Il sistema ospedaliero italiano ha raggiunto un nuovo traguardo, con l’Humanitas di Rozzano, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze e l’AOU delle Marche di Ancona premiati per l’eccellenza nel Programma Nazionale Esiti (PNE) dell’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Questo riconoscimento, che mette in luce le strutture sanitarie più performanti del Paese, è stato assegnato sulla base di otto aree cliniche essenziali, valutate tramite oltre 200 indicatori di qualità. Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenas, ha dichiarato: “L’Humanitas di Rozzano e due strutture pubbliche, ovvero l’ospedale di Ancona e il Careggi di Firenze, sono risultati essere i tre migliori ospedali italiani”.
Humanitas di Rozzano
Per il terzo anno consecutivo, Humanitas di Rozzano si conferma al vertice degli ospedali italiani. Eccellendo in tutte e otto le aree cliniche monitorate, tra cui cardiologia, neurologia e oncologia, la struttura ha dimostrato di essere un punto di riferimento per la sanità privata in Italia. Luciano Ravera, amministratore delegato del gruppo Humanitas, ha sottolineato: “Questo risultato è il frutto del grande lavoro di squadra dei nostri medici, infermieri, oss, tecnici e staff. E dei pazienti, che scelgono Humanitas”. Ravera ha evidenziato come il sistema di monitoraggio Agenas, con i suoi 205 indicatori, rappresenti un supporto essenziale per il miglioramento continuo delle cure.
Careggi di Firenze
L’AOU di Careggi a Firenze si è distinta come eccellenza della sanità pubblica, risultando tra le strutture ospedaliere migliori del Paese. Il direttore generale, Daniela Matarrese, ha espresso soddisfazione per il riconoscimento: “Per noi, lavorare nell’ospedale più importante della Toscana è motivo di grande orgoglio”. La struttura ha ottenuto valutazioni di altissimo livello in ambiti quali il trattamento dell’infarto miocardico acuto, il bypass aortocoronarico, l’area nascita con un basso tasso di cesarei e oltre 3.000 parti annui. Con un recente stanziamento di 200 milioni di euro per migliorare ulteriormente le strutture, Careggi conferma il suo impegno verso una sanità pubblica di qualità e accessibile.
Ancona
All’AOU delle Marche ad Ancona, il report Agenas ha confermato una crescita costante nella qualità delle cure. “Un sincero ringraziamento va a tutto il personale” ha commentato il direttore generale Marco Armando Gozzini. Con una valutazione positiva in tutte le aree monitorate, Ancona è riuscita a mantenere e migliorare gli standard degli anni precedenti. Gozzini ha dichiarato che anche i dati preliminari per il 2024 mostrano un trend positivo, portando ottimismo per ulteriori miglioramenti.
L’aumento dei ricoveri e il ritorno ai volumi pre-Covid
Nel 2023 il numero dei ricoveri ospedalieri in Italia ha quasi raggiunto gli 8 milioni, con un incremento di 312mila unità rispetto al 2022, tornando così ai livelli pre-pandemia. Domenico Mantoan, direttore generale Agenas, ha dichiarato che il Piano Nazionale Esiti è ora un patrimonio importante per il Paese, aggiungendo che “il sistema sanitario ha ripreso a macinare attività tornando ai livelli del 2019”. Questo aumento riguarda sia i ricoveri urgenti che quelli programmati, a conferma della ripresa della sanità italiana dopo l’interruzione causata dal Covid-19.
Progressi nell’area cardiovascolare e interventi tempestivi
Il rapporto Agenas ha rilevato un miglioramento significativo nell’area cardiovascolare: la percentuale di interventi di angioplastica per pazienti con infarto è salita dal 57% al 63%, superando la soglia del 60% prevista dal DM 70/2015. Le strutture che hanno garantito l’accesso alla PTCA (angioplastica coronarica transluminale percutanea) in oltre l’85% dei pazienti STEMI sono l’Ospedale Barone Romeo di Patti (Messina), l’Ospedale di Treviso e l’Ospedale del Cuore G. Pasquinucci di Massa, consolidando la qualità delle cure per pazienti cardiopatici.
L’impatto del PNE sulla sanità regionale: un confronto tra regioni
Infine, il Programma Nazionale Esiti ha evidenziato anche il miglioramento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in diverse regioni italiane. Se la Calabria ha abbandonato il ruolo di fanalino di coda, la Sicilia ha registrato significativi passi avanti. Tuttavia, secondo il report, l’autonomia regionale non è sinonimo di efficienza: le performance variano notevolmente da regione a regione, dimostrando la necessità di un monitoraggio continuo e interventi mirati.


