La Russia prevede una crescita economica dell’1,5% nel 2025, una stima nettamente inferiore rispetto al 2,5% annunciato in precedenza. Il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha riferito al presidente Vladimir Putin: “Gli elevati tassi di interesse, introdotti per contenere l’inflazione, hanno ridotto l’accesso a prestiti e finanziamenti”.
Questo scenario segna un’inversione di tendenza rispetto alla robusta espansione economica registrata nel 2023 (4,1%) e nel 2024 (4,3%), trainata principalmente dalla produzione bellica. Il rallentamento evidenzia le difficoltà del Paese nel bilanciare politiche monetarie restrittive e crescita sostenibile.
Impatto dei tassi di interesse
La Banca Centrale Russa ha adottato misure drastiche per contrastare l’inflazione, portando i tassi di interesse al 21% a ottobre 2024, il livello più alto dal 2003. Successivi tagli hanno ridotto i tassi al 20% a giugno e al 18% a luglio, ma il costo del credito rimane un ostacolo significativo per le imprese e i consumatori. Queste politiche restrittive hanno limitato gli investimenti e frenato l’attività economica, con un impatto diretto sulla capacità delle aziende di espandersi e creare occupazione.
Allarme recessione
A giugno 2024, il ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov ha lanciato un monito: “La Russia rischia una recessione se non modifichiamo la politica monetaria”. La combinazione di tassi di interesse elevati e la persistente carenza di manodopera ha aggravato le difficoltà economiche. La scarsità di lavoratori, in parte dovuta alla mobilitazione militare e all’emigrazione, ha ridotto la capacità produttiva, mettendo ulteriore pressione su settori chiave come l’industria e i servizi.
Prospettive e sfide future
Nonostante il boom della produzione bellica abbia sostenuto l’economia russa negli ultimi due anni, la dipendenza da questo settore si rivela insostenibile a lungo termine. La Banca Centrale Russa affronta il difficile compito di bilanciare il controllo dell’inflazione con la necessità di stimolare la crescita economica. Gli analisti sottolineano che senza una revisione delle politiche monetarie e interventi per affrontare la carenza di manodopera, il Paese potrebbe incontrare ulteriori ostacoli nel mantenere la stabilità economica nel 2025.


