Il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’imprenditore Elon Musk, un tempo uniti nella loro missione di rivoluzionare Washington, si è disintegrato in una disputa pubblica senza precedenti.
La tensione, esplosa questa settimana, ha origine da divergenze su una proposta di legge fiscale, il fulcro dell’agenda legislativa di Trump. Musk ha criticato aspramente il progetto, definendolo insostenibile per il bilancio federale. Trump, inizialmente tollerante, ha poi espresso delusione per il suo ex consigliere, spingendo Musk a rispondere con una serie di insulti e provocazioni. Il presidente ha replicato su Truth Social, dichiarando che Musk “sta diventando insopportabile”, che lo ha “invitato a lasciare” l’amministrazione e che il magnate della tecnologia “ha perso la testa”. “Non ho particolare interesse a parlare con lui”, ha aggiunto Trump in un’intervista ad ABC News.
Un’escalation di insulti
La disputa si è intensificata rapidamente. Musk, in risposta agli attacchi di Trump, ha accusato il presidente di comportamenti incoerenti, senza però fornire prove concrete. Trump, dal canto suo, ha descritto Musk come un “uomo che ha perso la ragione”. Un insider vicino al presidente ha rivelato che Musk avrebbe richiesto un colloquio, ma Trump ha rifiutato di incontrarlo. La fonte ha confermato che non sono previsti colloqui immediati tra i due, segnando un punto di rottura definitivo nella loro relazione.
L’impatto su Tesla
Le ripercussioni economiche sono state immediate. Le azioni di Tesla, l’azienda di veicoli elettrici di Musk, hanno registrato un crollo del 14,2% giovedì, con gli investitori preoccupati che il conflitto possa danneggiare l’azienda. La perdita di valore ha cancellato miliardi di dollari dal mercato, con timori legati alla possibile revoca dei contratti federali per Tesla e SpaceX, come minacciato da Trump. Nonostante un lieve rimbalzo previsto per oggi, il danno finanziario rimane significativo. Gli analisti di JPMorgan Chase avvertono che l’eliminazione del credito d’imposta per i veicoli elettrici, una misura allo studio dell’amministrazione Trump, potrebbe costare a Tesla fino a 1,2 miliardi di dollari in entrate.
Il mercato del lavoro sotto pressione
Parallelamente, il rapporto mensile sul lavoro pubblicato venerdì dal governo statunitense ha evidenziato un rallentamento nell’occupazione. Le aziende hanno aggiunto 139.000 posti di lavoro a maggio 2025, un calo rispetto ai 147.000 del mese precedente e significativamente inferiore ai 200.000 di un anno fa. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,2%, ma i dati riflettono una crescita modesta, concentrata nei settori della sanità, della ristorazione, dell’ospitalità e dei servizi finanziari. Gli economisti dell’amministrazione Trump hanno criticato questi numeri, sottolineando che tali settori offrono spesso salari bassi o dipendono da finanziamenti pubblici, come nel caso della sanità.
Il settore manifatturiero, un obiettivo chiave delle politiche di Trump attraverso l’imposizione di dazi, ha perso 8.000 posti di lavoro a maggio. Dall’insediamento del presidente, il comparto ha guadagnato solo 6.000 posizioni, un dato deludente rispetto alle aspettative. Nonostante ciò, i mercati finanziari hanno reagito positivamente ai dati, con un aumento dei futures azionari, superando le previsioni degli analisti.
Il blocco del bando di Trump su Harvard
In un altro sviluppo, un giudice federale ha temporaneamente bloccato giovedì sera un proclama di Trump che impediva agli studenti stranieri di iscriversi ad Harvard. L’università, la più antica e ricca degli Stati Uniti, ha denunciato il provvedimento come una ritorsione illegale per aver respinto le richieste della Casa Bianca. Harvard ha sottolineato che un quarto dei suoi studenti proviene dall’estero, contribuendo significativamente alla ricerca e alle borse di studio. Il giudice distrettuale Allison Burroughs di Boston ha emesso un ordine restrittivo temporaneo, definendo il proclama di Trump un tentativo di aggirare una precedente decisione giudiziaria. “Il presidente sta tentando un’azione illegale”, ha dichiarato Harvard in una nota ufficiale, annunciando un’azione legale per bloccare definitivamente il provvedimento.


