Saks Global, il gruppo proprietario di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha avviato una ristrutturazione volontaria del debito tramite la procedura di protezione dal fallimento negli Stati Uniti.
La richiesta è stata depositata il 13 gennaio scorso presso il tribunale competente del Distretto Meridionale del Texas, per un debito complessivo di circa 5 miliardi di dollari a fronte di ricavi annui inferiori ai 6 miliardi.
Cos’è accaduto e cosa accadrà
Il problema è scattato con il mancato versamento di 100 milioni di dollari scaduti il 30 dicembre 2025, legato all’acquisto di Neiman Marcus per 2,7 miliardi nel 2024.
In merito al piano di risanamento, l‘azienda ha ottenuto un finanziamento di 1,75 miliardi di dollari dai creditori per mantenere le operazioni e il rilancio. Garantiti stipendi e benefici ai dipendenti, pagamenti ai fornitori e tutti i programmi fedeltà per i clienti; i negozi restano aperti.
Geoffroy van Raemdonck, ex amministratore delegato di Neiman Marcus, è il nuovo capo dell’azienda al posto di Richard Baker, con l’obiettivo di adattare il gruppo al futuro del commercio di lusso.
L’impatto sul settore lusso
Tra i principali creditori ci sono colossi come Chanel, Kering e LVMH, con debiti garantiti per 3,4 miliardi. Il caso mette in luce le difficoltà dei grandi magazzini di lusso americani contro la vendita online e diretta dei marchi, dopo fusioni come quella del 2024. Saks aveva valutato cessioni parziali, come il 49% di Bergdorf Goodman, ma la procedura punta a un rafforzamento strategico.
Le cause della crisi
Le cause della crisi di Saks Global sono molteplici e intrecciate, con l’acquisizione di Neiman Marcus come fattore scatenante principale.
- Indebitamento elevato: l’operazione di acquisto di Neiman Marcus nel 2024, del valore di circa 2,7 miliardi di dollari, ha generato un nuovo debito massiccio, portando il totale a oltre 5 miliardi contro ricavi annui sotto i 6 miliardi. Il mancato pagamento di 100 milioni di interessi scaduti il 30 dicembre 2025 ha accelerato la procedura di protezione dal fallimento. Questo ha aggravato la liquidità, con difficoltà nei versamenti ai fornitori e vendite di asset insufficienti per alleggerire il bilancio.
- Calo delle vendite: le vendite nei negozi fisici sono diminuite drasticamente, penalizzate dalla preferenza per l’e-commerce e acquisti di beni meno costosi post pandemia. Nell’ultima trimestrale, i ricavi sono calati dell’11,1%, da 1,8 a 1,6 miliardi di dollari, in un contesto di rallentamento globale del lusso. I dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno aumentato i costi su moda e relativa filiera, riducendo la competitività.
- Fattori strumentali: il modello dei grandi magazzini tradizionali soffre contro la vendita diretta dei brand e l’online, con costi operativi elevati per affitti e immobili di pregio. Scelte strategiche ambiziose, come la fusione ideata dall’ex CEO Baker, si sono rivelate disastrose in un ciclo economico sfavorevole iniziato con il Covid. Cambiamenti manageriali e congiuntura debole hanno completato il quadro di tensione finanziaria.
Simbolo di eccellenza, glamour e innovazione
Saks Fifth Avenue nacque nel 1867 da Andrew Saks a Washington D.C., evolvendo in un’icona del lusso newyorchese con l’apertura del negozio principale sulla Fifth Avenue nel 1924.
Fondato come Saks & Company, si fuse nel 1923 con Gimbel Brothers, permettendo l’espansione nazionale: primi negozi a Palm Beach (1926), Chicago (1929) e Beverly Hills (1938). Acquisita da Hudson’s Bay Company nel 2013 e da Saks Global nel 2021, ha incorporato Neiman Marcus e Bergdorf Goodman nel 2024, prima della crisi attuale.
Saks ha sempre rappresentato l’eccellenza nel lusso accessibile, il glamour della moda esclusiva e l’innovazione nel retail, con reparti iconici come quello delle scarpe.
Simbolo di eleganza americana, promuove lo stile sofisticato, il servizio personalizzato e un’esperienza di shopping aspirazionale per l’élite.
FAQ
Perché Saks Global ha chiesto la protezione dal fallimento?
Saks Global ha avviato una procedura di protezione dal fallimento per ristrutturare un debito di circa 5 miliardi di dollari, diventato insostenibile dopo l’acquisizione di Neiman Marcus e il mancato pagamento di 100 milioni di dollari di interessi a fine 2025.
I negozi Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus chiuderanno?
No. La società ha confermato che tutti i negozi resteranno aperti. Grazie a un finanziamento da 1,75 miliardi di dollari, sono garantiti stipendi, fornitori e programmi fedeltà per i clienti.
Qual è l’impatto della crisi Saks sul settore del lusso?
La crisi evidenzia le difficoltà strutturali dei grandi magazzini di lusso tradizionali, messi sotto pressione dalla vendita diretta dei brand, dall’e-commerce e dal rallentamento globale dei consumi nel segmento premium.
Quali grandi marchi sono coinvolti come creditori?
Tra i principali creditori figurano colossi del lusso come Chanel, LVMH e Kering, con crediti garantiti per circa 3,4 miliardi di dollari.
Chi guiderà Saks Global dopo la ristrutturazione?
Il nuovo CEO è Geoffroy van Raemdonck, ex amministratore delegato di Neiman Marcus, chiamato a guidare il gruppo verso un modello più sostenibile e adattato al futuro del commercio di lusso.
La crisi di Saks è legata al calo delle vendite nel lusso?
Sì. Il gruppo ha registrato un calo delle vendite dell’11,1% nell’ultimo trimestre, in linea con il rallentamento globale del lusso e con il cambiamento delle abitudini di consumo verso acquisti online e meno costosi.


