L’estate dello shopping entra ufficialmente nel vivo e, nonostante un contesto economico ancora segnato dall’inflazione, gli italiani non rinunciano all’appuntamento più atteso della stagione commerciale. Secondo l’indagine realizzata da Ipsos per Confesercenti, sette italiani su dieci dichiarano di voler approfittare dei saldi estivi, confermando il forte richiamo delle vendite di fine stagione.
La rilevazione, condotta su un campione di 800 cittadini tra i 18 e i 65 anni, fotografa un’Italia ancora fortemente interessata agli acquisti, ma decisamente più prudente nella gestione del budget rispetto agli anni precedenti.
Il Sud guida la classifica della voglia di shopping
Il dato più alto arriva dal Mezzogiorno.
Qui la percentuale di cittadini intenzionati ad acquistare durante i saldi raggiunge il 71%, il valore più elevato registrato nell’intera rilevazione nazionale.
Sul fronte della spesa prevista, invece, emerge una forte differenza territoriale.
Il Nord-Ovest registra il budget medio più elevato, con 247 euro a persona.
Nel Sud Italia la cifra scende sensibilmente e si ferma a 181 euro medi.
La spesa media nazionale si attesta invece a 209 euro per consumatore.
Anche l’analisi per genere mostra comportamenti differenti.
Gli uomini prevedono una spesa media di 225 euro, mentre le donne si mantengono leggermente più contenute con una media di 196 euro.
L’inflazione costringe molte famiglie a ridurre il budget
L’indagine mostra chiaramente come il quadro economico continui a influenzare le decisioni di acquisto.
Rispetto allo scorso anno:
- il 28% degli intervistati riduce il budget disponibile
- il 54% mantiene invariata la spesa
- soltanto il 18% dichiara di voler spendere di più
Le percentuali di riduzione salgono fino al 32% nel Nord-Est e nel Sud Italia.
Tra chi ha deciso di limitare gli acquisti, il fattore dominante resta il caro vita.
Il 65% indica l’inflazione come principale causa della riduzione della spesa, percentuale che nel Nord-Ovest raggiunge addirittura il 70%.
A incidere in modo significativo sono anche le spese legate all’abitazione.
Il 43% segnala l’aumento dei costi fissi della casa, un dato che nel Sud Italia cresce fino al 52%.
Esiste però anche una fascia di consumatori che sceglie deliberatamente di spendere meno.
Il 31% degli intervistati parla di risparmio consapevole, una tendenza particolarmente diffusa tra i più giovani, dove la quota raggiunge il 42%.
Presaldi sempre più diffusi prima dell’avvio ufficiale
Uno dei fenomeni più evidenti emersi dall’indagine riguarda l’anticipo degli acquisti promozionali.
Il 36% degli italiani ha già comprato prodotti scontati prima dell’avvio ufficiale dei saldi.
La crescita delle campagne promozionali online e offline nelle settimane precedenti ha progressivamente cambiato le dinamiche tradizionali del mercato.
Il dato sale ulteriormente in due categorie precise:
- 48% nella fascia 18-34 anni
- 42% nel Mezzogiorno
Una tendenza che continua a spostare in avanti il periodo effettivo delle offerte.
Cosa comprano gli italiani durante i saldi
L’obiettivo principale resta il rinnovo del guardaroba quotidiano.
I prodotti più richiesti sono:
- calzature (52%)
- t-shirt e top (49%)
- maglieria estiva (39%)
- abiti e vestiti (36%)
- pantaloni o gonne (36%)
Anche in questo caso emergono differenze molto nette tra uomini e donne.
Per il pubblico maschile l’interesse maggiore riguarda l’abbigliamento sportivo.
Lo sceglie il 34% degli uomini contro il 19% delle donne.
Il pubblico femminile orienta invece maggiormente la spesa verso:
- abiti e vestiti (47% contro il 24% degli uomini)
- accessori come borse (18% contro il 4% degli uomini)
La fotografia complessiva conferma che i saldi vengono percepiti soprattutto come occasione per acquistare capi utili nella vita quotidiana, più che per shopping occasionale o acquisti impulsivi.
I commercianti contestano il calendario delle vendite
Dietro l’attesa dei consumatori resta aperto il malcontento del settore commerciale.
Il problema principale riguarda la progressiva anticipazione delle campagne promozionali che, secondo i negozianti, sta svuotando di significato il tradizionale appuntamento dei saldi.
Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti, sintetizza così la situazione:
“I Saldi restano attesi dai consumatori, anche se il susseguirsi di campagne promozionali lungo tutto l’anno ne diluisce il richiamo. Ma resta il problema del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando e’ appena cominciata, e i presaldi anticipano ulteriormente l’appuntamento”.
La questione viene ormai considerata strutturale.
Per questo il comparto moda chiede un intervento legislativo nazionale.
“Cosi’ l’evento finisce per perdere il proprio senso ed impedisce di fatto di vendere le collezioni estive ed invernali a prezzo pieno. Per questo abbiamo lanciato una petizione alla Camera dei Deputati, che ha gia’ raccolto oltre 3.000 firme di imprenditori, per posticiparne la data: chiediamo regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di restituire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online”.
Il dibattito sul futuro dei saldi, dunque, resta apertissimo.


