I contribuenti che erano stati esclusi dalla rottamazione quater hanno una nuova opportunità: rientrare nel piano di definizione agevolata, grazie alla recente riapertura dei termini, concessa dal Decreto Milleproroghe.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha, infatti, riaperto la possibilità di presentare la domanda di riammissione alla rottamazione Quater, offrendo una possibilità di sanare i debiti fiscali con procedure più favorevoli. Tuttavia, il nuovo piano di rientri sarà più impegnativo rispetto a quello previsto inizialmente.
Invio della domanda
I contribuenti che desiderano beneficiare della riapertura dei termini per la riammissione alla rottamazione quater devono presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate Riscossione, rispettando le modalità previste dalla legge. La domanda può essere redatta online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate oppure attraverso l’assistenza di professionisti, CAF e consulenti fiscali che aiuteranno a compilare la richiesta correttamente. Il termine ultimo per la domanda è entro il 30 aprile 2025.
La riapertura dei termini, resa possibile dal Decreto Milleproroghe, consente a chi aveva perso la possibilità di aderire alla rottamazione quater di poter rientrare nel piano di definizione agevolata. In precedenza, la possibilità era stata data solo a chi aveva presentato la domanda entro le scadenze stabilite ma, a causa di motivi personali o difficoltà burocratiche, alcuni contribuenti non erano riusciti a farlo.
Le nuove condizioni del piano
Se da un lato la riapertura dei termini rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per chi aveva perso il treno della rottamazione, dall’altro i contribuenti dovranno fare i conti con condizioni più gravose rispetto a quelle previste inizialmente. Infatti, i piani di rientro successivi alla riapertura prevedono:
- Maggiore durata del pagamento: se in passato era possibile dilazionare il pagamento in poche rate mensili, ora il piano di rientro potrebbe richiedere una durata maggiore, con conseguente impegno altrettanto maggiore del contribuente;
- Aumento delle somme da versare: la possibilità di rateizzare il debito è prevista anche in questa nuova opportunità ma alcuni interessi potrebbero essere applicati, rendendo il piano di rientro più oneroso.
- Termini più stringenti: i contribuenti che aderiscono alla nuova riammissione dovranno rispettare tempistiche più rigide e condizioni economiche più severe per evitare la decadenza del piano.
Pro e contro
- Vantaggio per il contribuente: la riammissione offre una seconda possibilità per regolarizzare la propria posizione fiscale senza incorrere in ulteriori penalità o rischi legali, come il pignoramento dei propri beni;
- Vantaggio per l’Ente fiscale: la riammissione rappresenta una forma di recupero dei crediti che avrebbero rischiato di non essere riscossi, permettendo al sistema fiscale di incassare somme, che, altrimenti, potrebbero non essere saldate.
I contro della riammissione possono riguardare le incertezze sulle tempistiche. Infatti, non è sempre chiaro quanto tempo ci vorrà per completare il processo. In alcuni casi, le scadenze per l’adesione possono essere strette e i tempi di attesa per il rinnovo possono essere lunghi, scoraggiando il contribuente.
Esclusione di alcune categorie di debiti
Non tutti i debiti possono essere inclusi nella rottamazione. Ad esempio, alcuni tipi di sanzioni o contributi previdenziali potrebbero non essere ammissibili, limitando l’efficacia della riammissione per risolvere l’intera situazione fiscalmente debitoria del contribuente.
In conclusione, la riammissione alla rottamazione quater offre ai contribuenti un’opportunità importante per regolarizzare la situazione fiscale. Tuttavia, se non gestita correttamente, potrebbe indurre i contribuenti a fare affidamento su nuove ‘sanatorie’.
Inoltre, si parla da tempo di rottamazione quinquies e potrebbe diventare già realtà con procedure diverse. Si fa riferimento anche dell’ ipotesi di un condono tombale su debiti di difficile riscossione. Staremo a vedere…


