I saldi invernali 2026 in Italia iniziano principalmente il 3 gennaio, con Valle d’Aosta che parte il 2 gennaio e Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria dal 4-5 gennaio, mentre Trento e Bolzano slittano all’8 gennaio.
Le date sono state uniformate dalla Conferenza delle Regioni al primo giorno feriale prima dell’Epifania, anticipando al sabato per evitare il lunedì. In Sicilia, i saldi partono il 3 gennaio e durano fino al 15 marzo, una delle durate più lunghe.
La regola sui prezzi
I negozi devono mostrare chiaramente il prezzo originale (il più basso degli ultimi 30 giorni, per il D.lgs 26/2023), quello scontato e la percentuale di riduzione. Non c’è diritto automatico ai resi o cambi, salvo difetti, e dipendono dalle politiche del venditore.
Impatto del Black Friday e dei pre-saldi
Confesercenti stima 6 miliardi di fatturato durante i saldi invernali, ma 2 milioni di italiani hanno già comprato nei pre-saldi post-Natale, erosi da Black Friday e “saldi privati” che aggirano divieti regionali sui 30-45 giorni pre-saldi.
Questo crea confusione e penalizza i negozi fisici, trasformando il periodo da novembre a gennaio in promozioni continue via online e negli outlet.
Il Black Friday erode significativamente le vendite dei saldi invernali, anticipando la domanda e comprimendo gli acquisti natalizi tradizionali.
Confesercenti nota una “morsa” tra Black Friday e pre-saldi (“winter pre-sale”, “exclusive sales”), che erode il last-minute nei negozi fisici.
Codacons prevede un “flop” per i saldi, con le famiglie ‘esauste’, dal punto di vista economico, dopo spese festive e rincari 2025.
Confesercenti, infine, lancia l’allarme su regole aggirate, chiedendo trasparenza sul “prezzo precedente” (più basso degli ultimi 30 giorni) e revisione delle promozioni per garantire una concorrenza leale.


