eruzione sottomarina basaltico-sodica. I fenomeni vulcanici crearono un microclima che formò i banchi di corallo sub-fossile, scoperti per caso nel 1875, quando un pescatore trovò del corallo impigliato nelle proprie reti a strascico.

Il commercio del corallo

Nello stesso anno iniziò la pesca commerciale: furono individuati altri due banchi nel 1878 e nel 1880, portando a un boom con migliaia di tonnellate estratte.

Sciacca divenne centro di pesca e lavorazione artigianale del corallo tra i più rinomati in Italia.

Arrivarono centinaia di imbarcazioni da Torre del Greco, cittadina campana con una lunga tradizione di corallari (pescatori subacquei) e mastri corallari (artigiani orafi abili nel lavorare il corallo grezzo trasformandolo in gioielli).

I profitti economici furono significativi e assai veloci, prima che arrivasse la grande crisi di mercato.

Oggi il Consorzio Corallo Sciacca è l’associazione ufficiale degli artigiani corallari della cittadina. Nato nel luglio 2013 dalla volontà dei maestri orafi di Sciacca di tutelare e valorizzare il corallo locale, è depositario del marchio collettivo “Corallo di Sciacca”, registrato al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il corallo è base dell’industria locale di Sciacca, insieme all’acciuga.

La tradizione religiosa

“È una storia lunga quattro secoli, una storia fatta di fede e tradizione, una storia unica – commenta Francesco Dimino, assessore alle Attività produttive e alla Promozione del territorio –. Siamo legati anche ai nostri emigrati in America e questo dimostra quanto sia forte questo legame. Siamo al quarto secolo dalla liberazione dalla peste, un evento di grande fede che attira anche molto turismo, sia il 2 febbraio sia il 15 agosto”.

“Abbiamo vissuto giorni di profonda grazia, di comunità e di Chiesa – dichiara don Calogero Lo Bello, parroco della Basilica di Maria Santissima del Soccorso –. Il quattrocentesimo anniversario della liberazione dalla peste rappresenta una vera pietra miliare per la nostra città e per l’intera diocesi”.

A sottolineare il valore storico e identitario della ricorrenza, lo storico Giuseppe Verde, che ricorda come la festa della Madonna del Soccorso “coinvolga l’intera popolazione due volte l’anno ed esprima un forte senso di appartenenza e identità collettiva, capace di richiamare anche gli emigrati che fanno ritorno in città”.

I gioielli della Madonna del Soccorso in corallo: ecco perché

La secolare devozione, documentata da numerose fonti storiche, nel tempo ha generato un patrimonio artistico e votivo di straordinario valore: circa 1.500 oggetti preziosi, in gran parte gioielli, donati dai fedeli dalla metà del Seicento a oggi alla Madonna del Soccorso.

I gioielli sono in parte custoditi al Museo Diocesano di Sciacca e in parte collocati attorno al fercolo in occasione della processione. Non si può non notare come molti gioielli siano realizzati proprio con il corallo. Perché? 

La risposta è semplice: al corallo mediterraneo, incluso quello di Sciacca, è attribuito da secoli il potere di proteggere dagli eventi avversi e dal malocchio.

Amuleto contro il male, i fulmini e le disgrazie, il “cornetto” rosso proteggeva i bambini sin dall’Impero Romano.

I Galli appendevano corallo al collo dei bambini per scacciare gli spiriti maligni; i guerrieri lo fissavano su spade, elmi e scudi come talismano contro il male e per ottenere la vittoria in battaglia.

Rosso come il sangue pietrificato di Medusa (secondo il mito greco), evoca vigore, bellezza e legame col mare.

Nella cultura cristiana il corallo è diventato simbolo del sangue e della Passione e natura umana di Gesù; usato per realizzare rosari, crocifissi ed ex voto, si ritiene possa scacciare il diavolo.

Fede e tradizione mirabilmente intrecciate

A Sciacca la devozione non è solo un rito, bensì materia viva che da secoli plasma identità, lavoro e orgoglio. La Madonna del Soccorso veglia su una comunità che ha imparato a guardare il mare e il corallo con fiducia e gratitudine.

Fede e tradizione non si limitano a convivere, fanno di più: indissolubilmente legate, continuano a raccontare insieme la storia più autentica di Sciacca e dei suoi abitanti.

FAQ 

Perché Sciacca è famosa per il corallo?

Sciacca è conosciuta per i suoi unici banchi di corallo sub-fossile, formatisi dopo l’eruzione dell’Isola Ferdinandea nel 1831. Il corallo locale ha un caratteristico colore arancio-rosa ed è considerato ecosostenibile perché pescato solo quando naturalmente staccato dai fondali.

Quando si festeggia la Madonna del Soccorso a Sciacca?

La Madonna del Soccorso viene celebrata due volte l’anno: il 2 febbraio, in ricordo del voto del 1626 contro la peste, e il 15 agosto, durante i festeggiamenti estivi.

Perché i pescatori sfilano a piedi scalzi durante la processione?

I pescatori sfilano a piedi scalzi come voto di ringraziamento e segno di devozione alla Madonna del Soccorso. È una tradizione secolare che si tramanda dal 1626.

Dove si possono vedere i gioielli in corallo donati alla Madonna del Soccorso?

Molti dei circa 1.500 gioielli votivi sono esposti al Museo Diocesano di Sciacca, mentre altri vengono collocati sul fercolo durante le processioni.

Che fine ha fatto l’Isola Ferdinandea?

L’isola, emersa nel 1831 a seguito di un’eruzione vulcanica, è sprofondata nuovamente lo stesso anno. Oggi rimane un cono vulcanico sommerso a circa 9 metri sotto il livello del mare.

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